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I Ds: "E' un abuso, lo fermeremo"

Fuori dal palazzo della regione striscioni ambientalisti

Nuove analisi per saperne di più

Anche il Wwf contro le istituzioni

MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2004
 
di Filippo Peretti
 
La Maddalena, al vertice acqua sul nucleare
Masala e Giudice minimizzano: «L’inquinamento? Solo terrorismo mediatico»
Cagliari, un idillio rotto dall’assessore Columbano che ha chiesto notizie sulle volumetrie della base: saranno raddoppiate o no? Masala ha risposto di «non aver trattato questa materia»

 CAGLIARI. Raddoppio della base Usa? Inquinamento nucleare? Niente paura, alla Maddalena tutto va bene ed è tutto sotto controllo. E l’allarme di questi giorni? Terrorismo mediatico per impedire che l’arcipelaga diventi una capitale turistica. Parola del presidente della Regione, del presidente del parco e del sindaco. L’incontro di Cagliari si è risolto in un tentativo di gettare acqua sul fuoco delle polemiche, anche se i partecipanti hanno assunto l’impegno di rafforzare la vigilanza. Ma mentre davanti al palazzo della Regione gli antimilitaristi protestavano con slogan e striscioni, nella giunta comunale - riunita al primo piano con Italo Masala - sono emerse crepe sulle effettive volumetrie che gli americani vogliono realizzare.
 Aperta ai giornalisti e alle telecamere, la riunione è stata quasi una passerella. Con Italo Masala che ha esibito una perfetta sintonia con il sindaco Rosanna Giudice e il presidente del parco Gianfranco Cualbu. Con una sceneggiatura ben concordata, perché - vista la delicatezza dell’argomento - se si fosse dovuto discutere davvero si sarebbe scelta la più prudente strada del top-secret.
 Affiancato dal direttore generale Duranti, che la settimana scorsa a Roma ha firmato l’intesa preliminare con le autorità militari delegate dal governoùe che oggi tornerà nella capitale per assistere una delegazione del Comune, Italo Masala non ha consegnato i documenti («me lo impedisce il protocollo») ha confermato di aver strappato al governo l’impegno di trattare la partita dei lavori di ristrutturazione e ampliamento della base: «L’accordo prevede il diretto coinvolgimento del Comune interessato e il rispetto dei parametri regionali per la tutela del territorio e dell’ambiente». Quando alle ultime notizie di inquinamento nucleare, il presidente della Regione le ha smentite: «Sia dalla stessa relazione francese, che andava letta per intero, sia dalle analisi della Asl di Sassari si evince che non c’è alcun pericolo». Masala ha comunque informato che d’ora in poi tutti gli enti pubblici territoriali interessati «potranno fare prelievi e analisi». C’è insomma, «una situazione di assoluta trasparenza». Dopo l’incidente del sottomarino americano, ha concluso, «le nostre strutture stanno facendo rilevazioni mensili. E’ tutto in regola».
 Il sindaco (erano presenti anche tutti gli assessori comunali) ha ringraziato Masala: «Le notizie ci consentono di tranquillizzare la popolazione». Rosanna Giudice ha però chiesto ulteriori garanzie: «Ci sono già cinque centraline, chiediamo che ne vengano messe altre. E chiediamo l’istituzione di un comitato scientifico super partes. Perché dobbiamo tranquillizanche i turisti: vogliamo realizzare un porto per millecinquecento barche, non possiamo consentire che l’immagine dell’arcipelago venga incrinata da tante voci infondate».
 Anche Gianfranco Cualbu ha parlato di «chiarimento importante», di «notizie tranquillizzanti», avute non solo da Masala ma anche dalle autorità militari a proposito del risanamento ambientale della base («saranno demoliti capannoni e baracche per fare posto a costruzioni più decenti e sarà realizzato un adeguato impianto di depurazione»).
 E’ stato quindi il turno degli assessori. Tra gli altri, Grondona - che sarà oggi a Roma per tutte le richieste alle autorità militari - ha chiesto il sostegno della Regione per la situazione economica della Maddalena. Naturalmente Masala ha risposto affermativamente.
 L’idillio è stato rotto, però, dall’assessore comunale Columbano, responsabile dell’Urbanistica, che ha chiesto al presidente notizie precise sulle volumetrie. Come dire: è vero o no che vogliono raddoppiare la base Usa? Masala ha detto di non aver trattato su questo punto, ma di aver appreso che le superfici interessate «non cambiano», perché «ci saranno costruzioni al posto delle baracche». Inoltre, «vigileremo, perché abbiamo concordato il massimo rispetto dell’ambiente: vogliamo che La Maddalena sfrutti la vocazione turistica, può diventare la nuova Arzachena, punto di forza dell’intera Costa Smeralda». Il sindaco Giudice ha tagliato corto: «L’assessore Columbano è molto preciso ma il suo talvolta è un eccesso di zelo. Sappiamo che non si costruirà niente di più di quello che esiste e anzi rispetto ai 57 mila metri cubi esistenti, si scenderà a 50 mila». E ha consegnato a Masala un documento in proposito. Columbano c’è rimasto male e a fine riunione ha chiarito con i giornalisti: «L’ufficio tecnico del Comune non è a conoscenza né dell’esistente né dei progetti. Se il sindaco ha dei documenti, vuol dire che ce li darà. Ma non vorrei che nel conteggio delle superfici su cui costruire prendessero come base anche quelle della chiatta o delle imbarcazioni-dormitorio».
 Altri assessori hanno chiesto tempi rapidi sul trasferimenti dei beni militari dismessi. Ma i giornalisti hanno concentrato le domande sulla questione dell’inquinamento. E il sindaco ha detto di credere alle analisi della Asl di Sassari. «Del resto - ha spiegato - già nel 1975 il professor Mario Ladu aveva accertato che la particolarità delle nostre rocce è anche quella di avere una quota naturale di radioattività. E’ facile controllare. A Bono sono stati accertati valori superiori e non mi risulta che lì ci siano basi nucleari americane».
 

MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2004
 
«E’ un abuso, lo fermeremo»
Il Ds Zanchetta dichiara guerra alla Regione mentre si ipotizza una commissione d’inchiesta

 LA MADDALENA. «Quello di Masala è un trucco semantico: il presidente della Regione parla di riqualificazione, invece l’intervento a Santo Stefano è un abuso costituzionale e urbanistico. E noi lo fermeremo in ogni modo». Dalla Maddalena, la prima reazione è di Pierfranco Zanchetta dei Ds, il partito che per primo, e più di tutti, ha sollevato la pericolosità della base Usa nell’arcipelago. Questo nel giorno in cui circola la bozza di legge sulla commissione d’inchiesta.
 Zanchetta si incarica ancora una volta di opporsi a scelte che, dice, «barattano la salute dei maddalenini, dei galluresi con gli interessi di Stato di un regime». E’ lui, il leader dei Ds e del centrosinistra in consiglio comunale, che accusa nel dettaglio il centrodestra per la scelta di far «raddoppiare la base americana senza sapere prima, come è nostro diritto, se è la causa dell’inquinamento e delle nostre malattie». Tutto il centrodestra, da quello maddalenino rappresentato dalla Giudice a quello regionale di Masala per finire con quello nazionale di Berlusconi.
 Dice Zanchetta: «E’ un trucco semantico, quello di Masala. Quella di Santo Stefano non è riqualificazione, è un potenziamento. Per giunta abusivo, incostituzionale e illegittimo». Abusivo perché «trasforma baracche in case fisse: quello non è più e lo sarà sempre meno un punto d’appoggio per sommergibili. Con il cemento, diventerà una base vera». Incostituzionale perché, argomenta Zanchetta, «gli Usa, così, si impossessano del suolo dello Stato italiano senza averne diritto, né autorizzazione. In più, i lavori degli americani sono illegittimi: per usare cemento a Santo Stefano - che è un sito di interesse comunitario - bisogna avere la Valuazione d’impatto ambientale. E gli Usa non ce l’hanno».
 Ragioni forti, quelle di Zanchetta, che danno sostegno a un’altra opposizione: la pericolosità. «Alla Maddalena c’è radioattività. Troppa. E non è legata all’incidente, gravissimo, del sottomarino. Masala dice che la Asl smentisce tutto, ma o mente o non sa. Qui, le centraline (due, una a Santo Stefano e l’altra all’Arsenale) funzionano malissimo da anni. Saltano spessissimo i rilevameti, come la notte del 20 ottobre, la notte del vero incidente. Se le ragioni costituzionali, se quelle urbanistiche non fermano Masala, se non gli fanno pensare che è doveroso bloccare il potenziamento della base, allora, rifletta, Masala, sull’opportunità di stopparli in attesa che ci siano notizie certe sulla radiottavità. Noi non possiamo svendere la nostra salute sull’altare degli Usa o di un modesto funzionario del Governo che ha rassicurato Masala. Noi non ci fidiamo: per questo fermeremo il potenziamento, già cominciato con la nave, con ogni mezzo».
 Tutto questo mentre circola la bozza di legge, primo firmatario Violante, sulla commissione d’inchiesta su Santo Stefano per capire, anche, «se la base può essere trasferita».
 

MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2004
 
In piazza «Gettiamo le basi» e «Cagliari social forum»
E fuori dal palazzo striscioni ambientalisti

 CAGLIARI. Sit in di protesta del comitato “Gettiamo le basi” e del Cagliari Social Forum davanti al palazzo della Regione per protestare contro l’ufficializzazione dell’accordo tra Stato e Regione sulla base Usa della Maddalena. Circa 30 militanti dei due movimenti hanno manifestato, con bandiere e striscioni, in occasione dell’incontro del presidente della Regione con il sindaco della Maddalena e il presidente del parco nel quale è stata illustrata l’intesa con il governo sugli interventi da realizzare nell’area della Maddalena e l’iter da seguire per trasferire i beni immobili, non più in uso, dallo Stato alla Regione.
 Secondo la Regione «i miglioramenti infrastrutturali previsti dal progetto non prevedono alcun potenziamento della struttura esistente ma unicamente opere di riqualificazione logistica e ambientale». Di diverso parere il Comitato e il Cagliari Social Forum che denunciano «la svendita del territorio di La Maddalena e di Santo Stefano» e parlano di «un ampliamento della base che passerà da 16.000 metri cubi a 52.000». Sulla vicenda è tornato il deputato dei verdi Mauro Bulgarelli sottolineando che «l’ampliamento della base Usa della Maddalena è un affronto intollerabile per le popolazioni sarde e mortifica la sovranità nazionale dello Stato italiano».
 Secondo l’esponente dei Verdi «il segreto di Stato deve essere rimosso» in quanto «ormai sappiamo con certezza che le autorità militari statunitensi e lo stesso governo italiano hanno costantemente mentito sul reale tasso di inquinamento radioattivo delle acque della Sardegna». «Dopo i risultati del Criirad - ha concluso - è assolutamente necessario avviare un piano di monitoraggio per appurare i rischi per la salute cui vanno incontro i cittadini».
 Sempre a proposito di ambientalisti anche una delegazione di Legambiente parteciperà sabato prossimo all’incontro dibattito, in programma a Bonifacio, sulla pericolosità della base Usa di Santo Stefano e sulle recenti analisi relative alla radioattività nelle acque del parco di La Maddalena.
 L’iniziativa è delle associazioni ambientaliste della Corsica preoccupate dall’esito delle analisi delle acque.
 

MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2004
 
«Nuove analisi per saperne di più»
Il comitato cittadino: troppe incertezze sul Torio 234 alla Maddalena
«Un altro laboratorio prenda in esame tutta la vicenda»

 LA MADDALENA. Il Comitato Cittadino Spontaneo di La Maddalena, preoccupato dall’incertezza dovuta alle discordanti versioni sulla presenza di un’elevata concentrazione di Torio 234 nelle alghe marine dell’Arcipelago della Maddalena, ha chiesto con urgenza, in una lettera inviata alla stampa, che il sindaco di Giudice si faccia promotore di un’indagine da commissionare a un nuovo laboratorio di analisi.
 La prima indagine era stata svolta dall’Istituto di Ricerca Criirad, e gli esiti successivamente smentiti dal Laboratorio di Ricerca della Asl n.1 di Sassari. La nuova indagine dovrebbe essere svolta da un laboratorio che possa liberamente accedere ad ogni informazione utile a garantire la massima trasparenza, indipendenza e attendibilità scientifica. Inoltre il Comitato, al fine di fugare ogni dubbio circa la veridicità di questa ulteriore ricerca, suggerisce che venga costituita una commissione mista che rappresenti tutte le componenti del Consiglio Comunale, le Associazioni ambientaliste presenti sul territorio, i tecnici civili e militari e i rappresentanti delle Istituzioni locali. Il Comitato Cittadino Spontaneo, per questo, ritiene di farsi portavoce della preoccupazione e dell’incertezza della popolazione maddalenina e gallurese. «Riteniamo opportuno - scrivono Giovanna Gravina, Antonello Tovo e Fabio Canu -, che venga affrontato in maniera seria ed esaustiva un argomento che troppo spesso è stato trattato con leggerezza e poca chiarezza e riteniamo inoltre che ogni progetto di ampliamento o ristrutturazione della base americana di S. Stefano sia sospeso fino all’ottenimento di informazioni certe sulla sicurezza dell’arcipelago».
 Non meno graffianti sono le dichiarazioni di altri componenti il comitato. Pio Palazzolo e Marina Spinetti che hanno riposto fiducia nel Presidente Italo Masala, affinché si facesse portatore delle loro preoccupazioni in merito alla richiesta di ampliamento della base Usa. «Aspettiamo ancora - scrivono - per un giudizio definitivo, a capir bene quali sono i termini dell’intesa, ma se sono quelli apparsi sulla stampa: non c’è niente di nuovo sotto il sole! La Nostra isola e con essa la comunità maddalenina e gallurese è stata condannata, senza appello, a rinunciare ad uno sviluppo autonomo nei settori cantieristico, alberghiero e turistico portuale».
 «Gran parte della cittadinanza chiede un’economia Vera, finalmente libera da vincoli. La cantieristica, in primis, non la base statunitense deve essere il volano di sviluppo che potrà ridare fiato a un paese agonizzante tenuto sotto scacco dagli umori d’oltre mare».
Andrea Nieddu

 

MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2004
 
Anche il Wwf attacca le istituzioni
«Che fanno Masala e Cualbu? La Base non promuove il Parco»

 LA MADDALENA. «Siamo sbigottiti, e forse anche più, non trovando le parole adatte per dire a voi e comunicare alla gente tutto il nostro sdegno per le affermazioni circa la presenza di una vera e propria base nucleare entro il territorio di un parco nazionale».
 Lo sbigottimento è della sezione gallurese del WWF, e lo sdegno è nei confronti dei presidenti della Giunta regionale Masala e del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena Cualbu. Più precisamente per le loro affermazioni a proposito di quello che doveva esser “un semplice approdo temporaneo”, risultato invece ben altro.
 «Ci permettiamo di ricordarvi - si legge nella lettera loro inviata - che il vostro non è il modo migliore di difendere e soprattutto promuovere il parco stesso e la vita in esso presente, quella dell’uomo e delle altre componenti di quel meraviglioso ecosistema. Infatti nè nel regolamento del parco nè soprattutto nella legge istitutiva vi è accenno alcuno alla protezione o al pericolo estinzione.... dei sommergibili nucleari».
 I dirigenti galluresi del WWF ricordano di non aver nulla contro gli americani e di avere a suo tempo proposto ai politici di lasciarli anche in futuro,naturalmente col consenso della popolazione maddalenina. Ma che avevano nel frattempo posto la necessità di predisporre l’allontanamento definitivo della base nucleare.
 «La presenza di quest’ultima - sostengono - è una realtà che non predispone certo al relax turistico, all’indotto diffuso nell’intera Gallura, alle aspettative stesse di civiltà di chi desidera, entro il territorio dove nacque, un avvenire di serenità. Al momento e vista l’ancor più suffragata presenza dei rischi, questa a noi sembra la proposta giusta ed equilibrata. Per quale motivo i nostri politici non lavorano in tal senso? Capiamo le ragioni politiche e le direttive di partito ma il plauso alle decisioni di allargare la base americana è davvero troppo. In tempi di accresciuta coscienza collettiva verso le problenatiche ambientali, ci aspettavamo una posizione chiara in senso opposto. Non ve ne abbiate, signori presidenti, se diciamo che voi in più di un modo fraindete il Parco e lo compromettete».
 Sabato prossimo i rappresentanti del WWF Gallura saranno a Bonifacio per concordare con il Collettivo còrso per la difesa delle Bocche di Bonifacio una protesta contro la base americana di Santo Stefano.
Tonio Biosa

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