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La"Nuova Sardegna"

SABATO, 17 GENNAIO 2004
 
Pagina 6 - Sardegna
 
IL PROGETTO DI UNA MULTINZIONALE
E sull’isola si progetta un megaporto
Millecinquecento posti barca: lo scalo turistico più grande della Sardegna

 LA MADDALENA. La multinazionale Giee Starcrest Harbor Mgmt sarebbe intenzionata a investire nell’arcipelago della Maddalena circa 50 milioni di euro per realizzare il più grosso porto turistico della Sardegna (1.500 posti barca), con la creazione di 150 posti di lavoro. Il responsabile della società, il cui direttore generale è Jean Marie Barbero ed il delegato europeo Ing. Walter Di Magli, ha scritto una lettere al sindaco della Maddalena Rosanna Giudice, dando la disponibilità del gruppo G.i.e.e (Groupe Interet Economique Europeen) Starcrest all’iniziativa, e creando una società, la G.i.m. (Gruppo d’ Imprese di La Maddalena) che la rappresenterà nell’isola.
 Nella lettera viene espressa la completa disponibilità nel portare avanti il progetto dello sviluppo portuale turistico sull’ isola di La Maddalena, visto anche le disponibilità dei più stretti collaboratori del sindaco.
 Il progetto consiste nella costruzione di un porto turistico di una capacità di 1500 posti barca circa e annesse infrastrutture, per uno sviluppo di alto livello e una indubbia ricaduta sotto il profilo occupazionale.
 Il comune avrà anche il 51 per cento dei ricavi del porto mentre il 49 andranno alla società investitrice. La località in cui sorgerà l’opera sarà stabilita dopo l’ approvazione del P.u.l. (Piano Urbanistico Litorali) da parte degli organi competenti.
 L’ amministrazione e la gestione del porto turistico e delle infrastrutture esistenti resteranno della unica e sola competenza della città della Maddalena, mentre il Gim sarà a capo della realizzazione delle infrastrutture necessarie alla costruzione del porto turistico previste nel capitolato d’ appalto.
 Con questa iniziativa La Maddalena può avere un indiscutibile ruolo di protagonista nello scenario futuro, ma un porto così gigantesco porrà sicuramente non pochi problemi al delicatissi,mo ecosistema della zona. Non secondaria è poi la domanda se una simile megastruttura sia l’ideale per un’isola che è inserita in un parco marittimo in cui oggi la navigazione è sottoposta a nuemrose restrizioni. Ancora però,l’amministrazione che è stata investita del problema, non ha risposto, o meglio non tutti sarebbero d’accordo su questo progetto.
 

 

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