La "Nuova Sardegna"
Le altre notizie:
Si mobilitano i partiti
| GIOVEDÌ, 22 GENNAIO 2004 |
| «Noi, vero ostacolo al progetto Usa» |
| Alt di Bifulco a Masala: il parere finale è del comitato sulle servitù |
| Il rappresentante del Comipa blocca il sì della Regione |
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LA MADDALENA. E’ nel Comitato per le servitù
militari, ha detto no all’ampliamento della base Usa di Santo Stefano e ora
Agostino Bifulco, comunista, accusa pesantemente il presidente della Regione
Masala, di An, per aver invece dato via libera. «Noi abbiamo detto no al
piano perché modifica le strutture da mobili a fisse; forse Masala ha detto
sì a un nuovo piano: in questo caso dobbiamo riesaminarlo noi». Nella sede del Comitato, i rappresentanti della Regione, tra cui Bifulco, e i rappresentanti del ministero dell’Economia diedero parere sfavorevole al progetto di potenziamento della presenza del nucleare statunitense. Ora, in pieno scontro istituzionale e politico, Bifulco ricorda al presidente della Regione che «in altre occasioni il Comitato, all’unanimità, ha accolto progetti della stessa sezione americana per far bonificare alcune parti particolarmente degradate di quello stesso sito. In quelle circostanze il parere favorevole fu espresso perché la proposta si riferiva a sostituzioni con nuove strutture temporanee, mobili e asportabili». Il parere fu invece sfavorevole quando fu proposta la ristrutturazione degli impianti di generazione di energia da mobili a stabili. «Anche stavolta - scrive Bifulco - in piena coerenza con le passate situazioni, e sempre in accordo su tale orientamento con i presidenti in carica, abbiamo dato parere negativo a una ristrutturazione che vuole convertire strutture mobili prefabbricate in strutture fisse. Secondo il continuo orientamento politico del consiglio regionale, di cui siamo espressione, che unanimemente ha sempre dichiarato la contrarietà a qualsiasi aumento di insediamenti militari nel territorio della Sardegna, già oltremodo sovraccarica di servitù militari, abbiamo espresso parere sfavorevole per un insediamento che oltre che a rendere stabili le strutture, ne ampliava del 300 per cento i volumi». L’iniziativa di chiedere il riesame presso il consiglio dei ministri del decreto autorizzativo del ministro della Difesa è stato apprezzato per la coerenza con la continua posizione del consiglio regionale e per il riconoscimento del lavoro dei rappresentanti regionali nel Comitato. Bifulco critica l’accordo del 14 gennaio scorso, perché «è stato fatto al di fuori del consiglio dei ministri, oltre a non rispondere al dettato della legge che da al presidente della Regione la potestà di discutere nella più alta sede politica la questione, svilisce il nostro lavoro e il raccordo sempre mantenuto con la Presidenza». Che cosa chiede, Bifulco, al presidente della Regione? «Di conoscere se ha voluto formalmente rinunciare alla procedura del riesame prevista dalla legge sulle servitù militari, a favore di una impropria procedura di accordo con funzionari governativi». A proposito Bifulco si augura che l’accordo raggiunto sia da considerarsi un momento di lavoro preliminare e che l’indicazione che non si prevede alcun potenziamento significhi che «è stato presentato un altro progetto che non modifica radicalmente quello sinora conosciuto». L’esponente comunista ricorda «che la legge obbligherebbe il riesame da parte dello stesso Comipa del nuovo progetto e la riapertura della nota procedura dei pareri». Andrea Nieddu |
| GIOVEDÌ, 22 GENNAIO 2004 |
| «L’Ulivo si mobiliti» La Margherita in campo |
| LA MADDALENA. Anche la
Margherita provinciale prende posizione sulla base Usa. Contro la base Usa.
«Riteniamo necessaria una seria riflessione sulla presenza militare
americana nell’arcipelago, una presenza difficile, scomoda, elemento di
preoccupazione per la sicurezza, la salute e l’ambiente della Gallura, e che
dunque interroga le coscienze dei galluresi in primo luogo» scrive il
partito in una nota stampa. «Dopo l’incidente al sottomarino Hartford, di cui si è appreso attraverso la stampa satunitense poiché le autorità italiane ne erano state tenute all’oscuro, una nuova notizia ha suscitato timori e inquietudine: il rilevamento di una concentrazione di radioattività superiore alla norma nelle acque dell’arcipelago - continua il documento -. Anche il minimo dubbio che possa costituire una minaccia per la salute va fugato, le analisi compiute da un laboratorio francese indipendente ha riscontrato una presenza del Torio 234 dieci volte più elevata dei livelli normali. Le istituzioni hanno il dovere di fare definitivamente chiarezza sui rischi di inquinamento nucleare, garantendo un efficace e qualificato monitoraggio che possa rassicurare la popolazione. Una base per sommergibili nucleare è incompatibile con la vocazione turistica del territorio gallurese. Un territorio che scommette sulla scelta di coniugare l’industria dell’accoglienza con la salvaguardia del proprio inestimabile patrimonio ambientale, per costruire il proprio futuro. «Chiediamo - chiude la Margherita - che il centrosinistra si mobiliti per bloccare l’ampliamento della base, progetto al quale il presidente della Regione ha dato il via libera parlando riduttivamente di “riqualificazione”. Oltre cinquantamila metri cubi costituiscono un autentico potenziamento della presenza Usa. Il comitato provinciale impegna i propri consiglieri regionali e i parlamentari ad assumere iniziative nelle sedi istituzionali affinché una tale decisione non passi sopra la testa dei cittadini». (a.n.) |