La Nuova Sardegna
| DOMENICA, 11 GENNAIO 2004 |
| Comune-Parco, è già lite sui beni |
| Tensioni fra gli enti per la gestione degli immobili dismessi |
| Filigheddu (Ds) mette i primi paletti: «Vedette e fortini siano controllati dall’amministrazione comunale...» |
|
LA MADDALENA. Dallo Stato alla Regione. E ora,
presto, ai Comuni. E’ il percorso dei beni demaniali. Case, palazzi,
fortini, caserme, alloggi. Un patrimonio importante, alla Maddalena: 138
alloggi inclusi nell’accordo di programma del 1999 tra la Regione, il Comune
e il ministero. L’accordo prevedeva la costruzione di 27 alloggi, più
cinque, ex novo, da girare in permuta alla marina militare, in cambio di
case militari occupate da civili nelle vie Giotto e Buonarotti, a Cala
Camiciotto, Vaticano, Punta Villa, Batteria Spalmatore, ex Trinità, Padule e
la parte alta di Nido D’Aquila. Ecco l’elenco. Insomma, si chiude un programa avviato ai tempi del centrosinistra al governo tanto a Roma quanto a Cagliari. E alla Maddalena, come ricordano i Ds per bocca di Stefano Filigheddu. «Il lavoro l’abbiamo iniziato dal 1999 col governo Palomba ora per molti ci sarà la possibilità di avere una casa». Domani, in occasione della riunione della commissione per le servitù militari, Filigheddu formalizzerà la richiesta per portare immediatamente l’argomento in consiglio comunale: «Non è da sottovalutare - prosegue il diessino - il fatto che lo Stato con una mano può dare e con l’altra può togliere: il Parco potrebbe far sue tutte le dismissioni. Ecco perché ci vuole la compattezza dell’intero Consiglio: i beni devono andare al Comune». Pericoli, in tutti i sensi, non ne mancano. Specie a Caprera, dove ci sono 278 alloggi, molti dei quali appartamenti singoli da 90 metri quadrati nei punti più suggestivi dell’isola. Filigheddu su questo vuole lanciare un’idea: «A Caprera si potrebbe arrivare a un grande concorso di idee internazionale. Chessò, la progettazione di un grande albergo diffuso per sfruttare tutte le volumetrie esistenti, senza un metro cubo in più. Questo, se vogliamo un turismo di qualità». Ecco tutti gli alloggi dismessi, uno per uno. Ex Artiglieria e colombaia, vedetta località Abbatoggia, ex stazione di Guardia Preposti, ex Forte Petecchia, stazione Testiccioli, batteria Punta Villa, magazzini di Cala Gavetta, terreni Punta Filetto a Santa Maria, vedetta La Presa, vedetta Monte Budello a Budelli, batteria Rubin de Cervin a Spargi, batteria Spalmatore, puntilgione, punta Tegge, vedetta Marginetto, ex batteria Trinità, casetta ponte accesso a Caprera, alloggi regione a Vaticano, batteria Pietragliaccio a Spargi; alloggi a Vaticano e Cala Camiciotto; casa cantoniera Guardi Vecchia, ex settaria Nido D’Aquila, case via Giotto, alloggi ex ospedale e ospedale vecchio, alloggi ufficiali a Cala Camiciotto. A Caprera, 180 alloggi, più la batteria navale di Parlotto e la stazione di segnalazione di Puntiglione. Andrea Nieddu |