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 "L'Unione Sarda" 

Venerdì 18 novembre 2005

Piano di emergenza rispedito al mittente

Il Consiglio comunale, ieri mattina, lo ha rigettato a larghissima maggioranza

 

  Il Consiglio comunale rigetta ‘in toto’ il Piano di Emergenza presentato dal Prefetto Salvatore Gullotta. Lo respinge definendolo inconsistente, imperfetto e costellato di “insuperabili contraddizioni” convenendo che l’unica forma di salvaguardia resta l’allontanamento della fonte di rischio, cioè i sommergibili a propulsione nucleare. Sulla base di questo è stato stillato un documento, sottoscritto da 15 consiglieri (hanno votato contro i due rappresentanti di “Forza La Maddalena” Francesco Bardanzellu e Giuseppe Barago, si è astenuto Antonio ornano). Il Consiglio “la necessità di una totale copertura del rischio nucleare, determinato dalla presenza della base di sommergibili nucleari nell’Arcipelago” e chiede, il fermo rigetto del Piano di Emergenza”. I consiglieri inoltre sollecitano in “sede tecnica la pronta e rigorosa riformulazione del Piano sulla base di elementi correttivi ed alternativi proposti dagli organismi istituzionali rappresentativi delle comunità interessate”. L’assemblea ha anche impegnato il sindaco a predisporre una commissione consiliare, integrata da tecnici e consulenti, per sottoporre a critica puntuale l’attuale Piano e fornire le proposte di modifica”.

  Ci sono poi state le logiche distinzioni fra gruppo e gruppo ma il documento è stato ribadito nella sostanza. Secondo Francesco Bardanzellu “la maggioranza si riempie la bocca di belle parole, ma questo è un documento politico, che chiede semplicemente l’allontanamento della base”. Roberto Zanchetta, capogruppo di maggioranza, ha sottolineato che “si chiede una revisione di quel piano proprio perché, quel pericolo deve essere fronteggiato e si devono trovare i mezzi idonei per allontanarlo”. Il piano è stato presentato sostanzialmente con delle enormi lacune “che – come ha sottolineato Pier Paolo Olivieri – la dicono lunga su come certe autorità hanno interesse per noi”. Per esempio: dov sarebbe trasportato il sommergibile danneggiato? Come attrezzare i marittimi che si imbarcheranno sui rimorchiatori chiamati ad allontanarlo? Dove e come i rimorchiatori rientreranno in base? Dove andrà il sommergibile?  Tante domande cui il Piano non da risposta “Un Piano di Emergenza non si fa senza un serio studio sui danni causati al momento e su quelli futuri sull’uomo e sulle cose – ha affermato Michele Secci, vicesindaco – sulle procedure di immediato soccorso e quelle a lunga scadenza, per cui questo che è stato presentato è uno strumento non credibile e  non applicabile”. Per Giuseppe Barago “devono lasciare che noi facciamo il Piano e ci diano i soldi per applicarlo”.

 

Francesco Cardini

 

 

Venerdì 18 novembre 2005

 

Tra gli errori l’indicazione di AirOne, che a Olbia non c’è

Per gli sfollati un volo in Canadair

 

  Che si trattasse di un Piano preconfezionato e non studiato ad hoc per La Maddalena lo si era capito subito. Checché ne dicesse il Prefetto Salvatore Gullotta nella sua accorata e inutile difesa. Un esempio: gli aerei AirOne che dovrebbero trasportare gli sfollati nella penisola, all’aeroporto di Olbia non ci sono mai stati. Pazienza, si potrebbe sempre ripiegare sui Canadair, meno capienti, certo, però sempre presenti nello scalo gallurese. E tutta l’impalcatura del Piano a non regger e non è una novità. D’altronde, lo si sapeva che era stato fatto in fretta e furia allo scopo di fermare la procedura di infrazione che la Commissione europea aveva avviato contro l’Italia, che, tanto per cambiare era in netto ritardo con l’applicazione delle direttive in materia.

 

 

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