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Martedì 27 settembre 2005

Il piano di emergenza nucleare sarà reso pubblico a ottobre

  Che cosa ci sia scritto in quei 150 fogli se lo sono chiesti in parecchi. Perché, sinora, del Piano di Emergenza nucleare dell'Arcipelago di La Maddalena, si conosce solo un riassunto striminzito e poco convincente. Il mistero sarà svelato a ottobre: alla popolazione maddalenina verrà illustrato il piano consegnato a maggio ai sindaci della prefettura di Sassari. Che ha anche previsto due simulazioni di incidente: senza evacuazione, però, in quanto ritenuta non necessaria.

  La questione del piano d'emergenza, dei pericoli legati alla presenza della base Usa a Santo Stefano, è rimbalzata ieri mattina nella sala consiliare di Poltu Quadu. Il presidente della provincia Pietrina Murrighile ha manifestato la sua preoccupazione al comitato per l'ordine pubblico. "La Maddalena è un obbiettivo sensibile - ha detto - per questo occorre adeguare misure adeguate in direzione di una maggiore sicurezza in quel territorio e in tutta la Gallura".

  Concetti ribaditi dal sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti. "La comunità è allarmata - ha detto - anche alla luce delle notizie recenti sul possibile raddoppio della Base Usa. E il piano di emergenza da seguire in caso di incidente nucleare presenta ancora troppi lati oscuri".

  Immediata la replica del prefetto Salvatore Gullotta.

  "Il piano sarà illustrato alla popolazione il prossimo mese. A ottobre tutti i dettagli saranno resi noti, in modo che la gente sappia come comportarsi se malauguratamente dovesse verificarsi un incidente. Per questo sono previste anche due simulazioni, durante le quali verrà seguita la procedura stabilita nel piano". Dalla quale è esclusa l'ipotesi di evacuazione per gli abitanti della Maddalena. Che farebbero molto meglio a rimanere nelle proprie case mentre il rimorchiatore trascina al largo il sommergibile incidentato. Il piano però non impedisce un allontanamento necessario alle: in questo caso verrebbe garantito un deflusso ordinato. L'evacuazione è al contrario prevista per le persone residenti a Capo d'Orso: in questo caso l'allontanamento obbligatorio è ritenuto necessario.

  Il piano disposto dalla Prefettura è stato consegnato a maggio ai sindaci dei comuni galluresi che gravitano intorno all'Arcipelago della Maddalena. Dopo anni di richieste, diventate più intense dopo alcuni episodi inquietanti: il più grave al sottomarino Hartford accaduto nell'ottobre del 2003.

  Tra i punti essenziali, a parte le apparenti contraddizioni sulla questione dell'evacuazione, nel piano figurano il controllo della contaminazione del suolo e la disposizione di interventi sanitari in caso di incidente. Nel piano viene sottolineata anche la necessità di effettuare anche la necessità di effettuare simulazioni. Le prime sono previste il prossimo mese. A quel punto la popolazione potrà rendere conto se con quel piano nel cassetto sarà possibile dormire sonni tranquilli.

 

 

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