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La "Nuova Sardegna"

 

SABATO, 15 GENNAIO 2005
 
Condannato il guardiano del Club Med
In casa del sessantenne oro e cocaina purissima: inflitti sei anni di carcere con il rito abbreviato
La Guardia di finanza scoprì il tesoro sotto una mattonella

  Un lingotto d’oro in cambio di alcune dosi di polvere d’angelo, cocaina pura al 94 per cento. Una bomba stupefacente per una sniffata stellare, capace di mandarti in orbita per almeno due giorni. Giuseppe Di Costanzo, un sessantenne di origini campane che fa il guardiano notturno al Club Med di Caprera, ha chiuso ieri mattina con rito abbreviato il suo percorso giudiziario, costellato di ostacoli penali che sollevavano la pena a 12 anni di galera. L’estate scorsa gli uomini dell’antidroga della guardia di finanza lo avevano preso con le mani dentro un sacco che conteneva mezzo chilo di droga pesante. Eroina, cocaina e anche hascisc. per gli amanti del “fumo”. All’uomo il gip del tribunale di Tempio, Antonella Cozzi, ha inflitto sei anni di reclusione, da scontare in carcere.
 Il tesoro che l’uomo nascondeva sotto il pavimento di un gabbiotto individuato dall’antidroga - 4 chili di gioielli, un lingotto d’oro del peso di due etti, una ingente somma in valuta pregiata - è stato confiscato e messo a disposizione dello Stato perchè provento di attività illecita. La droga, 206 grammi di cocaina colombiana al massimo grado di raffinazione «uno stupefacente la cui purezza mi ha sorpreso - ha detto il pm Valerio Cicalò - per l’alto contenuto di sostanza attiva, il 94%. Merce rara da trovare in commercio, che non ho mai avuto modo di vedere in 30 anni di magistratura», 254 grammi (due etti e mezzo abbondanti) di eroina turca, anche questa pura, e tre etti scarsi di hascis marocchino, quello nero e pastoso, il più pregiato. L’operazione che portò all’arresto di Giuseppe Di Costanzo, 61 anni, guardiano di un villaggio vacanze a Caprera (difeso dall’avvocato Mario Perticarà, il quale ha sollecitato la concessione degli arresti domiciliari per il suo cliente) era scattata il 29 agosto scorso, dopo un anno di pedinamenti e intercettazione da parte degli uomini della Finanza del maggiore Alessandro Lupatelli. Alle due del mattino i finanzieri con la pettorina dell’antidroga bussarono alla porta di via La Fornace, dove l’uomo risiede co alcuni familiari. La perquisizione, portata avanti per diverse ore con l’indispensabile aiuto dei cani antidroga, portò alla scoperta dello stupefacente e dell’ingente tesoro che l’uomo aveva nascosto in un gabbiotto di sua proprietà. Uno spacciatore insospettabile, che accettava anche gioielli, e oro. Un lingotto avrebbe però tradito l’uomo, il quale non gestiva da solo la lucrosa attività di spaccio nell’arcipelago.
 

 

 

 

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