LE REAZIONI Un’indagine vera sui tumori
ROMA. Per Vincenzo Migaleddu, consulente scientifico del Wwf, il “caso
La Maddalena” non è ancora risolto. «C’è ancora molto da fare» dice
infatti subito dopo l’audizione alla Commissione Ambiente del Senato.
Lui, che insieme a Bruno Chareyron del Criirad francese è sempre stato
fautore della linea della prudenza e del rigore, rilancia: «Prima di
arrivare a conclusioni rassicuranti o ad allarmismi eccessivi, penso che
sia necessario concludere un percorso di accertamenti scientifici, ma
anche pensare a costruire un sistema di controlli oggettivamente
efficiente e affidabile». Per il consulente del Wwf Sardegna, infatti,
l’incidente del sommergibile americano Hartford dimostra che ora i
rischi «non sono più possibili, ma sono probabili». Migaleddu è
perfettamente in linea con le valutazioni del laboratorio indipendente
francese Criirad: «Nessun radionuclide artificiale ad emittenza gamma è
stato finora identificato. E questo è un risultato abbastanza
rassicurante, anche se il numero dei campioni analizzati non permette di
rendersi conto dello stato globale dell’ambiente. I livelli di
contaminazione di alcuni elementi della catena dell’uranio 238 sembrano
invece alti in modo anormale: due dei cinque campioni di alghe rosse
dimostrano un’attività di Torio 234, discendente immediato dell’uranio
238, che raggiunge 3.900 e 4.700 Bq/kg di peso secco mentre ci si
aspettava valori di qualche decina di Bq/kg secco». Per il consulente
del Wwf «i radionuclidi individuati sono di origine naturale, ma al
punto in cui sono arrivate le ricerche, è impossibile stabilire se si
tratta di un fenomeno interamente naturale o legato a un inquinamento di
origine antropica. Per andare oltre, è necessario effettuare altre
ricerche. In particolare, analisi con la spettrometria alfa. Cosa che
sarà possibile quando avremo a disposizione i fondi e, soprattutto,
quando ci consentiranno di fare i prelievi». C’è poi un punto che tutti
sembrano dimenticare e che, invece, è fondamentale: i risultati dello
studio sul punto zero. Cioé la fotografia della situazione ambientale
prima della costruzione della base per sommergibili atomici a Santo
Stefano. «E’ indispensabile - dice Migaleddu - che le autorità
comunichimo i risultati dello studio del punto zero e dei controlli
radiologici per valutare la situazione e verificare l’impatto dato dalla
presenza dei sottomarini nucleari americani nell’arcipelago». Su questo
punto, è stato molto severo lo scienziato francese Chareyron che, nei
giorni scorsi, aveva detto esplicitamente: «Un rifiuto di comunicazione
sui risultati dello studio del punto zero farebbe pensare che questi
studi - indispensabili - non sono stati effettuati oppure che lo sono
stati e mettono in evidenza un inquinamento che le autorità militari
preferiscono nascondere». Altro punto sul quale il Wwf insiste è quello
del monitoraggio dell’aria. «Sì - continua Migaleddu - uno studio del
particolato è insufficiente. Per conoscere la reale situazione
ambientale è infatti necessario anche conoscere le concentrazioni di gas
radioattivi nell’aria». «Noi - dice ancora il consulente del Wwf -
siamo convinti che per arrivare a risultati seri e inoppugnabili occorra
lavorare con serietà, evitando di essere usati per possibili
strumentalizzazioni politiche. Per esempio, quando abbiamo rilevato nei
nostri campionamenti nell’arcipelago la presenza del plutonio, abbiamo
preferito dare la notizia dopo le elezioni regionali. Un modo per non
essere usati». Anche sull’allarme tumori, Migaleddu preferisce tenere
una linea prudente: «Non escludo che alla Maddalena possa esserci
un’incidenza di patologie neoplastiche superiore alla media, ma per
poterlo affermare con certezza e quindi studiare un rapporto con la
presenza dei sommergibili americani, penso sia indispensabile che si
proceda a una seria indagine epidemiologica. Perché se il fenomeno
esiste davvero, nessuno lo possa negare». (p.m.)