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La "Nuova Sardegna"

 

MERCOLEDÌ, 19 GENNAIO 2005
 
«Arsenale, Soru solleciti risposte certe da Roma»

 

    Dopo la visita alla Maddalena da parte della presidente della Regione Renato Soru «che ha rappresentato per la prima volta un segno di discontinuità, attraverso un diretto interessamento e una precisa volontà dell’istituzione regionale, riguardanti la «riconversione dell’arsenale e il suo ruolo centrale nello sviluppo di un progetto economico alternativo per la città della Maddalena», il segretario generale gallurese della Cgil-Funzione pubblica, Lorenzo Porcheddu, e il segretario generale regionale Giovanni Pinna, hanno inviato una lettera allo stesso presidente Soru.
 Gli chiedono di «attivarsi presso la Difesa affinché sia garantita la trasparenza su operazioni, gestite dei vertici militari nel più assoluto silenzio, che investono non solo il futuro economico di 163 dipendenti, ma soprattutto la possibile rinascita economica del territorio, ma anche di riavviare il tavolo negoziale a suo tempo aperto presso la presidenza del Consiglio di ministri e lasciato colposamente cadere, relativo alla problematica economico occupazionale derivata dal disimpegno della marina militare alla Maddalena».
 I due sindacalisti per far comprendere la situazione che si è venuta a creare hanno sottoposto alcuni elementi di giudizio evidenziando l’«urgenza di un forte intervento politico e uno stretto rapporto tra rappresentanza dei lavoratori e l’ente regionale. L’arsenale militare della Maddalena è confluito nella agenzia industrie difesa e pertanto i termini per la sua eventuale chiusura, nel caso di non raggiungimento di obiettivi prefissati era stata stabilita al 31 dicembre 2004. Tale scadenza accomunava anche lo stabilimento di Messina la cui agenzia ha predisposto la riconversione industriale con un organico di 340 unità.
 «Mentre per lo stabilimento della Maddalena aveva predisposto un protocollo preliminare con la società francese G.I.E.E. per esaminare le eventuali possibilità di riconvertire lo stabilimento». Durante la visita del presidente i sindacalisti hanno rappresentato la drammaticità della situazione caratterizzata da alcuni elementi gravi perseguiti dalla assoluta assenza di informazione da parte dell’agenzia.
 «Da notizie ufficiali in nostro possesso sull’interessamento per la predisposizione di un accordo per la gestione ed utilizzo arsenale, sono limitate ad uno sterile comunicato Ansa. Per contro siamo venuti a conoscenza di ulteriori contatti tra la società francese ed il ministero che si sostanziano nella presentazione, da parte della società, del progetto esecutivo direttamente al ministro. Una parte fondamentale violando le regole, l’ha assunta il sindaco Giudice che ha rivendicato, con il nostro disaccordo, la soluzione al problema attraverso la cessione di strutture a soggetti privati e al di fuori di un progetto economico che partisse dalle esigenze del territorio. Temiamo quindi che si possono innestare da parte del ministero difesa presso l’agenzia ulteriori svendite di territorio e conseguente mantenimento del quadro economico dato, attraverso la costituzione di un soggetto pubblico privato che in realtà celi il completo disimpegno del ministero a fronte di una cessione dello stabilimento con il reimpiego di poche unità lavorative».(a.n.)
 

 

 

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