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La "Nuova Sardegna"

 

MARTEDÌ, 01 FEBBRAIO 2005
 
Via all’assalto delle ruspe per abbattere le case abusive
Nel mirino del commissario Portelli una ventina di abitazioni all’interno della fascia dei 150 metri dal mare

 

   Dopo l’ordinanza emessa qualche tempo fa dal commissario prefettizio Ignazio Portelli, che aveva deliberato di procedere alla demolizione di tutte le opere edilizie abusive ricadenti all’interno della fascia dei 150 metri dal mare, arriva la determinazione del dirigente dell’area tecnica Pasquale Russo. L’abbattimento delle case, una ventina, è stato affidato, tramite gara pubblica, alla ditta intestata a Maria Grazia Erriu, di Samassi, a un prezzo di 110 euro per metro cubo di costruzione demolita. La ditta campidanese ha prevalso su altre 19 che hanno avuto in passato e continuano ad avere rapporti di collaborazione con l’amministrazione comunale maddalenina, ma che in questa gara non sono risultate idonee per diversi motivi. Tra le escluse, figurano anche quattro ditte locali, la cui offerta non è risultata congrua.
 Si dovrebbe chiudere quindi, il contenzioso aperto quando l’ex dirigente dell’amministrazione Birardi aveva emesso l’ordinanza di demolizione delle case e opere abusive ricadenti all’interno della fascia di 150 metri.
 Ai proprietari sono già state notificate le lettere: ora potranno abbattere loro stessi quello che con fatica hanno costruito. Diversamente, dopo il ventesimo giorno dalla notifica, sarà il Comune che prenderà l’iniziativa, a spese dei proprietari.
 Il rischio è che molte famiglie finiscano in mezzo a una strada. Per quasi tutte, quella che sarà abbattuta è la prima e unica casa, nella quale ognuno dei proprietari ha investito i risparmi di una vita intera.
 La rabbia è tanta, soprattutto perché, in seguito al nuovo Puc, approvato e adottato nel novembre del 2004, gran parte di quelle costruzioni soggette a demolizione, gravano su aree edificabili. Pochi hanno voglia di parlare, ma tutti reclamano che, se giustizia deve essere fatta, sia uguale per tutti. Il riferimento è ai militari, italiani e americani, e in particolare alle costruzioni costruite nel villaggio Seis. «In zone calde -dice Stefano Filigheddu, ex consigliere comunale dei Ds - e all’interno della fascia di 150 metri. Come a Santo Stefano, dove stanno per essere realizzati 53mila metri cubi per la ristrutturazione di vecchi edifici - aggiunge Filigheddu - che però insistono in una zona di massimo vincolo, senza nessuna autorizzazione da parte dell’ente competente, ossia il Comune». Di conseguenza, dovrebbe arrivare l’ordinanza di demolizioni anche per gli abusi realizzati nell’area demaniale come box, pontili o quant’altro si trova nelle zone più “in” dell’isola madre.
 La guerra dunque entra nel vivo. Protagonista l’amministrazione comunale, ora rappresentata dal commissario prefettizio Ignazio Portelli. Una guerra iniziata molti anni fa, e che ora colpisce 20 famiglie che di sicuro combatteranno fino all’ultimo per difendere le loro case dall’assalto delle ruspe.
Andrea Nieddu

 

MARTEDÌ, 01 FEBBRAIO 2005
 
Rabbia e sconcerto: ora molte famiglie finiranno per strada

 Sono una ventina le case ricadenti all’interno della fascia dei 150 metri dal mare, che dovrebbero essere abbattute a metà febbraio. Il commissario prefettizio Ignazio Portelli è deciso ad andare avanti. Una volta arrivato in Comune, il suo primo atto amministrativo è stato proprio quello di mettere in apprensione i proprietari delle case “incriminate”. A molti sembra impossibile che una prima casa debba essere abbattuta, solo perché non è stata costruita oltre la linea consentita dalla legge.
 La maggior parte dei proprietari ha ricevuto l’abitazione in eredità dai genitori, altre sono ancora più antiche. Le costruzioni considerate abusive ricadono in varie zone dell’isola, dalla Ricciolina a Spalmatore, da Nido D’Aquila ai Giardinelli. È la prima volta che nell’isola si paventa un evento del genere: la speranza di tutti è che l’incubo non si realizzi. Purtroppo però la macchina burocratica, solitamente molto lenta, in questo caso ha accelerato i tempi: infatti le ruspe sono pronte a entrare in azione tra due settimane.
A.N.

 

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