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«Filigheddu non dice la verità»

 

DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005
 
«Dateci la libertà per disegnare il nostro futuro»
 L’invito: inserire il caso della Maddalena nel programma di governo della coalizione
«Chiediamo l’allontanamento graduale dei militari e la tutela degli attuali posti di lavoro»

 

 Un’altra lettera al leader dell’Unione Romano Prodi. A scrivergli, dopo il sindaco Angelo Comiti, sono i rappresentanti di tutti i partiti del centrosinistra maddalenino e dei centri limitrofi. Una lettera lunga e articolata che ruota intorno a una richiesta: la popolazione non deve essere più costretta a vivere in condizioni di “sovranità limitata” a causa della presenza Usa nell’arcipelago. Una questione che i rappresentanti del centrosinistra chiedono al candidato premier di inserire nel programma di governo, in modo che La Maddalena possa finalmente progettare in autonomia il proprio futuro.
 «Dopo avere dato tanto alla nazione - si legge nella lettera - la Maddalena non dovrà più essere soggetta alle decisioni che si prendono da lontano e non tengono conto delle legittime aspirazioni della popolazione, che con le dismissioni della Marina Italiana può contare su spazi e strutture sulle quali poggiare la propria economia e sperare in un futuro migliore dopo un periodo di continua recessione».
 Contemporaneamente alla «eliminazione programmata, in tempi congrui e certi, della presenza Usa», le forze di centrosinistra chiedono «il reinserimento in contesti adeguati dei livelli lavorativi civili attualmente in quota alla marina statunitense». Un fine raggiungibile attraverso la concessione «di tutta l’area dell’attuale arsenale militare, compresa la parte di pertinenza MariSardegna, caserme Sauro e Faravelli e tutte le aree poste a ovest e a est, dall’Agenzia Difesa a chi sarà in grado di realizzare il miglior progetto d’uso di questi spazi che - prosegue la lettera - per loro vocazione naturale dovranno essere adibiti a ospitare cantieri nautici di qualità e strutture collaterali».
 Nella lettera vengono chiariti alcuni punti riguardo alla servitù militare. «Una servitù - si legge - che nasce già illegittima perché priva del parere del Parlamento sulla ratifica d’accordi segreti bilaterali. Ora si sta procedendo a un potenziamento delle strutture, inizialmente mascherato dalla necessità di rendere più dignitosa la vita dei marines e dei nostri lavoratori. Questo “consolidamento” trasformerà, di fatto, il punto d’approdo in una vera e propria base operativa, con il conseguente aumento delle presenze di mezzi ed uomini e la costruzione di un “ecomostro” in riva al mare da più di 38mila m2 contro i 3500 di oggi». I rappresentanti del centrosinistra sottolineano anche il contrasto dato «dalla presenza di sommergibili a propulsione nucleare in un Parco Nazionale che potrebbe diventare a breve “patrimonio dell’umanità” e che l’Italia ha proposto di includere nella rete Natura 2000 di siti di conservazione istituita dalla direttiva Habitat. Nell’area - prosegue la lettera - il rischio d’incidente è molto alto, anche se minimizzato dalle autorità competenti. Così come i rischi d’eventuale contaminazione radioattiva: affermate, smentite, riaffermate e rismentite». Per finire, il piano d’evacuazione, dato all’attenzione della popolazione dopo oltre trent’anni: «Un piano che gli esperti hanno giudicato insufficiente e inutile e per avere il quale i maddalenini devono sborsare quasi 38 euro».
Andrea Nieddu

 
DOMENICA, 23 OTTOBRE 2005
 
La replica dei consiglieri Gallinaro, Bargone e Viviani
«Filigheddu non dice la verità»

 

«Quelle di Stefano Filigheddu  sono accuse ingiuste». Non stanno in silenzio i tre consiglieri comunali di maggioranza Nicola Gallinaro, Andrea Bargone e Enzo Viviani, indicati da Filigheddu (vedi foto) tra i favorevoli “all’ampliamento della base nucleare”. «Contestiamo l’infondatezza delle dichiarazioni - dicono - e il modo usato per controbattere a un’iniziativa politico-amministrativa del sindaco seria e responsabile, contrapponendo una valanga di bugie nei confronti di noi consiglieri della maggioranza». I tre, nel rivendicare in virtù del mandato popolare che gli elettori gli hanno attribuito, la piena legittimazione a governare la città nel rispetto degli impegni programmatici sottoscritti in campagna elettorale, dicono di non avere «mai barattato la presenza americana in cambio di maggiori benefici economici. E non riconosciamo a Filigheddu il ruolo di bacchettatore dei comportamenti politici altrui, visto il “rumorosissimo silenzio” da lui adottato durante il quinquennio di amministrazione Birardi, proprio in merito al problema della presenza militare alla Maddalena». I tre ritengono inoltre che «il linguaggio e le ridicole argomentazioni addotte siano espressione di una difficoltà politica, in sede locale, frutto di una totale mancanza di elaborazione e proposta programmatica già pesantemente evidenziata nella sconfitta elettorale alle ultime elezioni comunali». Concludono consigliando a Filigheddu «di dimettersi da tutte le cariche, invece di ergersi a tutore dell’etica». (a.n.)
 

 

 

 

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