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La "Nuova Sardegna"

 

Domenica 06 febbraio 2005

Giovanni Deleuchi risponde a Lullia: "Non è colpa degli americani"

  Nuova puntata del botta e risposta tra Franco Lullia, presidente della Confcommercio e Giovanni Deleuchi (nella foto), presidente della sezione "Fini" di Alleanza Nazionale. Una querelle nata in seguito alle critiche di Lullia nei confronti della presenza degli americani nell'isola, in particolare sulle scarse ricadute economiche.

  Giovanni Deleuchi esprime piena solidarietà ai dipendenti civili Usa, "soprattutto a chi in questi giorni (padri di famiglia) vede lo spettro della disoccupazione, in barba agli accordi che il comando aveva preso con la precedente amministrazione e che prevedevano l'assunzione di tutti i lavoratori precari. Per loro sarà fatta battaglia nelle sedi opportune. Esprimo inoltre - scrive Deleuchi - solidarietà a tutto il comparto commerciale e artigianale che sappiamo vivere un momento di difficoltà, un periodo di recessione, al contrario di quanto aaferma il signor Lullia, che troppo impegnato a seguire le orme di Soru perde il contatto con la categoria che dovrebbe rappresentare. Ribadisco che a mio parere i due incarichi sono moralmente incompatibili". Deleuchi suggerisce a Lullia di farsi un giro tra le attività commerciali, "così si accorgerà quali difficoltà questi incontrano anche nel dover affrontare le spese per i corsi che la legge oggi impone. Negli ultimi tempi la forte concentrazione della presenza della Marina Militare Italiana, che annualmente fa perdere alla nostra comunità circa 50 posti di lavoro fra ridimensionamento d'enti e pensionamenti non rimpiazzati, sta facendo perdere una consistente fetta d'economia data anche dagli appalti. Oggi non avendo gettato le basi per un economia alternativa, che condividiamo debba alternarsi verso lo sviluppo turistico-nautico-ambientale, alcuni ex amministratori, vorrebbero mascherare la loro miopia politica con la presenza americana".

  A giudizio di Deleuchi, "lo sviluppo della nostra comunità non è stato bloccato dagli americani, ma dagli isolani che si sono cullati per anni sugli allori degli stipendi "militari" senza progettare un futuro diverso. E conclude: "Prima di eliminare i "ricatti"come lei definisce i dipendenti Usa, creiamo i presupposti perché ogni padre abbia di che sfamare la propria famiglia, poi potremmo anche fare a meno dell'economia assistita che comunque ha permesso a questo paese di svilupparsi negli ultimi 200 anni. Facciamo si che ogni dipendente abbia un posto di uguale consistenza. A proposito: Renato Soru aveva detto che ci avrebbe pensato la regione.

Andrea Nieddu

 

 

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