
Uno sconquasso. Il day after del congresso di
Forza Italia, con la elezione di Antonio Satta a coordinatore del partito a
La Maddalena, ha scoperchiato la pentola. Tutto è avvenuto quando il
coordinatore provinciale gallurese Tonino Pizzadili ha dato alla stampa i
nominativi del nuovo coordinatore e del direttivo. La prima reazione è stata
quella di Danilo Tonelli che ha presentato una lettera di dimissioni con la
tessera di Forza Italia, meno il distintivo d’oro consegnatogli
personalmente da Silvio Berlusconi. A ruota è seguita quella di Luigi
Beltrami.
Beltrami, al congresso, ha letto un durissimo documento in cui critica
l’operato politico del neo eletto coordinatore. E anche di Franco Vitiello
ha chiesto di spostare la propria iscrizione a Tempio. Per questi motivi, un
gruppo di iscritti e simpatizzanti - tra i quali, appunto, Beltrami e
Vittiello - ha deciso di rifondare Forza Italia partendo da un nuovo club
intitolato a Silvio Berlusconi. Il gruppo estende l’invito «anche a Roberto
Ugazzi, Danilo e Giorgio Tonelli e più in generale a tutte le persone che
credono negli ideali liberali per essere al servizio degli interessi
generali e non familiari o particolari come quelli che rappresentano Antonio
Satta e il suo gruppo di amici».
La critica più dura per Antonio Satta arriva da Luigi Beltrami, che
ricostruisce la storia del partito. Beltrami ricorda il primo coordinatore
democraticamente eletto, Antonio Saloperto, dimessosi per motivi di salute,
«al quale però va il merito di aver portato Forza Italia alla luce del sole,
portandolo da un Club a carattere quasi familiare a oltre 70 iscritti e
facendolo diventare il primo partito dell’isola». Beltrami si sofferma
quindi sull’elezione di Antonio Satta, chiarendo tuttavia di non avere
riserve sugli altri nomi del consiglio direttivo.
«Nutro seri dubbi sul candidato a coordinatore - ha detto alò congresso -.
E questo non per motivi personali, ma per un’analisi politica di tutte le
azioni fatte da gennaio 2002 ad oggi». Ed ecco, quindi l’elenco delle
contestazioni: «Prima l’appartenenza a un’altra lista, poi per un breve
periodo a quella e alla nostra contemporaneamente, infine lo schieramento
con i “sicuri vincitori”». Ancora: «Ha tramato, in riunioni carbonare e
notturne, con il gruppo degli indipendenti, per ottenere una poltrona,
noncurante degli interessi del partito. Ha appoggiato la votazione per non
convalidare l’elezione di un consigliere di Forza Italia nel primo consiglio
comunale. Ha votato, in maniera decisiva, per l’allontanamento dal consiglio
di un consigliere di Forza Italia, senza dimenticare il modo in cui ha
condotto l’assessorato al commercio e, dopo, la presidenza del consiglio
comunale».
Non è finita. Secondo Beltrami, Satta «è voluto rientrare in maggioranza a
ogni costo, sempre a spese degli altri consiglieri di Forza Italia, e
infine, quando il sindaco Giudice ha finalmente riconosciuto a Forza Italia
l’incarico di vice sindaco, si è opposto perché la scelta non era caduta su
di lui ma sul consigliere Ugazzi, facendo sfumare così la nomina. Come del
resto non ha mai riconosciuto il ruolo del coordinatore eletto del partito
né l’attuale commissario nominato direttamente dal senatore Comincioli. E
allora - conclude Luigi Beltrami - come può uno che non riconosce il leader
proporsi come leader? Come ci si può far rappresentare da uno che è sempre
andato contro il partito, anzi lo ha usato solo per i suoi interessi?»
Non meno duro Danilo Tonelli che ha deciso «di uscire dal partito e da ogni
e qualsiasi azione politica e amministrativa, alla faccia di quelle notizie
che parlavano di accordi per la designazione a sindaco. Spero - ha concluso
Tonelli - che chi nel tempo ha contestato e criticato il mio operato, e chi
qualche volta mi ha impedito di lavorare, sappia dimostrare quanto è in
grado di fare».
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