Scrivici

CRONACHE

ISOLANE

Link's
Home Page

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2005

 Vedi come pubblicizzare un evento si questo Sito 

La "Nuova Sardegna"

 

MERCOLEDÌ, 05 GENNAIO 2005
 
«Le bollette vanno dimezzate»
L’ex consigliere Vittiello a Portelli: «Faccia chiarezza nella vicenda»
«La Procura verificherà la legittimità dei decreti ingiuntivi»

     Non c’è tregua nella “guerra dell’acqua”. Da una parte il commissario prefettizio, dall’altra l’Adiconsum e un gruppo di circa 270 cittadini rappresentati da Danilo Tonelli e dall’avvocato Carcassa, ai quali nelle ultime settimane se ne sono aggiunti molti altri. Ognuno di loro manifesta al commissario prefettizio il proprio disappunto per la paradossale situazione creatasi con l’emissione di centinaia di decreti ingiuntivi nei quali si chiede di pagare acqua non potabile come acqua di fonte.
 Il 16 dicembre due ex consiglieri comunali, Franceschino Bardanzellu e Francesco Vittiello avevano inviato alla procura della repubblica di Tempio un esposto sulla non potabilità dell’acqua chiedendo d’intervenire per accertarne l’eventuale pericolosità. Ora l’ex capogruppo della Casa delle Libertà, Francesco Vittiello, si rivolge direttamente al commissario prefettizio per contestare sia la presunta illegittimità delle bollette, sia la qualità dell’acqua. «Ogni giorno - dice - devo spendere una somma ingente per l’acquisto di acqua minerale anche per fare il bagno alla mia figlioletta di pochi mesi. Il liquido che qualcuno si ostina a chiamare acqua è stato dichiarato non potabile sin dal 1990 e non mi risulta che lei abbia emesso ordinanza di potabilità - si legge nella lettera al commissario Portelli - se l’acqua fosse diventata di nuovo potabile gradirei saperlo. In tal caso pagherei il giusto ma sino a quel momento pagherò solo il 50 per cento della somma richiesta». L’ex consigliere comunale precisa: «Visto che tutti i commissari governativi per le acque hanno imposto ai comuni di non emettere bollettazioni a forfait sin dal lontano 1999 obbligandolo, tra l’altro, a passare alla bollettazione a consumo sin dall’ottobre dello stesso anno e considerato che il Cipe ha decretato che l’acqua non potabile va pagata al 50 per cento, io mi adeguerò. Dall’importo però sottrarrò ulteriori metri cubi per «fantomatici» componenti in più del mio nucleo familiare visto che prima del mio matrimonio, ovvero sino al febbraio 2004 vivevo da solo: invece dalla fattura risultano persone in più».
 Vittiello fa anche alcune considerazioni sulla lettera che i cittadini si sono visti recapitare assieme alle fatture «in merito al presunto miglioramento del servizio: se lei si riferisce alla distribuzione non ho nulla da eccepire perchè mi risulta che tutti i bacini della Sardegna siano strapieni. Inoltre ha poca importanza sapere che «sono stati firmati 1047 atti ingiuntivi» poiché so bene che una cosa è ingiungere il pagamento, un’altra è dimostrarne la legittimità. Colgo l’occasione per farle sapere che il sottoscritto assieme all’ ex collega consigliere Francesco Bardanzellu, appresa la notizia che già intorno alla metà del 2001 nella rete idrica veniva immessa acqua non potabilizzata, aveva presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica chiedendo un’attenta verifica dei fatti e delle affermazioni di alcuni testimoni. La invito quindi a riconsiderare la sua posizione - conclude Vittiello - mettendomi a sua disposizione per ogni notizia o informazione in mio possesso che possa risultare utile al bene della nostra collettività e chiudere così definitivamente la disputa tra autorità e cittadini».
Andrea Nieddu

 

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2005

 

Home Page