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La "Nuova Sardegna"

 

   
MERCOLEDÌ, 26 GENNAIO 2005
 
«Siamo protagonisti del nostro destino»
Pio Palazzolo, coordinatore di Progetto Sardegna: «Sull’arsenale non possiamo stare a guardare»

 

   Iniziano i primi colpi di fioretto tra i candidati a sindaco e le persone che entreranno a fare parte delle rispettive liste. È la volta di Pio Palazzolo, coordinatore di Progetto sardegna, che bacchetta Angioletto Comiti, aspirante sindaco e fondatore della lista «Isole per l’Europa». Palazzolo si riferisce alle recenti dichiarazioni di Comiti a proposito dell’arsenale e dell’ospedale militare: in particolare alla richiesta di interessamento da parte del presidente Soru sulla futura destinazione delle strutture. «Caro Comiti - scrive Pino Palazzolo in un documento - le faccio notare che le sue sollecitazioni e raccomandazioni al presidente della Regione, giungano tardive e pleonastiche».
 «Infatti - spiega Palazzolo - già dal mio primo incontro con Soru, risalente al novembre dello scorso anno, e così via negli incontri successivi, sino a quello avvenuto in occasione della visita a La Maddalena, e in altri intercorsi nel frattempo, ho avuto modo di trattare in modo approfondito e diretto di questi e di altri argomenti che, oltretutto, sono stati alla base del mio programma per le «regionali» e hanno costituito i «perché» della visita del presidente nel nostro paese».
 Senza polemiche, ma solo per precisazione, Palazzolo si dice contento che ci siano persone che, pur avendo scelto una via diversa, stiano dalla sua parte e che quindi si configuri una certa convergenza d’idee. «Dobbiamo preparare il terreno - prosegue Palazzolo - perché si volti pagina nella gestione dell’economia isolana: da economia assistita (visto che il gettito delle due marine che occupano gran parte del nostro territorio si è ridotto in maniera sensibile e si ridurrà sempre più fino a sparire) a economia d’impresa di carattere cantieristico, portuale, turistico e alberghiero, commerciale, di valorizzazione dell’ambiente e della sua tutela che passa anche per una programmazione di gestione intelligente del territorio (Puc), e per una diversa concezione del Parco, vedi richiesta di cambiamento della legge quadro istitutiva dello stesso. Come - prosegue - in animo nelle direttrici programmatiche della coalizione «Sardegna Insieme» e come il presidente Soru sta cercando di attuare in concerto con il Ministero dell’Ambiente. Dobbiamo avviarci su sentieri per noi non noti e per questo abbiamo bisogno di acquisire una forma mentis innovativa, ma abbiamo bisogno anche di sapere bene e per tempo se e come saremo finalmente padroni della gestione completa del nostro territorio. Se finalmente saremo noi a programmare il nostro futuro senza che questo venga stabilito altrove senza il nostro contributo, da «accordi segreti» o da «leggi quadro» che non ci appartengono, e che ci sono piovuti addosso. Per questo - termina Pino Palazzolo - dobbiamo essere coesi e propositivi. Dobbiamo prendere coscienza della nostra forza contrattuale per valorizzare il territorio nel quale viviamo, per renderlo accogliente, ricettivo e proiettato verso un futuro certo, progettato e voluto da noi».
Andrea Nieddu

    

 

 

 

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