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La "Nuova Sardegna"

22 febbraio 2005
Un dossier al vaglio della Dirindin «L’allarme non va sottovalutato»
Radioattività: la Regione apre un’inchiesta
 
. Anche la Regione indaga, ora. Ha aperto un’inchiesta e ha nominato i suoi esperti per misurare il livello di inquinamento alla Maddalena. E proprio quella sulla radioattività era stata una delle prime domande che Nerina Dirindin aveva posto al primario di Oncologia dell’ospedale di Olbia durante la sua visita in corsia. E, in quell’occasione, era stato ribadito un dato ormai noto: 350 casi di tumore nuovi in tutta la Gallura ogni anno, quasi 90 soltanto alla Maddalena. Qualcosa non quadra.  Non erano state lanciate accuse, né era stato fatto riferimento alla presenza dei sommergibili a propulsione nucleare della base americana. Ma l’assessore aveva “preteso” di avere al più presto un quadro preciso della situazione. Per vedere che cosa fare e, soprattutto, per accertare un allarme del quale tanto si parla e che tanto fa paura.  Quella documentazione, l’assessore Dirindin l’ha ricevuta: è scritto nei dossier che l’aumento dei tumori c’è stato, così come sono stati messi in evidenza i risultati di tutte le analisi effettuate nelle acque della Maddalena, con i pareri espressi dai ricercatori e dalle Asl.  E mentre l’associazione “Gettiamo le basi” chiede ufficialmente alla Regione di costituirsi parte civile contro gli Stati Uniti, l’assessore Dirindin annuncia di aver aperto un’inchiesta. Un’indagine tutta regionale, che si affianca alle altre attualmente in corso, guidata da un gruppo di grandi esperti. «Si tratta di un ulteriore approfondimento che riguarda la misurazione dell’inquinamento - precisa l’assessore Dirindin -. Con lo scopo di integrare le valutazioni che sono state già fatte». Alla Regione, insomma, non bastava ciò che si stava già facendo. Era necessario andare oltre, chiedere altri pareri autorevoli per arrivare a dare risposte a una popolazione che, comunque, vive nell’incertezza. «Per quando riguarda invece la parte epidemiologica - continua l’assessore regionale alla Sanità - stiamo valutando il quadro che già esiste. I dati di cui siamo attualmente in possesso non sono ancora definitivi, ma ci rendiamo conto che non solo non esiste una verità, ma che c’è un problema e che l’allarme tra la popolazione non va sottovalutato».  E continuano le reazioni. «Le prossime iniziative legali di Maria Franca Maiore a tutela della sua salute e le successive reazioni non stupiscono». Partendo da questo, e dall’ottenimento dei dati ufficiali dalla Asl sui tumori, l’associazione Amici della Terra-Gruppo d’intervento giuridico prende posizione: «Se abbiamo ben capito, alcune sostanze radioattive, come il Torio 234, non vengono ordinariamente rilevate dalla rete di monitoraggio. Come si fa, allora, a escludere “categoricamente che possano esistere motivi di pericolo per la salute della popolazione”?». Per questo, l’associazione chiede che le «indagini sanitarie ed epidemiologiche, nonché i monitoraggi ambientali, devono essere continui, efficaci, trasparenti e pubblici».  E oggi, in commissione Ambiente al Senato, riprende l’audizione delle associazioni ambientaliste e del Cnr. (g.pi. e s.p.)

 

 

 

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