 Il
sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, a sorpresa, ha reso pubblico il
Piano di emergenza in caso di incidente nucleare nella base di Santo
Stefano. La consegna alla stampa è stata effettuata tramite l’Ufficio
relazioni con il pubblico del Comune. Si è trattato di una consegna formale:
non di una conferenza stampa, come usuale in queste circostanze, senza
commenti da parte dell’amministrazione.
Il Piano è da oggi disponibile per qualunque cittadino che ne faccia
richiesta all’Ufficio relazioni pubbliche. Si tratta del Piano che il
Prefetto di Sassari aveva consegnato al sindaco a maggio e per il quale era
attesa una discussione in consiglio comunale prima della consegna alla
popolazione: il sindaco ha ha deciso di informare la cittadinanza, come
previsto nel Piano stesso.
In sostanza il primo cittadino deve provvedere, insieme agli altri enti
competenti (capitaneria, carabinieri, vigili del fuoco e questura) a
definire un piano operativo, a organizzare la struttura e i mezzi
occorrenti, evacuazione compresa, a informare la popolazione dei dettagli di
questo Piano operativo e a organizzare le simulazioni.
Il piano è basato su alcune ipotesi di incidente ed è articolato in alcune
contromisure: è destinato a contrastare gli effetti del massimo disastro che
possa avvenire: la fusione del nocciolo che si verifica se un reattore
nucleare, fuori controllo, raggiunge temperature tanto elevate da arrivare
appunto a fondere. Al verificarsi di questa ipotesi si avrebbe la diffusione
di una nube radioattiva e una ricaduta di isotopi radioattivi di entità di
gran lunga superiore ai limiti considerati tollerabili, con conseguenti
danni per la popolazione.
La contromisura prevista è l’allontanamento del sottomarino, trainato al
largo da un rimorchiatore, fattoche, secono il Piano eliminerebbe i danni
per gli abitanti. Durante l’allontanamento con il rimorchiatore, il
sottomarino transiterebbe in vicinanza dei residenti nella zona di Capo
d’Orso, che per questo motivo dovrebbero essere evacuati forzatamente,
mentre per la restante popolazione (dell’isola o di Palau o di Cannigione)
l’evacuazione è prevista solo per decisione volontaria: nel caso dei
turisti, è prevista una priorità di evacuazione, non disponendo gli stessi
di idonei ripari.
Secondo Gian Carlo Fastame, radio-chimico maddalenino che si è più volte
espresso sul tema della radioattività nell’arcipelago, il piano «è del tutto
inadeguato, non congruente con tutti i Piani di emergenza internazionalmente
accolti in sede Iaea, del tutto difforme da questi e dagli analoghi Piani
che anche la Us Navy ha predisposto per i porti di casa, come a San Diego in
California».
«È un Piano che non sta in piedi - prosegue -: la principale contromisura,
l’allontanamento del sottomarino avente in atto la fusione del nocciolo è di
una ingenuità disarmante: la fusione comporta infatti anche la fusione del
contenitore e poi dello scafo».
Andrea Nieddu
|