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"L'Unione Sarda"
Venerdì 18 novembre 2005Piano
di emergenza rispedito al mittente Il Consiglio comunale, ieri mattina, lo ha rigettato a larghissima maggioranza
Ci sono poi state le logiche distinzioni fra gruppo e gruppo ma
il documento è stato ribadito nella sostanza. Secondo Francesco
Bardanzellu “la maggioranza si riempie la bocca di belle parole, ma
questo è un documento politico, che chiede semplicemente
l’allontanamento della base”. Roberto Zanchetta, capogruppo di
maggioranza, ha sottolineato che “si chiede una revisione di quel
piano proprio perché, quel pericolo deve essere fronteggiato e si
devono trovare i mezzi idonei per allontanarlo”. Il piano è stato
presentato sostanzialmente con delle enormi lacune “che – come ha
sottolineato Pier Paolo Olivieri – la dicono lunga su come certe
autorità hanno interesse per noi”. Per esempio: dov sarebbe
trasportato il sommergibile danneggiato? Come attrezzare i marittimi che
si imbarcheranno sui rimorchiatori chiamati ad allontanarlo? Dove e come
i rimorchiatori rientreranno in base? Dove andrà il sommergibile?
Tante domande cui il Piano non da risposta “Un Piano di
Emergenza non si fa senza un serio studio sui danni causati al momento e
su quelli futuri sull’uomo e sulle cose – ha affermato Michele Secci,
vicesindaco – sulle procedure di immediato soccorso e quelle a lunga
scadenza, per cui questo che è stato presentato è uno strumento non
credibile e non
applicabile”. Per Giuseppe Barago “devono lasciare che noi facciamo
il Piano e ci diano i soldi per applicarlo”. Francesco
Cardini |
Venerdì 18 novembre 2005 Tra
gli errori l’indicazione di AirOne, che a Olbia non c’è Per gli sfollati un volo in Canadair
Che si trattasse di un
Piano preconfezionato e non studiato ad hoc per La Maddalena lo si era
capito subito. Checché ne dicesse il Prefetto Salvatore Gullotta nella
sua accorata e inutile difesa. Un esempio: gli aerei AirOne che
dovrebbero trasportare gli sfollati nella penisola, all’aeroporto di
Olbia non ci sono mai stati. Pazienza, si potrebbe sempre ripiegare sui
Canadair, meno capienti, certo, però sempre presenti nello scalo
gallurese. E tutta l’impalcatura del Piano a non regger e non è una
novità. D’altronde, lo si sapeva che era stato fatto in fretta e
furia allo scopo di fermare la procedura di infrazione che la
Commissione europea aveva avviato contro l’Italia, che, tanto per
cambiare era in netto ritardo con l’applicazione delle direttive in
materia.
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