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La "Nuova Sardegna"

Brevi:

Onlus a favore dei disabili

Situazione drammatica alle case IACP

SABATO, 17 GENNAIO 2004
 
‘Orizzonte nuovo’ contro l’handicap
 Un’associazione Onlus a favore dei disabili

 LA MADDALENA. I portatori di handicap non sono appestati da chiudere con vergogna tra le mura di una casa, né oggetto di scherno da parte di una società insensibile che ha difficoltà ad accettare la diversità: questo è il messaggio che ha portato alla nascita dell’associazione “Orizzonte Nuovo”. Un gruppo di volontari, formato da genitori e parenti di persone portatrici di handicap fisico e psichico che ha deciso di costituire un’organizzazione Onlus retta con i principi della solidarietà senza scopo di lucro e che ha, come fine statutario, quello di operare a favore dei portatori di handicap d’ogni età e sesso, affrontando anche le problematiche delle loro famiglie.
 L’associazione promuoverà la creazione e la gestione dei servizi, la tutela, l’integrazione sociale, la divulgazione, la promozione ed il rispetto delle leggi a loro favore. In particolare, si propone di stimolare la creazione di strutture e strumenti per migliorare la qualità della vita dei diversamente abili e delle loro famiglie e vigilare affinché siano attuate tutte le leggi e normative a loro favore. Creare attività finalizzate al recupero ed all’integrazione sociale di persone che si trovano in stato di bisogno. Realizzare e gestire un centro socio-educativo polivalente, residenziale, con laboratori protetti, destinato ai portatori di handicap.
Uno degli obiettivi è di conoscere i dati del disagio a La Maddalena e, nel piano socio-assistenziale, è già previsto uno studio sociologico del territorio da cui scaturisca un censimento reale.
 I fondatori di “Orizzonte Nuovo” ci tengono a precisare che non opereranno in contrapposizione all’Anpha, bensì complementare e di supporto pratico. L’idea è nata avvalendosi anche dell’esperienza già consolidata in altre città. Basti pensare che a Brindisi, un’associazione analoga, nata nel 1992 grazie al lavoro di volontari, è riuscita nell’arco di un decennio a creare una vera e propria struttura autonoma con personale specializzato come psicologi, infermieri, inservienti. Un obiettivo che garantirebbe ai diversamente abili la sicurezza del “dopo”: in pratica la qualità della vita anche dopo il decesso dei congiunti.
La neonata associazione farà il suo ingresso ufficiale nella società maddalenina sabato 24 gennaio alle ore 17,30 presso il salone consiliare. Prima di quella data ci sarà la presentazione alla Commissione consiliare dei servizi sociali, allargata ai capigruppo, al sindaco, al presidente del consiglio. Per ogni informazione l’associazione può essere contattata presso lo sportello del Centro Servizi per il Volontariato “Sardegna Solidale”, sede dell’Associazione Volontari Protezione Civile, in Via Giotto, a Moneta, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 o ai telefoni 0789/729153 e 338/7094615.
Barbara Calanca

Sabato 17 gennaio

Pagina 9 - Olbia
 
Luce razionata e niente riscaldamento: situazione drammatica nelle case Iacp

 LA MADDALENA. Da due anni ventidue famiglie del quartiere Iacp, in Via Cagliari, a La Maddalena, vivono senza l’allaccio della luce elettrica. Le case furono assegnate nel gennaio 2002 e, da allora, usufruiscono della luce di cantiere con un contatore che dispensa e calcola la luce per tutti. Il disagio è ovvio: oltre ai costi calcolati in base ad una tariffa applicabile al commercio e non alle abitazioni, ci sono a disposizione solo 20 chilowatt per tutti. Questo significa meno di un chilowatt a famiglia e, quindi, l’impossibilità dell’uso di più di un elettrodomestico alla volta.
 Come dire: niente asciugacapelli e scaldabagno insieme, né lavatrice e tv per fare un po’ di compagnia, mentre si stirano le camice. La situazione è davvero tragica, senza considerare le difficoltà a distribuire i relativi costi ai consumi per ciascun famiglia. Un inconveniente al quale gli abitanti hanno ovviato con dei conta scatti all’interno di ciascun’abitazione. Già da un anno hanno affidato il problema a un legale che non ha ottenuto alcuna risoluzione da parte dell’ENEL, salvo vaghe promesse, proferite la scorsa estate, per una definizione con l’allaccio della normale utenza, a tutt’oggi, però non ancora effettuata.
 A metà novembre sono stati infine posizionati i nuovi cavi e la cabina per l’elettricità, ma ancora non si parla dell’allaccio in ogni abitazione con relativo contatore. Intanto, poiché nelle costruzioni era stato previsto un impianto di riscaldamento, mai portato a termine, anche il freddo invernale costituisce un’ulteriore aggravante alla qualità della vita degli abitanti del quartiere. Infatti, l’unica possibilità per combattere i rigori invernali, sono le stufe elettriche, che, ovviamente rientrano nella categoria degli elettrodomestici che non si possono usare, pena la mancanza improvvisa della luce. Così, circa 80 persone, tra bambini, anziani e portatori di handicap, in pieno terzo millennio, fanno i conti ogni giorno con il proprio disagio nell’indifferenza delle istituzioni. (b.c.)
 

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