La Nuova Sardegna
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Gli usa uccideranno il commercio
| MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2004 |
| I Ds: «La Regione tratti sul raddoppio della base col governo, ma deve essere coinvolto il Comune» |
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LA MADDALENA. L’incontro dell’altro ieri a Roma
tra il presidente della Regione Italo Masala ed il dirigente responsabile
delle servitù militari, Attubato (ormai a La Maddalena di casa, avendo
trasferito parte della sua famiglia), sembra che sia stato positivo per come
lo stesso presidente si è espresso. Il governo sembra interessato ad
accogliere richieste già presentate in una memoria l’anno scorso e non
escludere dalle trattative la ristrutturazione della base, con la Regione
che farà garante. Sulla vicenda è intervenuto il capogruppo dell’Ulivo in consiglio comuale della Maddalena Pier Franco Zanchetta. «Noi- ha detto- crediamo nel ruolo che può svolgere il presidente dei sardi per fare in modo che la questione del raddoppio della base permetta la riapertura di una trattativa tra Regione, Stato, Comune di La Maddalena sull’attuale presenza americana sull’isola». «Noi, come Ds- prosegue Zanchetta-, vogliamo ridiscutere questo problema ma non ci accontentiamo che l’onorevole Masala, tratti a Roma solo con un funzionario. La Regione deve trattare il problema con il Governo nazionale. Chiediamo anche che nella trattativa non debba essere escluso il Comune. O meglio il consiglio comunale di La Maddalena, visto che il sindaco Giudice e la maggioranza hanno avuto un atteggiamento irriguardoso, istituzionalmente parlando, nei confronti del presidente della Regione». Gian Vincenzo Belli, anch’egli di aria diessina è certo che «L’ampliamento si farà, con la differenza che la parte del controllore se la prenderanno Masala, la Regione e An regionale». «E La Maddalena- dice Belli- si accontenterà di assistere a una trattativa nella quale si cercherà di fare passare come una ristrutturazione di cadenti catapecchie un vero e proprio progetto che ridisegerà il volto dell’isola di Santo Stefano. Noi a questo gioco non ci stiamo». L’ex sindaco Giuseppe Deligia (è con lui che sono arrivati gli americani) dicee che «non sa cosa pensare, pur avendo preso atto di quello che è stato scritto». «Pare- dice Deligia- che Masala si stia interessando in prima persona anche perchè il nostro sindaco ha dichiarato il silenzio stampa anche anche con la Regione, col presidente Masala e con il Ministro. Anche per questo, come comunità ci sentiamo siamo esautorati dal comportamento dell’amministrazione che neppure in consiglio comunale fa conoscere il proprio pensiero». Difficile conoscere le impressioni dei rappresentanti della opposizione in consiglio comunale. Diego Cannas interpellato non anticipa nessuna dichiarazione. Si limitano a far sapere che «attendono qualcosa di più preciso e ufficiale di quello che il governo ed il presidente Masala di An hanno detto». Andrea Nieddu |
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| MERCOLEDÌ, 14 GENNAIO 2004 |
| «Gli Usa uccideranno il commercio» |
| Accusa dei comunisti: si faranno i loro centri, a noi le briciole |
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LA MADDALENA. «Adesso basta con questo
sindaco, basta con un primo cittadino incapace di fare e tutelare gli
interessi dei maddalenini. Le strategie politiche di Rosanna Giudice,
ammesso che ne abbia, stanno affossando definitivamente l’isola: occorre
intervenire tutti, uniti, prima che questo arcipelago finisca in mano ad
altri». Inizia così un documento dato alla stampa dal direttivo di sezione
dei Comunisti italiani della Maddalena che continuano scrivendo che «noi non
abbiamo perso la dignità e l’orgoglio di essere isolani, e non intendiamo
inchinarci a nessuno. L’ennesimo rifiuto del sindaco maddalenino dimostra
come non ha mai voluto accettare un confronto democratico e sereno su idee,
vedute e strategie. Il diniego alla trasmissione la Radioacolori condotta da
Oliviero Beha ha fatto crollare quel pizzico di capacità e lungimiranza
politica rimastale». Per questo i comunisti sono fortemente preoccupati sugli atteggiamenti, «sulle manovre poco trasparenti dell’amministrazione maddalenina, su come vengono affrontati i problemi più scottanti e attuali, che interessano l’intera popolazione e soprattutto il futuro dei più giovani. Nulla è stato fatto, è vero, ancor meno si sta facendo adesso che la presenza straniera ci sta fagocitando, impedendo ogni forma di sviluppo alternativo al militare». La forte preoccupazione dei componenti il direttivo nasce dalla conoscenza di ciò che è accaduto in altre realtà soffocate dalla presenza Usa («profonda crisi a Sigonella; Aviano ieri realtà che basava la propria economia sulla presenza militare, oggi città “base” dove tale presenza la si vive come un’ autentica invasione territoriale). Circa 20mila stranieri che si muovono come fantasmi, per ragioni di sicurezza hanno tutto all’interno della loro immensa area, supermercati, bar, pub, pizzerie, ristoranti, negozi vari, cinema e discoteca. Numerose attività commerciali locali, nate proprio in funzione di tale presenza, da tempo hanno fallito. Chi ieri affittava i propri alloggi oggi se li trova vuoti perché l’aviazione statunitense ha realizzato nuove situazioni logistiche per le famiglie dei “Top Gun”. L’occupazione è venuta meno perché non vengono rispettate le leggi italiane, la Bossi-Fini, perché le autorità militari statunitensi spesso le eludono. E’ aumentato il rischio attentati a causa del terrorismo internazionale: insomma una realtà facilmente paragonabile alle strategie che gli Usa intendono mettere in atto alla Maddalena». Il sindaco, termina la nota, «continua a rifiutare il confronto, declina inviti, non partecipa a importanti trasmissioni nazionali. Bene, i cittadini stanno prendendo atto dell’inconsistenza politica sella signora Giudice. Lo spazio lasciato libero da lei, viene occupato dal presidente del Parco, il quale ha saputo stilare la Hit Parade dei sommergibili: 17 a Norkfolk e Honolulu, 6 a San Diego, mostrandosi attento ai numeri, ma poco sensibile ai problemi dell’ isola, lui che, nonostante gli inviti, mai ha partecipato a convegni o dibattiti promossi a e sulla Maddalena, lui che affida la progettazione dei lavori da realizzare nell’ area Parco a uno studio di un architetto nuorese snobbando le professionalità locali; vedremo probabilmente gli stessi lavori realizzati da ditte barbaricine. Questo è l’attento e sensibile Cualbu-pensiero. Preoccupati invitiamo forze politiche, associazioni, liberi cittadini, a dire basta al duo Giudice-Cualbu, vera calamità naturale abbattutasi sul nostro amato arcipelago. Intanto adesso, furbescamente, dopo aver detto no, il presidente della giunta regionale Masala, tratterà direttamente e personalmente, sul raddoppio della base Usa, scavalcando le autorità locali e la volontà dei maddalenini». (a.n.) |