Scrivici

CRONACHE

ISOLANE

Link's
Home Page

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2005

 Vedi come pubblicizzare un evento si questo Sito 

La "Nuova Sardegna"

23 febbraio 2005

Prelievi insufficienti e nessun controllo nell’aria
«C’è ancora molto da fare»

LE REAZIONI Un’indagine vera sui tumori

 

  ROMA. Per Vincenzo Migaleddu, consulente scientifico del Wwf, il “caso La Maddalena” non è ancora risolto. «C’è ancora molto da fare» dice infatti subito dopo l’audizione alla Commissione Ambiente del Senato. Lui, che insieme a Bruno Chareyron del Criirad francese è sempre stato fautore della linea della prudenza e del rigore, rilancia: «Prima di arrivare a conclusioni rassicuranti o ad allarmismi eccessivi, penso che sia necessario concludere un percorso di accertamenti scientifici, ma anche pensare a costruire un sistema di controlli oggettivamente efficiente e affidabile».  Per il consulente del Wwf Sardegna, infatti, l’incidente del sommergibile americano Hartford dimostra che ora i rischi «non sono più possibili, ma sono probabili».  Migaleddu è perfettamente in linea con le valutazioni del laboratorio indipendente francese Criirad: «Nessun radionuclide artificiale ad emittenza gamma è stato finora identificato. E questo è un risultato abbastanza rassicurante, anche se il numero dei campioni analizzati non permette di rendersi conto dello stato globale dell’ambiente. I livelli di contaminazione di alcuni elementi della catena dell’uranio 238 sembrano invece alti in modo anormale: due dei cinque campioni di alghe rosse dimostrano un’attività di Torio 234, discendente immediato dell’uranio 238, che raggiunge 3.900 e 4.700 Bq/kg di peso secco mentre ci si aspettava valori di qualche decina di Bq/kg secco».  Per il consulente del Wwf «i radionuclidi individuati sono di origine naturale, ma al punto in cui sono arrivate le ricerche, è impossibile stabilire se si tratta di un fenomeno interamente naturale o legato a un inquinamento di origine antropica. Per andare oltre, è necessario effettuare altre ricerche. In particolare, analisi con la spettrometria alfa. Cosa che sarà possibile quando avremo a disposizione i fondi e, soprattutto, quando ci consentiranno di fare i prelievi».  C’è poi un punto che tutti sembrano dimenticare e che, invece, è fondamentale: i risultati dello studio sul punto zero. Cioé la fotografia della situazione ambientale prima della costruzione della base per sommergibili atomici a Santo Stefano.  «E’ indispensabile - dice Migaleddu - che le autorità comunichimo i risultati dello studio del punto zero e dei controlli radiologici per valutare la situazione e verificare l’impatto dato dalla presenza dei sottomarini nucleari americani nell’arcipelago».  Su questo punto, è stato molto severo lo scienziato francese Chareyron che, nei giorni scorsi, aveva detto esplicitamente: «Un rifiuto di comunicazione sui risultati dello studio del punto zero farebbe pensare che questi studi - indispensabili - non sono stati effettuati oppure che lo sono stati e mettono in evidenza un inquinamento che le autorità militari preferiscono nascondere».  Altro punto sul quale il Wwf insiste è quello del monitoraggio dell’aria. «Sì - continua Migaleddu - uno studio del particolato è insufficiente. Per conoscere la reale situazione ambientale è infatti necessario anche conoscere le concentrazioni di gas radioattivi nell’aria».  «Noi - dice ancora il consulente del Wwf - siamo convinti che per arrivare a risultati seri e inoppugnabili occorra lavorare con serietà, evitando di essere usati per possibili strumentalizzazioni politiche. Per esempio, quando abbiamo rilevato nei nostri campionamenti nell’arcipelago la presenza del plutonio, abbiamo preferito dare la notizia dopo le elezioni regionali. Un modo per non essere usati».  Anche sull’allarme tumori, Migaleddu preferisce tenere una linea prudente: «Non escludo che alla Maddalena possa esserci un’incidenza di patologie neoplastiche superiore alla media, ma per poterlo affermare con certezza e quindi studiare un rapporto con la presenza dei sommergibili americani, penso sia indispensabile che si proceda a una seria indagine epidemiologica. Perché se il fenomeno esiste davvero, nessuno lo possa negare». (p.m.)

 

 

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2005

 

Home Page