E’ stata presentata ieri la quarta lista ufficiale che parteciperà
alle prossime elezione amministrative dell’8 maggio. Dopo Angioletto
Comiti, “Isole d’Europa”, Salvatore Sanna per il centrosinistra,
Gian Franco Impagliazzo per il centrodestra, ora si è affiancata
quella di Francheschino Bardanzellu, denominata lista “Forza La
Maddalena”, di destra. Era una lista attesa, questa. Bardanzellu,
per la sua trentennale esperienza negli enti locali, per la sua
conoscenza nonché per la stesura di svariati programmi, quasi tutti
uguali e tutti inevasi, ha voluto fare la lista. Ancora i nomi,
però, sono top secret: anche se qualcosa è trapelato, come i nomi di
Sergio Di Fraia e Nughes. Un programma con pochi punti da toccare,
ma tosti. Il primo è quello della massima occupazione; in sintesi
«un lavoro per tutti quei concittadini che abbiano deciso di vivere
alla Maddalena. A ciò dovranno essere indirizzati sinergicamente
ogni scelta, ogni sforzo, ogni idea, ogni pensiero, ogni
investimento. La nostra è una città che è nata con lo Stato e per lo
Stato, molto ha dato e molto ha ricevuto. Da tempo però lo Stato si
è defilato in modo irreversibile lasciando la comunità disorientata
e non preparata a un radicale cambiamento. La nostra sfida sarà
accompagnare questa grande famiglia in una trasformazione epocale
avendone individuato e resi utilizzabili i mezzi». Poi i riferimenti
piu precisi sono quelli rivolti alla base Usa e al parco.
«L’economia della città è talmente permeata dalla presenza Usa che
al momento parlare di allontanamento è pura follia. Essendo tale
presenza di esclusiva competenza del Governo lo coinvolgeremo in
modo continuo e pressante per la sicurezza sanitaria e per un
ritorno economico adeguato alla stessa presenza e mirato
preminentemente all’imprenditoria e occupazione locale. Per il Parco
nazionale, in dieci anni, gestito sia dal centrosinistra che dal
centrodestra, ha dato pessimi risultati. Il che vuol dire che non
sono fasulli gli amministratori: è fasulla l’istituzione.
Intelligenza vorrebbe che fosse chiuso ma, in un eccesso di
democrazia, chiederemo il parere alla popolazione attraverso un
referendum, non senza prima aver provveduto alla richiesta
inderogabile dello scorporo dal territorio del parco dell’Isola
madre, di Caprera e di Santo Stefano. Ma il pezzo forte deve il
riscatto economico, sociale, culturale e politico che potrà essere
perseguito, con grande difficoltà, a una sola condizione: il Comune
dovrà ottenere in proprietà tutti i beni demaniali dismessi dallo
Stato «Questi serviranno ad attirare i capitali privati per creare
economia e occupazione attraverso società pubblico-private». Andrea
Nieddu