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Da "Il giornale di Sardegna"
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Giovedì 07 luglio Un libro sul pericolo delle basi militari nei territori Un male oscuro e invisibile
Il male invisibile, diffuso ovunque ma ancora nell'ombra. Se ne parlato mercoledì alla libreria Odradek di Sassari in via Torre Tonda alle 18.30, con un nuovo libro del Comitato scienziate e scienziati contro la guerra. Un titolo oscuro (Il male invisibile, sempre più visibile, edito da Odradek, Roma 16 euro), un sottotitolo senza se e senza ma: "la presenza militare come tumore sociale che genera tumori reali". E basta aprire una pagina a caso, leggere le ultime righe del volume, per capire che scienziati, attivisti, militari, hanno dei punti di vista in comune. Soprattutto riguardo le conseguenze negative della massiccia militarizzazione della Sardegna, dell'Italia, del globo. Già soltanto le parole di Francesco Iannuzzelli riescono bene a spiegare perché serve informare per disarmare. Membro di Peace Link storico sito di controinformazione sui danni e pericoli delle basi militari e delle guerre, Iannuzzelli chiude il testo con una riflessione limpida, senza scampo, ma con la possibilità di alternative di sviluppo alla presenza militare. A Taranto come a La Maddalena, a Capo Teulada come al Salto di Quirra. Il primo dato incontrovertibile dopo quindici anni di ricerche su Peace Leank è che il militare costa parecchio ed è fuori controllo. Giustificato superficialmente dal pericolo terrorista, il potere militare e svincolato da quello politico, spesso anche il Parlamento viene a conoscenza a posteriori di decisioni e accordi arbitrari. La nascita della base/attracco di La Maddalena, nel 1972, come il potenziamento della base di Taranto, sono decisioni americane, non italiane. Chi controlla chi, allora si chiede Iannuzzelli, per la sicurezza di chi? I piani di evacuazione in caso di incidente nucleare, rimasti segreti alle popolazioni sfiorano disperazione e ridicolo. Eppure il male invisibile è sempre più visibile: sono i morti da uranio impoverito, civili e militari. Questo male, come quello del danno ambientale ancora incalcolabile, diventa possibilità di reazione. In questo libro scritto scientificamente, senza peli sulla lingua, parlano anche loro, i militari, quelli che andavano a morire di linfoma. E parlano anche i genitori di chi non c'è l'ha fatta, morti di tumore senza andare in guerra, morti in servizio militare a Capo Teulada, morti di tumore perché abitanti di Quirra. La militarizzazione, cancro che sceglie di attaccare debolezze sociali e economiche, viene resa più visibile, alla ricerca di una cura, che si chiama economia alternativa degli enti locali, invece che fragile catena di sussistenza, indotto a termine delle basi. Di Giuseppe Marongiu
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