
Continua da parte dell’Adiconsum la battaglia sulle
contestate bollette dell’acqua che il commissario Ignazio Portelli pretende
si paghino interamente per cercare di rimpinguare le casse vuote del Comune.
Dopo gli incontri avvenuti tra il responsabile regionale dell’Adiconsum
Giorgio Vargiu, quello locale Luigi Lapera e l’avvocato Aldo Kersevan, in
occasione dei quali il Comune non ha accettato le proposte presentate, ossia
pagare le bollette dell’acqua al 50 per cento e dopo che lo stesso comune ha
inviato centinaia di ingiunzioni, alla fine del prossimo mese i giudici di
pace dovranno decidere sulla sorte dei circa 100 utenti che hanno presentato
opposizione. La prima udienza è stata fissata il 21 febbraio.
Seguirà una seconda udienza il mese successivo, in virtù delle
centinaia di opposizionipresentate ad Aldo Kersevan, il legale incaricato
dall’organizzazione. C’è viva attesa tra i maddalenini, soprattutto tra
coloro che pur avendo pagato il 50 per cento delle bollette, sono stati
considerati morosi totali. Fra questi vi sono anche coloro che, per quanto
riguarda la bolletta riferita agli anni ‘96-’97, pur avendo pagato
interamente la bolletta stessa, si sono visti recapitare una successiva
bolletta con la dicitura “saldo”, senza nessuna specificazione del titolo
del saldo: non avendolo pagato sono stati considerati morosi totali.
Sembrerebbe anche che la fatturazione relativa all’anno 1998 sia da
considerarsi non veritiera, in quanto la bolletta riportava la dicitura
“fornitura di acqua potabile” mentre l’acqua con ordinanza sindacale era
stata dichiarata non potabile. Inoltre riporta anche la dicitura “lettura
attuale e precedente” con un numero a caso mai rilevato dai contatori. Una
querelle, quindi, che dovrà pur finire anche perché c’è malumore proprio per
l’atteggiamento del commissario che in due distinti manifesti ha voluto
rimarcare che i pagamenti effettuati debbono essere considerati solo
anticipi per migliorare il servizio. Lamentele arrivano anche da Laura Bucci
Sorba che in una lettera inviata allo stesso commissario, lo informa di non
vuole essere considerata evasore per non aver pagato il 50 per cento. Ma
sottolinea anche che la comunità è formata da persona che non si sottraggono
ai propri doveri come quello di pagare il “giusto” prezzo per l’acqua. E
rammenta al commissario anche “che si dovrebbe preoccupare di sapere con
quale acqua fanno i caffè al bar, il pane e i dolci”. Alla fine un
suggerimento: “Troviamo un accordo”.
Andrea Nieddu |