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La "Nuova Sardegna"

26 febbraio 2005

Nel cantiere Carrano rinasce uno dei gloriosi mercantili
Il passato rivive nel leudo di Moneta

Alla costruzione ha partecipato anche Brady Gow, studente americano

 

L’eco mediatico è arrivato fin lì, in America, a Bangen Maine, dove vive la famiglia di Brady Gow, 24 anni, terzo di tre fratelli. Dopo avere frequentato la scuola dell’obbligo, ha poi preferito specializzarsi professionalmente nella costruzione di barche di ogni tipo. Per questo ha fatto due anni di tirocinio nella scuola più importante del settore in America, “The Appreedtice Shop”. Ora è arrivato alla Maddalena, nel cantiere dei fratelli Carrano, a Moneta.  Grazie al suo maestro, Brady è riuscito a contattare un altro maestro d’ascia in Corsica che poi lo ha indirizzato nel cantiere dei fratelli Carrano di Moneta, che stanno costruendo un leudo” di circa 20 metri: sarà il settimo in Europa. Dopo il lungo viaggio, Brady arriva in Sardegna. Sbarca alla Maddalena e si presenta ai fratelli Vincenzo e Tino Carrano. Viso simpatico, sorriso accattivante, desideroso di imparare, si mette a disposizione nell’avventura che aveva sempre sognato. Quella di collaborare alla costruzione di un vero “leudo”, barca davvero imponente, in confronto a quelle che generalmente costruiscono in America che non vanno oltre i 7 metri. «Conosce il mestiere - dice Vincenzo, 46 anni, che porta avanti il cantiere insieme al fratello dopo la morte del padre Mario, apprezzato maestro d’ascia - ed è un ragazzo voglioso di apprendere. Conosceva già gli attrezzi, il maglio e lo scalpello, e sapeva come usarli. Si vede che arriva da una scuola particolare - aggiunge Vincenzo - l’ho capito quando l’ho visto portare a termine con facilità un lavoro iniziato da noi».  Per il cantiere Carrano sono stati giorni particolari, perché Vincenzo e Tino si sono impegnati a insegnare il mestiere tanto difficile a un apprendista, che ha goduto anche dell’aiuto del titolare del leudo Ivan Zanchetta. Insieme a Roberto Marche e Carlo Di Marzo lo hanno accolto e ospitato nella loro barca per tutto il periodo che ha trascorso nell’isola. «È stata un’esperienza nuova - ha detto Zanchetta - alla quale si è aggiunta un’amicizia che spero possa continuare anche in futuro. È un piacere per me, che debbo portare il Leudo in giro sapere che oltre i maestri Vincenzo e Tino sia stato anche l’amico Brady a collaborare per la costruzione di questa meravigliosa barca».  Fra qualche mese la barca sarà pronta. Grazie all’impegno di Vincenzo, sino a oggi costruttore di circa 50 barche nuove. «Dalla prima, una vecchia Feluca, abbiamo continuato a costruire barche con linee speciali - dice Vincenzo Carrano - fatte con legni che hanno rifiniture importanti. Ora invece il lavoro è concentrato sulla costruzione del leudo, un evento straordinario. In Italia, infatti, da ottant’anni non si è più costruita una barca del genere, tanto che ne sono rimaste in vita solo sei: questo sarà il settimo che noi metteremo in mare. È nato dalla passione di Ivan Zanchetta per la vela. L’imbarcazione è lunga circa 15 metri e larga 5: diventerà la soubrette delle acque dell’arcipelago. Il leudo - conclude Vincenzo - è la tipica barca mercantile che prima trasportava terracotta, generealimentari, vino e altro in tutta la Sardegna, Toscana e le isole minori. Sono barche robuste che devono affrontare tutti i tipi di mare contando sull’apporto della sola vela». Andrea Nieddu

 

 

Il varo previsto in estate
 
 La storia del leudo è molto antica. Il suo stesso nome, di origine araba, deriva da una radice linguistica indicante il legno, con la stessa origine dello strumento musicale (liuto). Il leudo è una imbarcazione a vela da lavoro adibita principalmente al trasporto e talvolta alla pesca. Sua caratteristica peculiare è quella di essere una barca alturiera operativa a partire dalle spiagge e quindi autosufficiente poichè non necessita di alcuna attrezzatura portuale. Nel tipo moderno, la lunghezza dello scafo si aggira sui 15-16 metri, la larghezza è di circa 6, il puntale non raggiunge i 2 metri, mentre l’altezza di costruzione supera i 4. La stazza lorda oltrepassa di poco le 20 tonnellate, la capacità di carico può raggiungere complessivamente anche le 25-30 tonnellate.  Il leudo in costruzione nel cantiere navale Carrano colpisce per la forma e l’armoniosità in relazione alle dimensioni veramente imponenti: 14,8 metri di lunghezza e quasi 5 di larghezza. Si tratta di una ricostruzione fedele di un leudo vinacciere, demolito nel 1968 all’isola d’Elba. In questi giorni si sta portando a termine la fasciatura della barca con tavole in larice da 35 mm. Il varo dell’imbarcazione è previsto per l’estate 2005. (a.n.)

 

 

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