
Non c’è tregua nella “guerra dell’acqua”. Da una parte il commissario
prefettizio, dall’altra l’Adiconsum e un gruppo di circa 270 cittadini
rappresentati da Danilo Tonelli e dall’avvocato Carcassa, ai quali nelle
ultime settimane se ne sono aggiunti molti altri. Ognuno di loro manifesta
al commissario prefettizio il proprio disappunto per la paradossale
situazione creatasi con l’emissione di centinaia di decreti ingiuntivi nei
quali si chiede di pagare acqua non potabile come acqua di fonte.
Il 16 dicembre due ex consiglieri comunali, Franceschino Bardanzellu e
Francesco Vittiello avevano inviato alla procura della repubblica di Tempio
un esposto sulla non potabilità dell’acqua chiedendo d’intervenire per
accertarne l’eventuale pericolosità. Ora l’ex capogruppo della Casa delle
Libertà, Francesco Vittiello, si rivolge direttamente al commissario
prefettizio per contestare sia la presunta illegittimità delle bollette, sia
la qualità dell’acqua. «Ogni giorno - dice - devo spendere una somma ingente
per l’acquisto di acqua minerale anche per fare il bagno alla mia
figlioletta di pochi mesi. Il liquido che qualcuno si ostina a chiamare
acqua è stato dichiarato non potabile sin dal 1990 e non mi risulta che lei
abbia emesso ordinanza di potabilità - si legge nella lettera al commissario
Portelli - se l’acqua fosse diventata di nuovo potabile gradirei saperlo. In
tal caso pagherei il giusto ma sino a quel momento pagherò solo il 50 per
cento della somma richiesta». L’ex consigliere comunale precisa: «Visto che
tutti i commissari governativi per le acque hanno imposto ai comuni di non
emettere bollettazioni a forfait sin dal lontano 1999 obbligandolo, tra
l’altro, a passare alla bollettazione a consumo sin dall’ottobre dello
stesso anno e considerato che il Cipe ha decretato che l’acqua non potabile
va pagata al 50 per cento, io mi adeguerò. Dall’importo però sottrarrò
ulteriori metri cubi per «fantomatici» componenti in più del mio nucleo
familiare visto che prima del mio matrimonio, ovvero sino al febbraio 2004
vivevo da solo: invece dalla fattura risultano persone in più».
Vittiello fa anche alcune considerazioni sulla lettera che i cittadini si
sono visti recapitare assieme alle fatture «in merito al presunto
miglioramento del servizio: se lei si riferisce alla distribuzione non ho
nulla da eccepire perchè mi risulta che tutti i bacini della Sardegna siano
strapieni. Inoltre ha poca importanza sapere che «sono stati firmati 1047
atti ingiuntivi» poiché so bene che una cosa è ingiungere il pagamento,
un’altra è dimostrarne la legittimità. Colgo l’occasione per farle sapere
che il sottoscritto assieme all’ ex collega consigliere Francesco
Bardanzellu, appresa la notizia che già intorno alla metà del 2001 nella
rete idrica veniva immessa acqua non potabilizzata, aveva presentato un
esposto-denuncia alla Procura della Repubblica chiedendo un’attenta verifica
dei fatti e delle affermazioni di alcuni testimoni. La invito quindi a
riconsiderare la sua posizione - conclude Vittiello - mettendomi a sua
disposizione per ogni notizia o informazione in mio possesso che possa
risultare utile al bene della nostra collettività e chiudere così
definitivamente la disputa tra autorità e cittadini».
Andrea Nieddu |