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La "Nuova Sardegna"

MARTEDÌ, 25 GENNAIO 2005
 
«Il futuro dell’Arsenale è sempre scuro»
Porcheddu (Cgil): «Non si può scherzare sul destino dei dipendenti»

 

    Continua a far discutere il futuro dell’Arsenale. Sulla vicenda interviene Lorenzo Porcheddu, della segreteria funzione pubblica della Cigl, a commentare la notizia dello slittamento di altri tre mesi sulle disposizioni dell’ottobre 2001 che ne avrebbero dovuto sancire la chiusura. Secondo Porcheddu questo conferma, intanto, l’interessamento della società francese Giee.
 Da forza, sempre secondo Porcheddu, alle preoccupazioni già sollevate dalla Cigl fin dal settembre scorso.
 «In tutta questa vicenda - scrive l’esponente della Cgil in un comunicato stampa - che sembra essere coperta dal più inviolabile dei segreti, ma che è a conoscenza di tutti, gli unici a essere esclusi da uno straccio di informazione sono i dipendenti dell’Arsenale, che continuano a subire la precarietà dell’occupazione e l’incertezza del loro futuro. Il mantenere una siffatta situazione non fa altro che far perdurare lo stato di abbandono e di dequalificazione del personale, limitando non solo la riqualificazione del personale, unico tra i dipendenti dell’Agenzia e della Difesa a non poter partecipare ai percorsi di progressione professionale previsti a livello nazionale, ma anche la possibilità di un loro reimpiego all’interno delle strutture della Difesa presenti a La Maddalena».
 Da sempre la Cigl ha sottolineato che il problema dell’Arsenale deve essere risolto nel più vasto tema della riorganizzazione della Base della Maddalena, evidenziando che attraverso scelte economiche condivise, non solo dalla Difesa, ma da tutti gli Enti presenti nel territorio, partendo dal Comune per giungere alla Regione Sardegna, sarebbe stato possibile ridare linfa a una economia asfittica ed assistita.
 «Oggi, in pieno corso di un’ulteriore riorganizzazione, - prosegue Porcheddu - rimbalza lo slittamento di tre mesi, prorogabili, (siamo alla farsa), del periodo previsto per dare una «missione» all’Arsenale. Ciò significa che, scavalcando tutte le regole, l’Agenzia ha già definito con la Società Giee le procedure di riorganizzazione».
 Secondo l’organizzazione sindacale la curiosità maggiore è quella di sapere quale sarà la destinazione del personale, la quantificazione del piano industriale e quale sarà, ovviamente, il progetto operativo, perché così si darà modo al Sindacato di valutare le possibili, positive o negative, ricadute occupazionali. Anche perché in caso di esuberi di lavoratori la loro collocazione all’interno degli Enti della Difesa presenti alla Maddalena può risultare difficile, in quanto l’unico Ente capace di assorbire un numero consistente di lavoratori è Mariscuola, anch’esso però soggetto, oggi, ad una ulteriore riorganizzazione con una riduzione di 40 posti in dotazione organica.
 Lorenzo Porcheddu è convinto a questo punto che «non bastano, quindi, le rassicuranti dichiarazioni di Marisardegna, ma ciò che serve è una forte pressione del Sindacato, della Regione Sardegna, del Comune della Maddalena e di tutti i lavoratori, affinché le varie fasi siano svolte attraverso procedure trasparenti e che contengano la garanzie occupazionali previste sia dagli accordi sindacali sia dalle normative vigenti».
Andrea Nieddu

 

 

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