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La "Nuova Sardegna"

MERCOLEDÌ, 21 GENNAIO 2004
 
Caccia al cinghiale in nome del Parco
Caprera, via all’abbattimento selettivo: trenta prede nella prima giornata

 LA MADDALENA. È cominciato ieri l’abbattimento selettivo dei cinghiali e degli ibridi presenti nelle isole di Caprera e di Spargi. Circa cinquanta cacciatori hanno imbracciato il fucile di buon mattino. Alle 13 erano stati abbattuti circa trenta animali che saranno devoluti agli stessi cacciatori, a carico dei quali resta l’assolvimento degli obblighi veterinari e di smaltimento dei residui di macellazione tramite una ditta autorizzata.
 Gli animali sono stati trasferiti a Ozieri per essere macellati e quindi consegnati ad associazioni di beneficenza.
 All’abbattimento si è arrivati a causa delle segnalazioni di danni a orti e giardini e anche dopo denunce per incidenti quali morsicature e caricamenti, nonché notizie di pericolo di intralcio al traffico. Poiché il parco è chiamato a risarcire i danni provocati dalla fauna selvatica, ma soprattutto perché lo stesso parco è in attesa della predisposizione del Piano e del regolamento che dovrà prevedere un programma di gestione a lungo termine delle popolazioni dei cinghiali o simili, è stato prioritario individuare un intervento, sotto la responsabilità e la sorveglianza dell’ente, in grado cosi di mitigare questa problematica.
 Il parco nella sua prima ordinanza ha stabilito le date per l’abbattimento: 23, 27 e 30 gennaio, 3, 6, 10 e 13 febbraio all’interno dell’isola di Caprera. A Spargi si comincerà il 25 gennaio e si proseguirà nei giorni 1, 8 e 15 febbraio. In quest’ultima isola si potranno abbattere, nel 2004, solo 50 esemplari, mentre nell’isola di Caprera il numero è superiore e si avvicina alle 200 unità. I cacciatori dovranno dare la precedenza negli abbattimenti agli individui giovani. Se il numero prestabilito non sarà raggiunto, ovvero se dovesse essere valutato insufficiente, le operazioni proseguiranno in autunno.
 All’operazione straordinaria, come viene definita dal parco, hanno partecipato e parteciperanno i cacciatori locali che hanno dato la loro disponibilità attraverso le associazioni venatorie locali, i cui appartenenti hanno partecipato ai corsi dell’Ente parco sulla gestione della fauna selvatica.
Andrea Nieddu

 

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