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Da "Il giornale di Sardegna"

 

Martedì 27 marzo 2005

Un radiochimico mette in le indagini della Asl sull'Arcipelago

Centraline troppo lontane dai sommergibili

   Dati Asl tutti da rifare? altre verità spuntano attorno alla questione nucleare dell'Arcipelago. Dal radiochimico maddalenino Gian Carlo Fastame - da anni impegnato a fare chiarezza sul caso - giunge una denuncia che mette pesantemente in discussione quanto emerso dalle ultime audizioni alla Commissione Ambiente del Senato: "I dati dell'Asl sono insignificanti, inefficaci e non probanti. Il protocollo in uso è fasullo". Insomma le analisi in cui si formano le valutazioni degli esperti non avrebbero valore. Questo perché, secondo Fastame, "La Marina Militare Italiana ha voluto che le due centraline collocate in acqua, fossero lontano dalla Base Usa". Insomma, la rete di rilevamento ritenuta adeguata dall'Enea non sarebbe in grado di rilevare eventuali valori fuori norma.

  Tutto questo, dopo l'ennesima indagine conoscitiva al Senato, dopo la sfilza di esperti ambientalisti, di persone informate sui fatti, di amministratori ed enti dello Stato, alla Commissione Ambiente, quando sembrava che si potesse giungere a conclusioni certe sulla questione nucleare a La Maddalena.

Lei giudica le analisi della Asl inefficaci. Perché?

Sono le centraline, i punti di prelievo a non essere efficaci. Sono troppo lontani da Santo Stefano e, quindi, dalle bocche dei sommergibili che potrebbero rilasciare sostanze radioattive inquinanti. Un chilometro e mezzo di distanza dalla base, significa che le emissioni inquinanti, troverebbero nel caso di dispersione, circa conto sette milioni di metri cui di acqua contro, prima di arrivare alla centralina, disperdendosi. La diluizione sarebbe talmente alta, che il dato analitico rilevato diventa insignificante.

In che senso il protocollo è fasullo?

Dai dati raccolti in 24 ore e poi per il mese intero, la Asl fa una media. Per capirci, è come quando si ha la febbre. Se il malato passa da una temperatura di trentasei gradi che si ripete per tre volte in una giornata, a quarantadue, e si fa poi una media, l'ultimo dato si perde. Così per i risultati della Asl. Se ci fossero delle punte fuori norma, nessuno le vedrebbe. A questo punto mi chiedo chi vuole conoscere la realtà.

E del piano di emergenza?

Quello maddalenino non si conosce. Gaeta e Taranto conoscono il loro che è inefficace e penso che per La Maddalena sia la stessa cosa. E' il Sindaco che dovrebbe proporne uno, magari uguale a quello della città di San Diego, in California, che ha un sommergibile nucleare come quello di Santo Stefano, e che prevede una volta dichiarato lo stato di emergenza, tre cose molto semplici: stare al coperto per due giorni, assumere dello iodio due ore dopo l'allarme, evacuare.

Alessandra Deleuchi

 

 

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