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Redazione "Cronacheisolane.it" 24 gennaio 2004

 

 

  La presunta radioattività

 

È proprio vero il detto che non c’è più sordo di colui che non vuol sentire e più cieco di chi non vuol vedere!

Si è fatto un gran baccano sulla presenza, o assenza della “presunta” radioattività: ognuno ha fatto le sue deduzioni su termini e parametri comprensibili solo da specialisti, improvvisandosi esperto estemporaneo di tutto e anche di più. Male fa chi esagera nel “tirare per la giacca” la scienza da una parte e dall’altra per presa di posizione politica, per avvallare una tesi piuttosto che un’altra, minimizzare o enfatizzare, e deviare l’attenzione dalla realtà delle cose: l’ampliamento, presunto o reale, e la permanenza della base, che non è un fatto scientifico ma di scelta politica-economica per il nostro territorio. Non le chiacchiere sulla radioattività, che suggerirei lasciare agli esperti, quelli VERI che, portando dati attendibili, con analisi approfondite, terze e continue possono rassicurarci sulle condizioni ambientali e sanitarie (che non sono di bandiera politica), ma la concreta conoscenza di quali progetti esistono sul tavolo dell’amministrazione sull’ampliamento, riqualificazione logistica, o quale altro termine o finezza tecnico-linguistica si voglia usare, visto che su questo tema neanche l’assessore addetto ha le idee chiare.

Non si vuole vedere ciò che è evidente: che una base per sommergibili ad armamento nucleare in un parco non è proprio la ciliegina sulla torta; che la stessa è un freno per lo sviluppo turistico, cantieristico e portuale (altro che mega porto!); che il polverone che si è sollevato è imputabile alla maldestra gestione, da più parti, delle coincidenze che hanno avuto come punto focale la base; che il monitoraggio ambientale non ci rassicura (e in proposito ben venga l’idea di istituire, ma immediatamente, un comitato di esperti internazionali terzi); che, secondo me, non esistono disegni, di altre località rivierasche, per allontanare il turismo dall’arcipelago poiché questo è il territorio che consente molte delle attività turistiche della riviera di Gallura, della Corsica e della Costa Smeralda che hanno bisogno di essere in armonia, è per questo che il territorio deve trovare l’unità che non c’è mai stata. E potrei continuare argomentando tutto, ma lo spazio è tiranno e mi costringe solo ad accennare.

 In tutti questi anni, e non solo ora, tutto è marciato sotto silenzio in direzione di un progressivo aumento delle presenze statunitensi (e sfido chiunque a dire che non è vero), che in un modo  o nell’altro, coscienti o no hanno determinato questo stato di cose. Ma ogni periodo ha la sua storia e la processualità cambia persone e situazioni: bisogna smetterla con atteggiamenti di sufficienza, o pensare che la determinazione delle scelte possa essere assegnata alla casualità del fato, o da altri, e a noi non è dato di intervenire in modo attivo, non si può fare lo “yes man” in eterno, bisogna finalmente pensare in proprio ed essere determinanti e lungimiranti per uno sviluppo finalmente vero ed autonomo della nostra comunità. Per questo c’è bisogno di dialogo quello vero, bisogna fermarsi, riflettere e rendersi disponibili ad ascoltare senza pensare di essere nell’assolutezza della ragione e snobbare chi, invece, dice di pensarla in modo diverso.

                                                                                    

F. P. Palazzolo

 


 

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