
Questa mattina alle ore 12 in località Moneta a La Maddalena, avrà luogo,
alla presenza dell’ Ammiraglio di Marisardegna Roberto Baggioni, del vice
commissario dottoressa Maria Antonietta Gregorio e dei titolari dei comandi
della marina militare di La Maddalena, la cerimonia di consegna dei primi
nove dei 32 alloggi del comprensorio denominato Amerigo Vespucci. La storia
del comprensorio risale al 1992 quando fu stipulato un accordo tra
l’amministrazione difesa, della regione autonoma Sardegna ed il comune di La
Maddalena che comportava una permuta di alloggi tra la difesa e gli enti
locali.
Le due amministrazioni regionali e comunali dopo avere costruito gli
alloggi, li avrebbero assegnati alla marina militare in cambio di quei 62
demaniali detenuti da personale civile delle difesa. La marina a sua volta
si era impegnata a non emettere provvedimenti di sfratto nei confronti delle
famiglie che occupavano le case. L’accordo di programma del 1992, prevedeva
da parte della marina, la consegna alla Regione del terreno in uso per i
propri fini istituzionali per la costruzione dei nuovi 27 alloggi che
vennero così realizzati e terminati nel ’98 dal comune con finanziamenti
regionali.
Da allora, a causa di un’interpretazione restrittiva della normativa,
l’operazione è rimasta bloccata per 4 anni. La via d’uscita dallo stallo, è
stata individuata dall’amministrazione difesa nel 2002 attraverso un piano
di dismissione di beni, ai fini del loro trasferimento di proprietà alla
regione, che consentì alla Difesa di ricevere gratuitamente i primi 27 e i
cinque nuovi alloggi costruiti dopo.
Il 24 marzo 2004 poi, si è arrivati, con l’accordo dell’amministrazione
finanziaria, alla stipula della convenzione tra Regione, Comune e Difesa per
l’uso di 187 alloggi destinati alle esigenze abitative del ministero difesa
e del Comune. La Regione, in questo caso, ha concesso in comodato d’uso al
Comune 32 alloggi, solo per le esigenze abitative del ministero difesa e 155
alloggi per quelle del comune della Maddalena.
L’accordo è stato attivato il 23 aprile 2004, ultimo atto con il quale la
marina militare ha perseguito il suo obiettivo istituzionale, cioè quello di
poterli consegnare al personale avente diritto. La possibilità di utilizzo
delle case costruite è stata limitata proprio dalla mancata realizzazione
delle opere essenziali per l’abitabilità da parte degli enti competenti. Gli
ultimi interventi per la fruibilità del complesso sono stati completati ad
opera del comune e della difesa. Ora sarà la regione a dare la possibilità
agli ex dipendenti della marina che occupano le case di avere priorità per
l’acquisto.
Andrea Nieddu |