Nuova puntata ieri, in commissione ambiente del
Senato, delle audizioni nell’ambito della nuova indagine conoscitiva sulla
presunta contaminazione radioattiva dell’arcipelago legata alla presenza dei
sommergibili statunitensi a propulsione nucleare.
E’ stata la volta del Cnr e delle associazioni ambientaliste. Proprio da
queste ultime sono arrivate le prese di posizione più decise nel censurare
la presenza della base americana. In particolare, Italia Nostra non ha usato
mezze misure, chiedendo in commissione, la chiusura e lo smantellamento
della base Usa di Santo Stefano. La prima volta che l’associazione, con una
lettera all’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti, denunciò i
rischi di contaminazione, risale all’ottobre del ’72.
Ieri Italia Nostra, rappresentata all’audizione dal segretario generale
Gaia Pallottino e dal consulente Salvatore Sanna, ha sottolineato due
ragioni di fondo per cui ritiene urgente una decisione drastica: il pericolo
per la salute dei cittadini, e “l’assurda contraddizione” in cui si trova lo
Stato, che ha istituito un Parco Nazionale nell’arcipelago pretendendo di
farlo convivere con il “parco nucleare”.
Per Legambiente, attraverso il coordinatore dell’ufficio scientifico,
Stefano Ciafani, «i risultati delle ricerche effettuate dalla nostra
associazione nelle acque dell’arcipelago sono nelle mani del Parlamento che
è chiamato ora a prendere una posizione netta sul futuro della base Nato
nell’isola di Santo Stefano. Le analisi richieste da Legambiente - ha
aggiunto Ciafani - hanno rilevato dati chiari: tracce di plutonio sono
presenti nei campioni prelevati e la più probabile origine è da addebitarsi
all’attività della base americana».
Pino Mulas, senatore di An, e vicepresidente e relatore della commissione,
ha sottolineato invece le argomentazioni di Sandro Degetto, del Cnr. «Il
professor Degetto ha ricordato che il torio 234 è un’anomalia naturale. E’
prodotto dall’uranio naturale e si associa a tutto quello che trova nel
fondo marino. Addirittura risulterebbe più concentrato dove l’acqua è più
limpida. Sono convinto che in tempi brevi saremo in grado di fare chiarezza
e di suggerire al Parlamento e al governo dove e come aumentare i controlli.
Di certo emerge il fatto che il torio non desta proeccupazione».
All’audizione hanno preso parte anche le associazioni Ambiente e Vita, con
il coordinatore della segreteria Anacleto Busà e il Wwf con il consulente
Vincenzo Migaleddu. Da stabilire la data della prossima audizione: convocati
ancora Cnr e associazioni ambientaliste. Poi toccherà ai rappresentanti
della Regione sarda.
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