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Da "Il giornale di Sardegna"
| Martedì 08 marzo 2005 Salta l'Incontro tra Renato Soru e l'ambasciatore degli Stati Uniti Sembler resta a Roma per l'uccisione di Calipari, annullato il vertice sulla Base Usa
Il gelo nelle relazioni con l'Italia ha costretto l'ambasciatore americano ad annullare ieri a tarda sera la visita in Sardegna programmata da tempo. L'uccisione di Nicola Calipari da parte dei marines e la intricata situazione diplomatica hanno spinto Mel Sembler a rinviare a data da destinarsi l'incontro con il presidente della Regione Renato Soru. Al centro del vertice, oltre ad accordi commerciali, economici e per la ricerca scientifica, doveva esserci anche la questione della Base statunitense per sommergibili nucleari di Santo Stefano della quale Soru ha già chiesto la chiusura. Si sarebbe trattato del secondo incontro tra i due - che si conoscono da diversi anni - da quando il fondatore di Tiscali è stato eletto alla guida della Regione: Il primo faccia a faccia avvenne il 25 novembre scorso, nella sede diplomatica americana a Roma, in via Veneto. Nei mesi scorsi Soru ha detto che "Gli americani sono venuti in amicizia e in amicizia ora devono andar via", visto che la Sardegna "ha già pagato" in abbondanza il suo contributo alla sicurezza nazionale: "Siamo come il soldato che da molto tempo è al fronte e adesso chiede il cambio", è stata l'immagine usata dal capo della Giunta sarda in alcuni interventi pubblici. Soru ha poi presentato la richiesta di di smantellamento direttamente a Sembler, lo scorso novembre. Nel frattempo però non si è visto nessun segnale di chiusura, anzi. Gli americani procedono invece con un progetto di nuove costruzioni nell'isola di Santo Stefano, costruzioni su la cui destinazione e natura è stato posto il segreto. Ma in base agli accordi bilaterali - Italia e Usa - che regolano la base, il presidente della Regione può esercitare il diritto di conoscere le carte secretare, qualora il velo imposto dal governo centrale impedisca l'esame del progetto. Se Soru intendesse avvalersi di questa prerogativa, già da oggi potrebbe avvertire Sembler delle sue intenzioni: sarebbe un passo dalle conseguenze imprevedibili, comunque un assoluta novità nella storia dei rapporti tra la Regione, il Governo italiano e quello degli Stati Uniti. Da "punto di approdo" per i sottomarini nucleari, come previsto nelle intese, La Maddalena è diventata una vera e propria base. Da qualche anno, cessata la necessità di controllare e di dare la caccia ai sommergibili sovietici, è cominciato l'addestramento dei Navy Seals (incursori di marina) destinati ad operazioni segrete in Iraq e negli altri teatri di guerra. Gli Usa non hanno mai annunciato questa modifica, che però è stata ammessa - di fronte alle evidenze portate dalla stampa - dagli ufficiali americani in Sardegna. E ora che la Marina italiana intende trasformare in una base stabile per i suoi commandos - i Consubin - il poligono provvisorio di Caprera, nell'arcipelago si parla di addestramento congiunto tra i reparti speciali italiani e statunitensi. La presenza militare in Sardegna, dunque, invece che ridursi pare destinata a crescere e soprattutto, a diventare sempre più nascosta e sofisticata. Marco Mostallino |