Scrivici

CRONACHE

ISOLANE

Link's
Home Page

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2005

 Vedi come pubblicizzare un evento si questo Sito 

La Nuova Sardegna"

 

GIOVEDÌ, 29 SETTEMBRE 2005
 
«Arsenale, ecco la truffa Usa»
 Sanna: «Il piano per l’ampliamento è nato 3 anni fa»

 

    Le recenti rivelazioni sul previsto ampliamento della base Usa alla Maddalena continuano ad avere un effetto dirompente sull’opinione pubblica sarda. Ma il piano infrastrutturale non è sorto come un fungo nello spazio di una notte. E’ da oltre tre anni che la Marina Militare statunitense ha ufficializzato le proprie esigenze di “consolidamento” nell’arcipelago.
 A sostenerlo è Salvatore Sanna, ex componente del Comipa. Nel giugno del 2003 ne era arrivata comunicazione al sindaco della Maddalena: scriveva, per conto del Pentagono, il commodoro E.J.Gardiner, allora comandante della Us Naval Support Activity. «L’attuale dispersione geografica delle nostre strutture - scriveva il commodoro - e la conseguente distanza tra esse, la visibilità di alcune, poste al centro dell’abitato, concorrono a complicare le nostre attività di controllo, oltre che le normali funzioni operative».
 Sanna aggiunge che l’ufficiale in questo notava l’obbligo di adeguamento alle nuove disposizioni antiterrorismo, alla necessità di alleggerire l’impatto dei loro veicoli sul traffico cittadino nel centro dell’abitato, e clamorosamente giustificava l’operazione di consolidamento con «il nostro impegno, di grande rilievo, a limitare la possibilità di rischio per la popolazione».
 «Gardiner - sostiene Sanna - avanzò a questo punto le richieste della Us Navy, addirittura, quali formali osservazioni al Puc, che in quel momento viveva la sua fase di pubblicità prima della definitiva approvazione: 10 ettari contigui di terreno privato, non costiero e lontano dal centro abitato, da impegnare per «una base di supporto logistico» nell’isola madre dell’arcipelago. Nel materiale di supporto alle richieste, il Comando statunitense prevedeva, invece, almeno 15 ettari in un’unica soluzione o in due aree contigue. Avendo particolare bisogno di caserme i documenti informalmente diffusi dalla Nsa davano notizia che: “Il Ministero difesa italiano ha offerto Arsenale west, Faravelli e le baracche Sauro per il consolidamento”. La Navy oppose all’offerta delle obiezioni riferite a problemi di sicurezza».
 «Oggi sappiamo - riprende Sanna - che le obiezioni erano strumentali a un disegno di captatio benevolentiae della giunta comunale in carica, che doveva dare il consenso al progetto truffaldino su S.Stefano. Solo un anno prima, infatti, il Comando Navale Usa in Europa aveva richiesto l’intera area dell’Arsenale, e oggi pianifica senza remore sul southwestern Arsenale (Molo Carbone, Cala Camiciotto, ed eliporto) e sulle ex caserme Sauro e Faravelli, oltre che sulle aree di Moneta-Vaticano, e su tutto il comprensorio militare di Santo Stefano, tunnel compreso.
Andrea Nieddu

 

GIOVEDÌ, 29 SETTEMBRE 2005
 
Amici della terra e Gruppo intervento giuridico
 «Manca la valutazione d’impatto ambientale»

«Le notizie sulle dimensioni reali del progetto di ampliamento della base Usa a Santo Stefano confermano quanto sostenuto dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’intervento Giuridico e dall’onorevole Monica Frassoni. È semplicemente scandaloso - spiega Stefano Deliperi, responsabile del gruppo Amici della terra - che una base militare non in disponibilità delle Forze armate nazionali e situata in un parco nazionale, venga ampliata senza che si conoscano i termini della sua installazione, risalente a un accordo del 1972 mai ratificato dal Parlamento italiano. Tale ampliamento non è stato sottoposto ai procedimenti di valutazione di impatto e incidenza ambientale, in contrasto con la normativa comunitaria». Si ignora, inoltre, se siano state conseguite le necessarie autorizzazioni riguardo la normativa di tutela paesaggistica. Nei mesi scorsi era pervenuta risposta da parte della Commissione europea all’interrogazione parlamentare di Monica Frassoni, in relazione al primo lotto dei lavori di ampliamento e la realizzazione di alloggi in varie zone della Maddalena. La Commissione ha confermato che i lavori sarebbero dovuti essere preceduti dalla valutazione di incidenza ambientale. Per questo le associazioni Amici della Terra e Gruppo d’intervento Giuridico hanno inoltrato una serie di esposti alle pubbliche amministrazioni, agli organi comunitari e alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania. (a.n.)
 

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2005

 

Home Page