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Da "Il giornale di Sardegna"
| Mercoledì 31 marzo 2005 Rilevato il piano segreto in caso di incidente a un sottomarino nucleare nell'arcipelago: ma non esiste un piano d'allarme I turisti in salvo, i maddalenini no
Prima i turisti e poi i residenti, che un posto dove andare lo troverebbero comunque. E un eventuale nube radioattiva non sarebbe in ogni caso tanto grave da giustificare un'evacuazione in massa dall'Arcipelago e dalla costa nord orientale della Sardegna, al massimo uno spostamento di 15 mila persone. Sono alcune perle contenute nel piano di evacuazione da La Maddalena in caso di incidente nucleare. Il piano gira a La Maddalena come se fosse un documento clandestino, anche perchè manca uno straccio di firma e timbro nelle 120 pagine che lo compongono. Ma esiste e qualcuno ne ha copia. Il fascicolo (datato dicembre 2003) spiega come ridurre al minimo le conseguenze del "massimo incidente ipotizzato - si legge - con la fuoriuscita di una nube radioattiva idonea a contaminare l'atmosfera". Il piano prevede, punto per punto, chi dovrà muoversi per primo, che cosa si dovrà fare e dove si dovrà andare nel caso di incidente nucleare nell'isola. Chiunque lo abbia materialmente redatto non sembra credere che alla possibilità di un incidente che, testuale, "non prevede conseguenze radiologiche tali da esigere provvedimenti di evacuazione di massa della popolazione dell'Arcipelago". Domanda numero uno: a che cosa può servire un piano di evacuazione se la popolazione non lo conosce e soprattutto se non sono mai state fatte delle esercitazioni? Domanda numero due: come la popolazione verrebbe a sapere di un'emergenza in corso? Tra le pagine non è prevista una parola d'ordine, un segnale convenzionale per avvertire del pericolo la comunità. Per altre città dove i sommergibili nucleari transitano solo saltuariamente, il segnale è rappresentato, per esempio, dalla frase "Il mare luccica". Il piano è peraltro molto preciso su altri aspetti e distingue tra eventuali emergenze estive e invernali, facendo riferimento a "due ipotesi che tengono conto del diverso carico demografico sul territorio". Durante i mesi estivi, i primi ai quali bisognerà pensare saranno i turisti e nel piano si precisa che "l'esodo dei non residenti sarà favorito per allentare la pressione demografica sul territorio", cosicché i soli turisti "saranno indirizzati verso i centri di raccolta a Olbia" Tutti gli altri dovranno sperare nella "ipotesi di incidente durante la stagione invernale". In cui "tenuto conto che molti residenti troveranno ospitalità presso parenti e amici". si pensa di "dover fornire assistenza a non più di 15 mila persone". Il piano di evacuazione non spiega chi debba andare in giro ad avvertire la popolazione, chi si debba sacrificare per evitare il peggio sottoponendosi alla contaminazione. Ed è vago circa la fase della profilassi, in cui si raccomanda "di stare al chiuso", quella della profilassi. Quante pastiglie di iodio prendere? Chi le somministrerà? Alessandra Deleuchi Nucleare: ci sono tre piani in caso di incidente Sono solo tre i piani di emergenza in caso di incidente nucleare ad essere stati "declassificati", cioè resi pubblici, di recente. Quelli di La Spezia, Gaeta e Taranto. Rimangono coperti da segreto, i piani di otto degli undici porti in cui transitano o sostano unità navali a propulsione e armamento nucleare, tra i quali sono compresi Augusta, Brindisi, Cagliari, La Maddalena, Livorno, Napoli, Trieste e Venezia. Questi piani, nati come interni alle basi militari ed elaborati fin dal 1975 dai competenti organi militari e ministeriali, sono stati secretati, in quanto rimasti in ambito militare e perché in costante aggiornamento e considerati nel corso degli anni, superati rispetto alle "nuove emergenze". |