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La "Nuova Sardegna"

 

Domenica 02 Gennaio 2005

Marinaio Usa di 19 anni si impicca sulla nave ormeggiata a Santo Stefano

E stato soccorso sai colleghi e portato in ospedale, ma non c'era più niente da fare

  Un marinaio americano di 19 anni si è impiccato in un officina della nave appoggio per sommergibili nucleari Emory Land. Il giovane marinaio, Justin Sharp nativo di Peru, imbarcato sulla nave attraccata nella banchina di Santo Stefano, si è tolto la vita alle 24 di mercoledì 28 dicembre. Il marinaio alla prima missione all'estero, non avrebbe resistito allo stress dell'imbarco e alla tensione del lavoro su una nave da guerra pronta a intervenire in caso di avarie ai suoi "cuccioli" atomici. Non si conoscono i motivi di questo suicidio, anche perché il certificato di morte parla solo di impiccagione.

  In genere la Us Navy fa di tutto per non far trapelare all'esterno simili vicende, ma questa volta il giovane è stato trovato che penzolava da una corda da alcuni commilitoni che lo hanno subito soccorso. Poiché era ancora vivo, è stato deciso di trasferire il militare a terra dove c'era pronta l'ambulanza della Croce Verde 118. Il marinaio è stato portato in ospedale dove si è tentato l'impossibile per salvarlo, per lui purtroppo non c'è stato niente da fare. I carabinieri hanno inviato un rapporto al procuratore che ha già dato il nulla osta al trasferimento della salma in America.

  La partenza del feretro è avvenuta avantieri.

  Da parte delle autorità americane è stata aperta un'inchiesta per stabilire se il suicidio è riconducibile alle condizioni e ai ritmi di lavoro a bordo della nave appoggio.

Andrea Nieddu

 

 

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