La Nuova Sardegna
| MARTEDÌ, 13 GENNAIO 2004 |
| La Saremar e lo sciopero |
| In merito all’articolo intitolato
«il 16 fermi i traghetti Saremar», pubblicato sabato, circa lo sciopero del
personale navigante Saremar, il presidente Federlinea, Giuseppe Ravera,
“tiene a precisare che oggetto dello sciopero è l’articolazione dell’orario
di lavoro del personale navigante che la Saremar, nel rispetto delle vigenti
disposizioni, ha introdotto dal 1º gennaio, per garantire a tutti i
marittimi il rispetto della recente normativa in materia di orario di
lavoro. Tale regolamentazione mirava, in particolare, a superare la mancata
corrispondenza fra ore lavorate e ore retribuite per una parte dei marittimi
Saremar (personale ex Tirrenia e personale iscritto al turno particolare
anteriormente al 10 aprile 1997). Quanto sostenuto nell’articolo dalle segreterie regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, circa un presunto rifiuto da parte della Saremar di concordare una soluzione della problematica in parola non è corretto. Vale, infatti, la pena di ricordare che la materia è stata oggetto di dieci incontri svoltisi sia in sede aziendale che nazionale. A novembre e dicembre, si è tenuto presso la Prefettura di Cagliari un tentativo di conciliazione in via amministrativa. In tale sede, al fine di eliminare l’incongruenza sopra richiamata tra ore lavorate e ore retribuite esistente per alcune categorie, il Prefetto si è fatto promotore di una proposta che prevedeva la corrispondenza fra ore prestate e ore retribuite, il riconoscimento di un assegno “ad personam” assorbibile in 4 anni - da erogare ai marittimi interessati al problema - e la contestuale introduzione di una maggiorazione del 30% della quota oraria di retribuzione per l’attività prestata tra le 22 e le 6. La proposta includeva una soluzione transattiva riguardante i conguagli per il 2003. Al fine di concludere la vertenza in atto, la Società ha ritenuto accettabile la soluzione complessiva di entrambi i problemi proposta dal Prefetto. Ma i sindacati, malgrado la disponibilità manifestata nel corso della riunione, hanno successivamente rivisto la loro posizione, ricercando solo la soluzione transattiva per il 2003. Di conseguenza, il tentativo di conciliazione in sede amministrativa si è concluso senza esito. Riteniamo quindi assolutamente pretestuose le accuse alla Saremar di comportamento meramente dilatorio. |