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Da "L'Unione Sarda"

 

Martedì 04 ottobre 2005

Soru: è questo il momento giusto per mandar via gli americani

 

Strano a dirsi ma la libertà,dopo decenni di schiavitù, può far paura. E così succede come nei film, che chi sta per uscire di galera dopo averlo desiderato ogni minuto della sua prigionia abbia paura a varcare il cancello che lo riporta alla vita vera. Lo stesso timore, dice il governatore della Sardegna Renato Soru proiettando le sue riflessioni sul grande schermo e riportandole nell'Isola, può essere che sia vissuto dalle popolazioni sarde che ospitano le basi militari americane, smarrite di fronte al dubbio di che cosa potrà succedere una volta partiti gli americani. Ma «non saranno soli, ci saremo noi ad aiutarli» assicura Soru, e rilancia: è questo il momento giusto per resistere all'allargamento e insistere sulla smobilitazione. Perché, spiega intervenendo in Consiglio regionale,«una persona importante e in qualche modo sarda, a colloquio con l'ambasciatore Usa,avrebbe saputo e ha riferito che il governo americano» sull'ipotesi di lasciare l'Isola «ci sta riflettendo». Ed è questo mo-

Il presidente della Regione, Renato Soru

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Il dato

La mobilitazione

■■ I sardi devono mobilitarsi per mandar via le basi Usa,come è successo a Portorico con un referendum popolare. Anche per questo a novembre, ha ricordato Paolo Pisu di Rc, ci sarà la quarta marcia della pace.

.MA IL PROGETTO più ambizioso è quello degli americani per La Maddalena. La base - è scritto nel Piano segreto di ampliamento in possesso del presidente della Regione Renato Soru - avrà le sue dimensioni triplicate e ospiterà più unità da guerra e militari. La Us Navy scrive tra l'altro che lo Stato Maggiore italiano ha già promessola disponibilità dell'Arsenale. Ma Gli Usa vogliono anche i depositi sotterranei di armi italiane (a Santo Stefano) e Punta Rossa (Caprera) dove creare un punto di addestramento e di partenza per i Navy Seals, le truppe speciali per operazioni di commandos e di attacco segreto. A Punta Rossa gli incursori americani si addestreranno insieme agli italiani del Comsubim, i nostri commandos di marina.

TEULADA resta infine cruciale per le forze armate italiane,degli Stati Uniti e dei paesi alleati o disposti a pagare pe l'affitto del poligono. In questi giorni il mare e la costa del Sulcis sono bombardate e cannoneggiate da decine di navi e aerei da guerra, colpite con i mortai e gli obici, devastate da ondate di attacchi in grado di piegare la resistenza degli eserciti di gran parte degli Stati del mondo. Si tratta delle operazioni della manovre denominate “Destined Glory 2005”,promosse e condotte nell'ambito dell'alleanza della Nato. Anche a Teulada da qualche anno c'è una crescita dell'impegno militare in termini di quantità e qualità: un'altra prova che la Sardegna non sarà più soltanto una “palestra” militare,bensì la portaerei dalla quale scagliare gli attacchi sul Mediterraneo,il Medio Oriente e il Golfo Persico. ■

 

 Alla Regione sono arrivati, in maniera irrituale, documenti della Navy Agency Support che parlano della triplicazione dell'insediamento militare della Maddalena,dove si era partiti con una nave appoggio a Santo Stefano e ora si sta verificando una vera e propria occupazione con l'assenso della Difesa, che nonostante le richieste di chiarimento non ci ha finora dato risposte,così come non l'ha fatto l'ambasciatore. Nei documenti si dice che c'è già l'assenso del governo all'ampliamento e che bisogna fare in fretta perché c'è un momento non favorevole nella politica regionale. Ma io penso - incalza Soru - che c'è un momento non favorevole in tutti i sardi». A Teulada, poi, «l'esercitazione di questi giorni è un vero sopruso deciso dal ministro della Difesa - accusa Soru ricordando il protocollo che riconosce le indennità ai pescatori ma insiste anche sul riequilibrio delle servitù - nonostante il “no” deciso nella commissione paritetica Stato-Regione dopo la mancata risposta all'allarmante quesito che, in quelle esercitazioni, si sarebbe fatto uso di uranio impoverito,quesito che angoscia tutti i sardi. Il disciplinare d'uso di Capo Teulada scade il prossimo 12 dicembre ed è probabile che sia rinnovato. Rimarrà la clausola della sperimentazione di tecniche, armi e sostanze? Noi cercheremo, anche su richiesta del sindaco, di levare questa condizione che dipende esclusivamente dall'autorità militare». ■

Il dato

Centrodestra: Pariliamone

■■ Il centrodestra è disponibile al confronto sulla presenza militare in Sardegna. L'ha detto Giorgio La Spisa, capogruppo di Forza Italia. «Ma occorre liberare il confronto (sempre che questo ci sia) - ha precisato - cioè innalzare il livello dallo scontro attuale al confronto concreto con Stato. Occorre dare all’iniziativa un equilibrio politico per arrivare a risultati concreti che portino ad un ridimensionamento delle servitù e ad un controllo ambientale nelle zone usate come poligono di tiro». Mario Diana di An ha sollecitato Soru a fornire più informazioni,pur nel comprensibile rispetto della segretezza,mentre Roberto Capelli dell'Udc ha sottolineato come non si possa fare«una lotta contro lo Stato»lavorando invece a proposte politiche concrete.

 

 

 

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