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Da "Il giornale di Sardegna"
| Sabato 02 Aprile 2005 Ci saranno meno americani nell'isola La Emory Land lascerà Santo Stefano e sarà sostituita da una nave più piccola: i militari passeranno da 1200 a 700 Il mercato immobiliare di La Maddalena e dei centri vicini è in allarme per il trasloco, nel prossimo futuro, di settecento americani e della "nave balia" Emory Land. La nave appoggio per sommergibili nucleari dovrebbe concludere, tra breve, il suo soggiorno nelle acque dell'arcipelago maddalenino, che dura da circa otto anno, per essere sostituita da una nave più piccola, con meno uomini di equipaggio. Questo sembrerebbe il futuro della presenza americana nella base di Santo Stefano e della Emory Land che, da pochi giorni, ha gettato nuovamente l'ancora nelle acque dell'estuario della Maddalena, dopo aver concluso la sua missione africana. La nave officina dovrebbe essere presto sostituita da un di tonnellaggio inferiore, che imbarcherà un equipaggio ridotto di numero. Si parla di settecento unità in meno, rispetto ai mille e trecento, fra donne e uomini, che lavorano attualmente nella nave appoggio e quindi di seicento persone in meno nell'organico americano senza contare le famiglie. Tanta gente in meno a circolare per le strade a consumare nei bar e ristoranti durante i fine settimana, divertirsi nei pub nelle ore notturne. Un economia, quella isolana, che andrebbe quindi in perdita. A risentirne in maniera pesante sarebbe il mercato delle case: molti maddalenini le affittano per tutto l'anno a famiglie americane che, dopo un biennio, in genere partono per altre destinazioni. La sostituzione della Emory Land significa che molte attività finora svolte sulle navi officina che di volta in volta si sono succedute nel dare assistenza ai sommergibili in transito, sarebbero spostate sulla terraferma, a Santo Stefano. Verrebbe perciò giustificato, o meglio assumerebbe un'altra ragion d'essere, il discusso ampliamento della base che qualcuno chiama anche riqualificazione o ristrutturazione. Una ditta esterna si sta già occupando di demolire le vecchie strutture per ospitarne, probabilmente delle nuove. Vorrebbe anche giustificato l'interessamento dei vertici americani per le aree prospicienti l'Arsenale militare e quindi per Cala Camiciotto e le officine Sauro che, una volta dismesse, potrebbero diventare base per le navette che arrivano da Santo Stefano e che fino ad oggi approdano a Punta Chiara. Assumerebbe anche un'altra prospettiva la richiesta che gli americani avrebbero fatto per la struttura dell'ospedale militare, ridotto nelle sue funzioni e che, per la sua collocazione nel lungomare proprio di fronte a Santo Stefano, contribuirebbe a creare un'area esclusivamente americana, visto che le strutture in questione sono tutte a due passi una dall'altra. Le navi: in 23 anni dalla Springfield alla Emory E' il 18 luglio del 1972, quando l'incrociatore Springfield, getta le ancore nelle acque dell'Arcipelago, mentre il 2 agosto dello stesso anno arriva la Fulton, la prima nave appoggio per sommergibili della storia americana a La Maddalena. Il 6 aprile dell'anno successivo (1973) arriverà la Gilmore, che rimarrà fino al 1981, quando sarà sostituita dalla Orion, "nave balia" per il decimo squadrone di sommergibili da attacco. Poi sarà la volta della Fulton, nel 1985 per arrivare alla Emory Land della Us Navy. Progettata per assistere i sommergibili da attacco, è dotata di 13 ponti e 913 settori specifici, con un personale di 1200 marinai può riparare simultaneamente 12 sottomarini a testata nucleare. Alessandra Deleuchi |