 Un lingotto
d’oro in cambio di alcune dosi di polvere d’angelo, cocaina pura al 94 per
cento. Una bomba stupefacente per una sniffata stellare, capace di mandarti
in orbita per almeno due giorni. Giuseppe Di Costanzo, un sessantenne di
origini campane che fa il guardiano notturno al Club Med di Caprera, ha
chiuso ieri mattina con rito abbreviato il suo percorso giudiziario,
costellato di ostacoli penali che sollevavano la pena a 12 anni di galera.
L’estate scorsa gli uomini dell’antidroga della guardia di finanza lo
avevano preso con le mani dentro un sacco che conteneva mezzo chilo di droga
pesante. Eroina, cocaina e anche hascisc. per gli amanti del “fumo”.
All’uomo il gip del tribunale di Tempio, Antonella Cozzi, ha inflitto sei
anni di reclusione, da scontare in carcere.
Il tesoro che l’uomo nascondeva sotto il pavimento di un gabbiotto
individuato dall’antidroga - 4 chili di gioielli, un lingotto d’oro del peso
di due etti, una ingente somma in valuta pregiata - è stato confiscato e
messo a disposizione dello Stato perchè provento di attività illecita. La
droga, 206 grammi di cocaina colombiana al massimo grado di raffinazione
«uno stupefacente la cui purezza mi ha sorpreso - ha detto il pm Valerio
Cicalò - per l’alto contenuto di sostanza attiva, il 94%. Merce rara da
trovare in commercio, che non ho mai avuto modo di vedere in 30 anni di
magistratura», 254 grammi (due etti e mezzo abbondanti) di eroina turca,
anche questa pura, e tre etti scarsi di hascis marocchino, quello nero e
pastoso, il più pregiato. L’operazione che portò all’arresto di Giuseppe Di
Costanzo, 61 anni, guardiano di un villaggio vacanze a Caprera (difeso
dall’avvocato Mario Perticarà, il quale ha sollecitato la concessione degli
arresti domiciliari per il suo cliente) era scattata il 29 agosto scorso,
dopo un anno di pedinamenti e intercettazione da parte degli uomini della
Finanza del maggiore Alessandro Lupatelli. Alle due del mattino i finanzieri
con la pettorina dell’antidroga bussarono alla porta di via La Fornace, dove
l’uomo risiede co alcuni familiari. La perquisizione, portata avanti per
diverse ore con l’indispensabile aiuto dei cani antidroga, portò alla
scoperta dello stupefacente e dell’ingente tesoro che l’uomo aveva nascosto
in un gabbiotto di sua proprietà. Uno spacciatore insospettabile, che
accettava anche gioielli, e oro. Un lingotto avrebbe però tradito l’uomo, il
quale non gestiva da solo la lucrosa attività di spaccio nell’arcipelago.
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