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Una «base
rossa» alla Maddalena
La sinistra conquista il comune de La
Maddalena, da anni in mano al Polo, al grido di «Via la base americana»:
è il risultato più clamoroso all'interno di una generale disfatta del
centrodestra anche nelle elezioni amministrative appena svoltesi in
Sardegna (oltre che in Trentino Alto Adige e in Val d'Aosta). L'«effetto
Soru» ha consegnato al centrosinistra anche quasi tutte le
amministrazioni comunali in ballo (comprese Cagliari, Sassari e Quartu)
dopo la vittoria in sei su otto di quelle provinciali. Solo Oristano
resiste in mano alla destra, mentre la Gallura (fino ad oggi feudo
incontrastato di Forza Italia) andrà al ballottaggio. Il neosindaco
della Maddalena Angelo Comiti, indipendente di sinistra: «Ora la prima
cosa è una verifica seria dei danni ambientali provocati dalla
radioattività e dell'emergenza sanitaria legata alla presenza della base
dei sommergibili americani: gli attuali sistemi di rilevamento sono
antiquati e ridicoli. Inoltre vogliamo conoscere i piani d'emergenza del
governo in caso di incidente nucleare: è nostro diritto sapere se le
misure di sicurezza sono adeguate»
Intervista al nuovo Sindaco Angioletto Comiti
«Basta con i
sommergibili e i segreti»
Maddalena, il nuovo sindaco: subito una
verifica seria dei rischi ambientali
C. COS.
CAGLIARI
«La frase di Soru sugli americani che se ne devono
andare dalla Maddalena? La faccio mia senza difficoltà». Così Angelo
Comiti, 51 anni, alle spalle una lunga militanza nel Pci, oggi fuori dai
Ds, leader indipendente di una lista civica di centrosinistra, da ieri
nuovo sindaco della Maddalena, il comune che ospita la base americana di
sommergibili a propulsione nucleare. Sulla presenza militare nel cuore
di un territorio di rara bellezza, sede di un parco naturalistico
nazionale, Comiti ha le idee chiare.
Che cosa farete rispetto alla base?
Io ho votato per Renato Soru e condivido ciò che dice sulla presenza Usa
alla Maddalena. Ci schiereremo a sostegno della posizione assunta dalla
giunta. Intanto, però, ci sono alcune questioni urgenti, legate alla
presenza della base, che vogliamo affrontare subito.
Quali?
C'è un'emergenza sanitaria molto seria. Viene segnalata, ormai da molti
anni, una crescita dei casi di tumore alla Maddalena che è fuori norma.
Vogliamo sapere se questo è legato ad un'eventuale inquinamento
radioattivo dovuto alla presenza dei sottomarini Usa. Come abbiamo
scritto nel nostro programma, chiederemo al ministero della salute
un'indagine epidemiologica che stabilisca la verità. Vogliamo essere
sicuri. E' una richiesta forte che arriva dalla gente. Non possiamo
vivere nell'incubo che dalla base parta un inquinamento tale da mettere
a rischio la salute e la vita di chi abita nell'arcipelago.
Ma c'è anche un problema di monitoraggio della radioattività nel mare
e nell'aria...
Questa è l'altra questione che vogliamo affrontare e risolvere subito.
Il sistema di rilevamento di un eventuale inquinamento radioattivo
gestito dall'Azienda sanitaria locale è ridicolo, non offre alcuna seria
garanzia. Gli strumenti scientifici utilizzati sono antiquati. Bisogna
acquistare apparecchiature nuove e allestire un sistema di rilevamenti
affidabile. Basta giocare sulla nostra salute. E poi c'è la questione
del piano d'emergenza in caso d'incidenti nucleari nella base della Us
Navy a Santo Stefano. Il ministero della Difesa e quello degli Interni
si sono sempre rifiutati di farlo conoscere. Noi ci batteremo perché sia
reso pubblico. Vogliamo sapere se le misure di sicurezza previste sono
adeguate, è un nostro diritto.
Quale modello turistico immagina per La Maddalena?
Per noi il turismo è sempre stato una risorsa importante. Ma abbiamo
anche fatto in modo che l'impatto sulle nostre coste non fosse
devastante. In Gallura, da questo punto di vista, La Maddalena è un
modello. Lei pensi che mentre quasi tutti gli altri comuni costieri
della Gallura hanno costruito tutto quello che potevano costruire in
base alle leggi regionali e nazionali vigenti, noi abbiamo ancora a
disposizione una cubatura enorme: un milione e quattrocento metri
quadrati. E abbiamo intenzione di utilizzarla bene, senza scempi, senza
devastazioni. Non sappiamo che farcene di tonnellate e tonnellate di
cemento, di seconde case, di villaggi turistici che portano ricchezza
solo a pochi costruttori. Casomai punteremo su insediamenti alberghieri
di qualità e su un porto turistico.
E in tutto questo il parco nazionale come ci entra?
Considero il parco nazionale della Maddalena una grande opportunità di
crescita della nostra economia. Bisogna farlo funzionare meglio. Il
primo problema da risolvere è quello della base e dei rischi di
inquinamento radioattivo. E poi vogliamo che l'attività del parco si
integri con tutto ciò che si muove nel territorio, vogliamo un rapporto
più stretto, regole di gestione chiare, che prevedano un ruolo anche per
l'amministrazione comunale. I verticismi romani non servono.
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