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Da "Il giornale di Sardegna"

 

Martedì 08 febbraio 2005

Tra Barrak e Karim spunta la Giee

L'istituto varato dall'Unione europea è pronto a investire 90  milioni nell'ex arsenale della Difesa

  Il vecchio arsenale piace all'Aga Kan e a Barrak, ma il terzo incomodo ha molte carte da giocare. Si8 chiama Giee (Gruppo d'interesse economico europeo, istituiti varati dall'Unione nel 1989) e raggruppa capitali italiani e francesi. Agisce nel settore turistico e nautico, mira a creare posti barca per maxiyocht e cantieri per il rimessaggio in aree adatte. La Maddalena, ad esempio.

  Dopo tante indiscrezioni esce allo scoperto l'ingegnere Walter Di Magli, vicepresidente nel gruppo italofrancese. La struttura vive una lunga fase di declino e i dipendenti sono scesi da 800 a 163, ma proprio la progressiva dismissione operata dal ministero della Difesa ha attratto l'interesse di numerosi investitori. Tra questi il Giee che, tra Tom Barrak e l'Aga Kan, sembrerebbe il solo ancora in lizza.

  "Il nostro arrivo significherebbe soprattutto nuova occupazione per la popolazione - spiega Di Magli - perché la società Giee non prende né porta via, ma lascia sempre qualcosa di grosso. Un po' come quando si consegna una casa "chiavi in mano", funzionale e pronta per essere abitata. L'unica differenza e che mentre il compratore o l'inquilino pagano, il Giee da quell'inquilino non vuole niente. Costruisce e se ne va". L'attenzione verso questo investimento (si parla di realizzare strutture per 90 m9ilioni di euro) è facilmente spiegabile con la centralità dell'isola di La Maddalena nel Mediterraneo, un crocevia quasi naturale nelle rotte dei grandi yacht che spaziano tra i porti turistici di Spagna, Francia, Italia e Grecia.

  Ma la Sardegna non è attrezzata di strutture portuali e cantieristiche adeguate a questo genere di offerta e le imbarcazioni di grossa stazza, trascorse l'estate in Sardegna, svernano in porti dove è possibile eseguire la manutenzione ordinaria.

  "La richiesta di posti barca è superiore all'offerta - conferma Di Magli - perciò, realizzandone di nuovi, si verrebbe incontro alla domanda che è altissima in Italia come in Francia". Un business da capogiro: si pensi che nella vicina Porto Cervo, in piena estate, c'è chi spende anche 4000 euro al giorno per far attraccare il proprio yacht nei moli della Marina nuova. Una strada che si sta percorrendo anche ad Olbia, con la nascita del distretto nautico. Il Gruppo economico d'interesse europeo ha già esperienza nella costruzione di grandi infrastrutture: "Abbiamo costruito il Ponte di Milau in Francia, superbo viadotto di circa 3 Km ad un altezza di 400 metri - spiega Di Magli -e il Governo francese non ha speso un euro.

  La nostra società riscuote un pedaggio per diversi anni in modo da recuperare il capitale investito e gli utili, poi lascia definitivamente il luogo e l'opera". Lo stesso accadrà per l'arsenale di La Maddalena. Se il Giee sui concorrenti Barrak e Aga Kan.

Capitali di Francia e Italia

  E di qualche mese fa la notizia che l'Agenzia Industrie e Difesa avrebbe lasciato la gestione dell'Arsenale il 31 dicembre del 2004. Poi è arrivata una proroga per altri tre mesi. Tanti gli interessati a rilevarne la proprietà, da Tom Barrak a Karim Aga Kan. Poi l'entrata in scena del gruppo italo francese Giee che, al momento, sembrerebbe l'unico in lizza.

  Il Gruppo di Intresse Economico Europeo è italo francese. Numerose le società per azioni con un forte capitale alle spalle che ne fanno parte. Si occupa di settori che vanno dalla nautica all'aeronautica, all'ambito aerospaziale. E' riconosciuto e sancito giuridicamente dall'Unione Europea, investe e realizza in tutta Europa con soldi, investitori, mezzi e progettisti propri. Oggi il settore di suo interesse è quello nautico visto che allo stato attuale, la disponibilità dei posti barca è insufficiente (in Francia come in Italia) a coprire la richiesta.

 Alessandra Deleuchi

 

 

 

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