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"L'Unione Sarda"
| Martedì 20 settembre 2005 Il piano americano per l'Arsenale non piace ai commercianti: "Un colpo mortale all'economia"
Il nuovo piano di ampliamento della base navale americana sarebbe un colpo mortale all'economia maddalenina. Dopo gli amministratori sono i commercianti a bocciare le ipotesi di lavoro della Us Navy (se fossero confermate), per bocca del presidente della Confocommercio Franco Lullia. "Non eravamo stati favorevoli alla riqualificazione del sito di Santo Stefano con tutta quella previsione di metri cubi in più, a maggior ragione, se le ipotesi sono fondate, l'ipotesi ora avanzata ci trova contrari. Viene a cadere, a mio avviso, ogni possibilità di accedere ad ipotesi alternative a queste strutture che sono a disposizione della comunità locale e dei suoi imprenditori che volessero utilizzarle. Ritengo che la cessione al Governo Usa di queste strutture sia un colpo mortale all'economia locale, in altre parole si priverebbe la comunità di tentare di produrre soldi e lavoro tramite le potenzialità di quelle strutture". L'alternativa? "Mi sembra obbligata: rivoltarsi e rivolgersi in un economia da posto fisso, magari anche da guerra". Per la Confommercio in effetti un'aumentata presenza di personale sull'isola potrebbe, sulla carta, tradursi in un aumento del ritorno economico specie ne settore della distribuzione di alimenti e bevande, bar, ristoranti, pizzerie e affitti. "Il commercio maddalenino e ampio e diversificato - obbietta Lullia - e ci saranno altri settori che non verranno interessati, per cui si chiede che l'eventuale guadagno in termini monetari non sia solo per pochi, ma investa la totalità della popolazione". Insomma niente di paragonabile con ciò che può prospettarsi con il decollo di una vera economia cantieristico-turistica così come previsto da progetti per l'Arsenale. "Sarebbe tutto un'altro panorama - sottolinea Lullia - specialmente per le nuove generazioni. Altro che presenze militari straniere o italiane che siano!" Il Governo americano chiede il trasferimento per motivi di sicurezza. Ma i commercianti si pongono alcune domande. "Tutto questo cos'ha a che fare con il nostro futuro? Quali sono i vantaggi che a noi verranno? Prima di tutto, Tuttavia, credo sia importantissimo rendersi conto se queste ipotesi sono solo ipotesi o se c'è qualcosa di vero. In tal caso una mobilitazione di tutte le forze produttive mi pare l'unica risposta da dare, e di questo deve farsi carico l'amministrazione". Per il rilancio la società Giee è gia pronta Per la riqualificazione dell'Arsenale erano in corsa almeno quattro progetti. A essere ritenuto più completo risulterebbe essere quello della società sardo-francese Giee che prevede una struttura per la costruzione, riparazione, rimessaggio di yacht d'altura, sino a 40 metri di lunghezza, centri commerciali e alloggi per il personale imbarcato. Per realizzare l'opera la Giee ha fatto degli studi e previsto investimenti sino a 90 milioni di euro con personale altamente specializzato. Questo progetto, secondo le ultime notizie, sarebbe stato vagliato positivamente dall'Agenzia Industriale Difesa, incaricata nell'ottobre del 2001 di traghettare l'Arsenale verso un futuro di tipo privatistico, e sottoposto alla competenza del Consiglio dei Ministri per gli ultimi esami. Attualmente il progetto Giee sarebbe in attesa che il ministro Antonio Martino ufficializzi la concessionedell'area arsenalizia tramite iscrizione del decreto nella Gazzetta Ufficiale. Si definerebbe a questo funto la società mista con capitale pubblico (51%) e privato (49%).
Francesco Nardini |