
Dopo la visita alla Maddalena da parte della presidente della
Regione Renato Soru «che ha rappresentato per la prima volta un segno di
discontinuità, attraverso un diretto interessamento e una precisa volontà
dell’istituzione regionale, riguardanti la «riconversione dell’arsenale e il
suo ruolo centrale nello sviluppo di un progetto economico alternativo per
la città della Maddalena», il segretario generale gallurese della
Cgil-Funzione pubblica, Lorenzo Porcheddu, e il segretario generale
regionale Giovanni Pinna, hanno inviato una lettera allo stesso presidente
Soru.
Gli chiedono di «attivarsi presso la Difesa affinché sia garantita la
trasparenza su operazioni, gestite dei vertici militari nel più assoluto
silenzio, che investono non solo il futuro economico di 163 dipendenti, ma
soprattutto la possibile rinascita economica del territorio, ma anche di
riavviare il tavolo negoziale a suo tempo aperto presso la presidenza del
Consiglio di ministri e lasciato colposamente cadere, relativo alla
problematica economico occupazionale derivata dal disimpegno della marina
militare alla Maddalena».
I due sindacalisti per far comprendere la situazione che si è venuta a
creare hanno sottoposto alcuni elementi di giudizio evidenziando l’«urgenza
di un forte intervento politico e uno stretto rapporto tra rappresentanza
dei lavoratori e l’ente regionale. L’arsenale militare della Maddalena è
confluito nella agenzia industrie difesa e pertanto i termini per la sua
eventuale chiusura, nel caso di non raggiungimento di obiettivi prefissati
era stata stabilita al 31 dicembre 2004. Tale scadenza accomunava anche lo
stabilimento di Messina la cui agenzia ha predisposto la riconversione
industriale con un organico di 340 unità.
«Mentre per lo stabilimento della Maddalena aveva predisposto un protocollo
preliminare con la società francese G.I.E.E. per esaminare le eventuali
possibilità di riconvertire lo stabilimento». Durante la visita del
presidente i sindacalisti hanno rappresentato la drammaticità della
situazione caratterizzata da alcuni elementi gravi perseguiti dalla assoluta
assenza di informazione da parte dell’agenzia.
«Da notizie ufficiali in nostro possesso sull’interessamento per la
predisposizione di un accordo per la gestione ed utilizzo arsenale, sono
limitate ad uno sterile comunicato Ansa. Per contro siamo venuti a
conoscenza di ulteriori contatti tra la società francese ed il ministero che
si sostanziano nella presentazione, da parte della società, del progetto
esecutivo direttamente al ministro. Una parte fondamentale violando le
regole, l’ha assunta il sindaco Giudice che ha rivendicato, con il nostro
disaccordo, la soluzione al problema attraverso la cessione di strutture a
soggetti privati e al di fuori di un progetto economico che partisse dalle
esigenze del territorio. Temiamo quindi che si possono innestare da parte
del ministero difesa presso l’agenzia ulteriori svendite di territorio e
conseguente mantenimento del quadro economico dato, attraverso la
costituzione di un soggetto pubblico privato che in realtà celi il completo
disimpegno del ministero a fronte di una cessione dello stabilimento con il
reimpiego di poche unità lavorative».(a.n.)
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