Scrivici

CRONACHE

ISOLANE

Link's
Home Page

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2005

 Vedi come pubblicizzare un evento si questo Sito 

La "Nuova Sardegna"

24 febbraio 2005

Gli ambientalisti chiedono che resti aperta l’indagine parlamentare
«Subito pubblico il piano d’emergenza»

La rete di monitoraggio ambientale non rileva molti radionuclidi

 

 C’era anche Italia Nostra, l’altro ieri, nell’audizione della Commissione Ambiente del Senato sul “caso La Maddalena”. A rappresentare l’associazione c’era Salvatore Sanna. Maddalenino, per anni ha fatto parte del Comitato paritetico regionale sulle servitù militari ed è sicuramente il massimo esperto sulla base appoggio per sommergibili nucleari della Us Navy a Santo Stefano.   - Da alcune indiscrezioni sembra che nell’audizione di martedì in Commissione Ambiente ci siano stati momenti di nervosismo e qualche contrasto. E’ così?   «Era le settima audizione della Commissione, la seconda dedicata alle associazioni ambientaliste. Devo dire che, inspiegabilmente e irritualmente, il Wwf, Legambiente e noi di Italia Nostra ci siamo trovati al tavolo anche un contradditore scientifico: un rappresentante del Cnr, il professor Degetto, che di volta in volta veniva attivato per contrapporsi alle affermazioni che venivano proposte dalle associazioni. Eppure, quel tecnico continuava a ripetere che il Cnr non ha mai effettuato alcuna indagine nell’area maddalenina».   - E’ vero che è stata messa sotto accusa la stampa?   «Sì, si è creata una situazione imbarazzante con un violento attacco agli organi di stampa che, a dire di qualcuno, getterebbero palate di fango sulla Maddalena e sulla Gallura, portando un pesante danno alla sua economia e alle sue possibilità di sviluppo turistico».   - Come avete reagito?   «Le associazioni non avevano ovviamente alcun titolo per replicare politicamente, ma hanno affermato che il danno principale all’arcipelago viene dalla presenza militare della base statunitense e dalla situazione di rischio permanente che ne deriva alle popolazioni e all’ambiente».   - Sembra che la commissione abbia una gran fretta di archiviare l’indagine.   «Rispetto alla proposta del presidente Novi di chiudere l’indagine conoscitiva, dicendo che l’incidente all’Hartford non ha determinato allarme radioattivo e che le ricerche del Criirad e dell’università della Tuscia non hanno rilevato valori anomali, le associazioni ambientaliste hanno fornito le motivazioni per la prosecuzione dell’indagine e per la sua più precisa finalizzazione».   - Cosa avete chiesto come Italia Nostra?   «Prima di tutto un’attenta verifica sulla adeguatezza della rete di sorveglianza e di allarme attualmente in attività. Poi, una verifica del protocollo con cui il presidio multizonale della Asl 1 di Sassari lavora, dello stato dell’apparato tecnologico logorato e invecchiato e comunque non predisposto alla rilevazione di molti radionuclidi artificiali, addebitabili ai reattori dei sommergibili Usa».   - Cosa sperate da questa indagine?   «L’indagine deve cercare anche i motivi dei blocchi dell’informazione e delle censure e favorirne la rimozione. Non è accettabile che un cittadino, per poter accedere ai dati mensili della Asl, debba far ricoso al difensore civico. E non è accettabile che la lettura dei dati rilevi pesanti vuoti di monitoraggio per avarie continue e che i dati siano insignificanti per la qualità dell’informazione che offrono. Ma soprattutto non è più tollerabile che ragioni politiche nascondano ai cittadini il piano di emergenza nucleare, che non viene reso pubblico per evitare che la comunità gallurese abbia la prova di vivere in una situazione di continuo rischio nucleare che obbliga a formulare un piano di evacuazione». (p.m.)

 

 

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2005

 

Home Page