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Soru:«Non abbiate paura, vogliamo far rinascere quest’isola bellissima»
Un’intesa istituzionale tra Regione, Provincia e Comune (Leggi il testo in versione integrale)LA LETTERA: “Nessuno è mai pronto per i cambiamenti” di Salvatore Sanna
"L'Unione Sarda"
Milioni sull'Arcipelago
Il governatore divide la gente dell'isola
| SABATO, 03 DICEMBRE 2005 |
| Progetti, idee e finanziamenti per ridisegnare l’arcipelago |
| Maratona del governatore e della giunta regionale nell’isola dopo l’addio della Us Navy |
| DALL’INVIATO PIERO MANNIRONI |
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![]() . Il senso di una giornata intensa e infinita è nella battuta affilata che Soru dedica ai sindacalisti e ai lavoratori, che avevano detto le loro paure e i loro timori per un futuro orfano dello Zio Sam e chiedevano speranza e prospettive. «Il cambiamento, ogni cambiamento - dice il presidente - fa paura. Quando si nasce, per esempio, si piange, ma è meglio nascere e vivere la vita. Perché la vita vale la pena viverla». E per far capire che le sue non sono parole vuote o proclami porta alla Maddalena la giunta regionale al completo. Segnale politico fortissimo, questo. Come dire: non è una mia promessa, ma è l’impegno di tutta la Regione. Non basta. Perché Soru porta anche il disegno di un percorso ben definito per arrivare alla riconversione dell’economia con le stellette dell’arcipelago e porta perfino una robusta dote di risorse: 45 milioni di euro. E’ la benzina che serve per avviare il motore di un cambiamento radicale. Carne e sangue per un progetto di trasformazione economica, ma anche culturale. La lunga giornata comincia tra applausi e fischi, sintesi di un clima nel quale si incontrano e si condensano paure e speranze. Centinaia di persone attendono Soru in Comune. Poi, comincia subito la maratona con le delegazioni della Provincia e del Comune, guidate da Pietrina Murrighile e Angelo Comiti. Il confronto comincia alle 10,30 e si protrae fino alle 15. Emerge qui una strategia che si muove su due tempi e due livelli. Prima di tutto, tamponare l’emergenza-lavoro e mettere in moto processi di risanamento ambientale e urbanistico; poi, l’attivazione di meccanismi finalizzati a traghettare l’arcipelago verso il suo destino naturale. Cioé quello di diventare uno straordinario laboratorio nel quale si agglutinano la difesa dell’ambiente e lo sviluppo di un turismo di altissima qualità. Dopo il “vertice blindato”, l’incontro con i sindacati e con i lavoratori che si sentono in pericolo dopo l’annuncio di Rumsfeld di voler salpare le ancore della Us Navy dalla Maddalena. Soru vuole subito mettere una cosa in chiaro: lo sforzo straordinario della Regione non è finalizzato solo a salvare i circa 320 lavoratori a rischio, ma anche a dare una prospettiva ai duemila disoccupati dell’isola, drammatica conseguenza anche della lenta e silenziosa ritirata della Marina italiana. Ed ecco l’immaginifica sintesi del governatore: «La Maddalena ai primi del Novecento era conosciuta come la piccola Parigi, centro e cuore di tutta la Gallura. Questo mentre Olbia era ridotta a un paese senza ruolo. Poi, le cose sono cambiate: mentre La Maddalena restava ferma, all’ombra delle sue piccole sicurezze date dai militari, la Gallura si è messa a correre, a crescere, mostrando un eccezionale dinamismo nell’interpretare il turismo. Ora è saltato il tappo e l’arcipelago può cominciare a sognare il destino che merita». Per quanto riguarda i dipendenti civili della Us Navy, l’impegno è quello di “rianimare” la legge 98 del 1971 che consentirà un loro passaggio alla pubblica amministrazione. Una partita alla quale lo Stato non può certo sottrarsi. Per quanto riguarda i lavoratori dell’indotto, c’è pronta una serie di iniziative per riconvertirli. In questo quadro il parco gioca ovviamente un ruolo fondamentale. Ma per Soru deve essere cancellata l’anomalia che vede un sindaco e un presidente che governano nello stesso territorio. La soluzione del governatore è semplice: «Si devono cambiare le regole: il sindaco deve essere anche presidente del Parco». Le prime risorse per mettere in moto la riconversione, arriveranno con l’alleggerimento dal bilancio del Comune delle spese idriche che passeranno ad “Abbanoa”. Non poco, visto che si parla del 25% del bilancio. Con una linea diretta con la giunta, poi si attiveranno cantieri per rimettere a posto scuole, infrastrutture e sanità e si procederà subito alla riqualificazione ambientale. Anche dai rifiuti e dal loro riciclo c’è un progetto per creare impresa e occupazione. Sfogliando il programma, ecco un altro milione di euro (riprogrammabile) per un’iniziativa mutuata dall’esperienza di Barcellona: il ridisegno della città con la formula “Maddalena si fa bella”. E ancora: soldi per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Garibaldi, per valorizzare la casa di Caprera dell’Eroe dei due Mondi, offrire l’isola come set attraverso la “Film Commission”, cinque milioni di euro per l’edilizia sociale e automatico recupero delle vecchie batterie che saranno ristrutturate. Ma il cuore intorno al quale ruota tutto è l’Arsenale. Il ministro Martino ha fatto capire molto chiaramente a Soru che rispetterà l’articolo 14 dello statuto speciale sardo. Per questo motivo, la struttura passerà alla Regione che favorirà la nascita di un polo cantieristico navale di altissima qualità. «Avrà l’Arsenale - dice Soru - chi presenterà il progetto più funzionale allo sviluppo che abbiamo pensato e non quello economicamente più conveniente». Sono poi pronti altri 15 milioni di euro per il piano integrato di sviluppo. Soru fa capire che gli investitori non mancano: «Anzi, c’è un eccesso di domanda». Alla fine, il tutto viene condensato in un’intesa istituzionale firmata a tarda sera tra Regione, Provincia e Comune. Un’indiscrezione: La Maddalena avrà una sua specificità anche nel nuovo piano territoriale paesistico. Tra i commenti, da registrare quello dell’ex sindaco dc Pasqualino Serra che ha sempre avuto un rapporto difficile con i militari americani: «Viviamo in un campo di grano con spighe grosse e pesanti. Ci occorre solo la trebbia per raccogliere tutta questa ricchezza». E poi la soddisfazione del consigliere provinciale Pierfranco Zanchetta: «Sta cominciando una nuova stagione grazie al sostegno della Regione. E il governo deve essere impegnato nel risarcimento a quest’isola che tanto ha dato allo Stato. Il primo passo è il salvataggio dei posti di lavoro a rischio, il secondo avere gli strumenti per trasformare La Maddalena in un modello che non ha eguali nel Mediterraneo». Le critiche arrivano da Cagliari, dal capogruppo azzurro in consiglio regionale Giorgio La Spisa: «L’intervento di Soru e della giunta regionale alla Maddalena è una semplice distribuzione di ansiolitici alla popolazione. La riconversione produttiva che si renderà necessaria con l’uscita di scena dei militari richiede strategie di investimenti, tempi di realizzazione e risorse finanziarie ben più consistenti rispetto a quelle di cui si è parlato». Intanto, da Roma, il sottosegretario alla Difesa Salvatore Cicu rilancia: «Ora la Regione dovrà fare la sua parte per la riconversione economica dell’arcipelago». Soru le sue carte le ha messe sul tavolo. E per confermare che non si tratta di carte truccate dice: «Tra qualche giorno saremo di nuovo qui». |
| SABATO, 03 DICEMBRE 2005 |
| Prima i fischi poi gli applausi |
| Il governatore è riuscito a rasserenare i maddalenini |
| «Non abbiate paura, vogliamo far rinascere quest’isola bellissima» |
| ANDREA NIEDDU |
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LA MADDALENA. Si è conclusa in tarda serata la lunga giornata della visita del presidente Soru e della giunta regionale alla Maddalena. Una giornata terminata con l’assemblea popolare durata oltre un’ora e mezzo. Il momento conclusivo è stato quello che ha permesso a Soru di parlare per la prima volta ai maddalenini, dopo che era toccato a lui stesso annunciare l’abbandono da parte della marina militare Usa della base di Santo Stefano, all’uscita da un incontro col ministro Martino. Le contestazioni di un gruppo di lavoratori italiani della base Usa che al suo arrivo si erano confuse con gli applausi, si sono poi trasformate nel corso della giornata in un dialogo molto fitto e costruttivo tra i tre esecutivi: quello regionale, comunale e provinciale. Ma c’è stato anche un approfondito confronto tra la giunta regionale e le delegazioni dei rappresentanti civili della base americana, le organizzazioni sindacali e quelle produttive, quella con i gli ex sindaci prima di una partecipata assemblea popolare. Nonostante le molte cautele che lo stesso presidente Soru ha riconosciuto come legittime, il governatore ha rassicurato e incoraggiato la gente parlando di ottimismo, continuando a ripetere la metafora del «campo di grano dentro il quale non si può morire di fame». E paragonando l’arcipelago di La Maddalena ad un immenso patrimonio naturalistico ambientale. Durante l’assemblea, interrotta da molti applausi, il presidente Soru ha riepilogato i termini delle questioni approntate nel corso della giornata. E’ stato lo stesso Soru ad indicare la loro entità in 15 milioni di euro, 10 milioni nel bilancio del regionale e cinque prelevati dal CIPE. La cifra più consistente riguarderà un investimento nell’edilizia economica popolare, operazione che permetterà di liberare gli edifici e le aree attorno all’arsenale ed in alcuni casi nelle batterie militari. A rasserenare gli animi, sono stati gli appelli che il presidente Soru ha lanciato non solo ai dipendenti italiani all’interno della base, ma anche a quei 2000 disoccupati dell’isola che attendono un posto di lavoro. «Non abbiate paura, vi saremo vicini per far rinascere questa meravigliosa isola che merita tutta la nostra attenzione, quella della provincia e del governo. Per i 300 lavoratori della base e dell’indotto c’è la sicurezza che il lavoro può arrivare, finalmente, più facilmente che da una attività militare che faceva da tappo e da muro di sbarramento, da un’altra attività di sviluppo, come gli altri paesi limitrofi o città della costa circostante hanno dimostrato. Ora ci sarà la possibilità di dare lavoro a quelli che potrebbero perderlo, ma anche a chi un lavoro non l’ha mai avuto». |
| SABATO, 03 DICEMBRE 2005 |
| Un’intesa istituzionale tra Regione, Provincia e Comune |
| Ecco la sintesi dei dieci punti sui quali si fonda l’inizio del processo di riconversione |
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1. L’area dell’Arsenale, che ha perso le sue originarie funzioni, è parte integrante del sistema urbano e che come tale deve essere utilizzata. 2. Dimissioni di Soru da presidente della Comunità del Parco a favore del sindaco. E’ indispensabile andare oltre l’attuale legislazione e far sì che la comunità della Maddalena sia messa nelle condizioni di governare, d’intesa con la Regione e la Provincia, il proprio territorio. 3. Impegno della Regione ad attivare un processo di sviluppo economico integrato, ecosostenibile e alternativo alla monocultura militare, che si fondi sull’incremento del turismo di qualità. 4. Sviluppo delle strutture sanitarie nell’isola. Sarà costituita una Rsa, per la quale ci sono già finanziamenti e progetti. 5. L’onere della gestione del sistema idrico comunale sarà assunto dalla società Abbanoa entro il 28 febbraio. 6. Finanziamento delle celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi e disponibilità per un milione e 200 mila euro per la riqualificazione del territorio comunale. 7. Per l’edilizia residenziale a carattere sociale è destinata una quota di risorse non inferiore a 5 milioni di euro. I proventi dalla dismissione dell’Arsenale saranno totalmente impiegati per l’edilizia popolare. 8. Tavolo tecnico per affrontare la particolare situazione di Caprera. 9. La peculiare condizione della Maddalena sarà riconosciuta nella programmazione urbanistica, favorendo la crescita del settore turistico e la creazione di strutture alberghiere diffuse nel centro cittadino. 10. Quindici milioni di euro da utilizzare nel finanziamento di specifici progetti di sviluppo. |
| SABATO, 03 DICEMBRE 2005 |
| LA LETTERA |
| “Nessuno è mai pronto per i cambiamenti” |
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Oggi La Maddalena è nella condizione del contadino della
vecchia favola russa che addormentato subì l’intrusione attraverso la
bocca aperta di un serpente che gli occupò il ventre, costringendolo
con violenza a vivere secondo le sue pesanti esigenze. Dopo un po’ di
tempo, che sembrò al povero malcapitato un’eternità, come era
all’improvviso entrato il serpente altrettanto improvvisamente strisciò
fuori dal corpo del contadino. Inizialmente l’uomo fu preso da una
grande gioia per la liberazione, ma ben presto si rese conto di non
sapere che cosa fare. Nel periodo del dominio assoluto del serpente egli
si era ormai abituato a sottomettere la sua volontà alla volontà di
quello, aveva perso la capacità di desiderare, di tendere a qualcosa,
di agire autonomamente. Con la fuoriuscita del serpente si sentì
svuotato, e invece della libertà gli sembrava di aver trovato il vuoto.
Fino a quando non riprogettò autonomamente la propria vita. |
| SABATO 3 DICEMBRE 2005
Milioni sull'Arcipelago La Regione promette, sindacati perplessi, fischi e applausi Una manciata di milioni sul piatto lasciato improvvisamente vuoto dagli americani migliora l'umore dei maddalenini. E Soru può chiudere con un vantaggio ai punti il primo round nella partita dell'Arcipelago. I fischi del primo mattino (confusi tra gli applausi) si dissolvono nella partecipatissima assemmblea pubblica, finita poco prima delle 20. Il tour de force della Giunta regionale si conclude dopo dieci ore di di confronti serrati nel palazzo municipale. La cittadinanza apprezza, anche se l'incontro lascia un po' d'amaro in bocca a Cisl e Uil, che in serata diffondono un comunicato: "I lavoratori della Base di Santo Stefano si confermano fortemente preoccupati per la scarsità di proposte di riconversione in chiave produttiva". La Cgl non ha voce perché non esiste. O meglio, non può esistere: il sindacato di Epifani, infatti, non è riconosciuto come interlocutore dagli americani. UN ANNO AL MASSIMO Soru non fa sconti sui tempi di dismissione della base e conferma le opzioni 6 o 12 mesi "non perché l'abbia deciso io, solo che l'esperienza delle basi americane smantellate nel mondo va in questa direzione". Il governatore punta dritto verso il turismo: "quest'isola ha una grande occasione, può seguire una volta per tutte la propria vocazione, rimasta per troppo tempo imbrigliata in un'economia legata esclusivamente allo sviluppo militare". E sulla strada del rilancio turistico ci sarebbero i soldi pronta cassa, almeno così assicura Soru, riservati alla Maddalena. Quindici milioni (10 regionali, 5 del Cipe) dovrebbero far partire un piano integrato di sviluppo per favorire iniziative a sostegno del turismo. Tre milioni e 800 mila euro arriveranno per il recupero del centro storico, un milione e 200mila euro entreranno in scena per la partita "Maddalena fatti bella" (definizione del governatore) piano di recupero ambientale dell'Arcipelago. PIOGGIA DI EURO Finanziamenti in vista anche per l'illuminazione, strade e nettezza urbana. Alla fine fanno una quarantina di milioni, compresi i 5 che la Regione riserverà all'edilizia residenziale. Più avanti un'altra quota di risorse arriverà dalla vendita dei beni dismessi dal ministero della Difesa. A questo proposito Soru reclama le aree gia lasciate allo Stato "Spettano alla Regione subito, come prevede lo statuto dell'autonomia". "CHI CI PAGA IL MUTUO?" Insomma, a sentire il presidente, il tramonto delle stellette (la lenta dismissione della Marina aveva già affogato l'economia dell'isola) sta aprendo scenari scintillanti per l'Arcipelago Parco. I dipendenti della base americana (180 diretti, 140 legati agli appalti esclusivi) però invocano misure certe per l'immediato: "Chi me lo paga il mutuo", appena resterò senza lavoro?" s'interroga un maddalenino durante l'assemblea con la Giunta Regionale. C''è grande preoccupazione tre il dipendenti della "Gema", società che fornisce energia elettrica ai sommergibili Usa. "Siamo una quarantina di dipendenti ad altissimo rischio" dice il potravoce, Tonio Di Maio. "Otto andranno a casa a fine anno. per gli altri il futuro sembra segnato". Il governatore cerca di tranquillizzare gli animi e sembra aver pronta la soluzione, almeno per i 180 dipendenti diretti della Us. Navy. "Una legge statale del '71 assicura la mobilità per chi lavora nel settore difesa". I dipendenti passeranno ad altri incarichi, magari in capo ad altre amministrazioni". Un dubbio: La Maddalena ha davvero le strutture pubbliche in grado di riassorbire tutto il personale? Soru si dice sicuro di tempi brevissimi per il passaggio all'era del turismo assoluto. E fa leva sull'orgoglio maddalenino per incassare consensi: "Vi ricordate quando per tutti i sardi eravate la piccola Parigi? La Maddalena è stato per decenni il centro di riferimento riferimento della Gallura. Palau era solo un ormeggio, Olbia un paesotto agricolo. Poi c'è stato il boom turistico e l'isola ha deciso di tagliarsi fuori per dedicare l'attenzione esclusivamente al mondo militare. Ora è tempo di cambiare. Quest'isola è un paradiso ambientale, vivete su una scommessa vincente". Il presidente picchia duro sul Parco: "Credo nell'istituzione Parco, sia chiaro. Ma qua non capisco proprio come funziona. Ci sono entrate di cui non si sa nulla" Ente nel mirino, dovrebbe scomparire e fondersi con il Comune. Presidente del Parco dovrebbe essere il Sindaco". Sulla situazione della Maddalena su esprime anche il sottosegretario alla difesa Cicu: "Con l'addio agli americani serve un impègno concreto dalla Regione per garantire al più presto un piano di sviluppo alternativo dell'Arcipelago. Il riequilibrio delle servitù militari e sacrosanto". Giulio Zasso
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| SABATO 3 DICEMBRE 2005
Polemiche e battimani in Comune Il governatore divide la gente dell'isola Il primo ad abbandonare l'aula è stato il consigliere comunale Franceschino Bardanzellu (Forza La Maddalena) Non ha gradito che l'amministrazione regionale fosse venuta per "discutere su problemi che no ci riguardano, si doveva discutere solo della crisi economica che si aprirà con l'allontanamento della Base americana, mi aspettavo - ha detto Bardanzellu - che con chiarezza Soru ci elencasse le misure per fronteggiare questa emergenza.. Poco prima di lasciare l'aula, il consigliere ha avuto un serrato botta e risposta con Soru, al quale ha rimproverato di non conoscere la drammaticità del momento che vedrà dall'oggi al domani parecchia gente restare senza risorse. Avrebbero fatto meglio, Soru e la sua Giunta, a restarsene a Cagliari, ha detto Francesco Vittiello, insegnate, ex consigliere d'opposizione, "e non venire qui a prenderci in giro, ha trovato una popolazione fin troppo accondiscendente che non ha il coraggio di fare quello che stanno facendo le popolazioni dei 24 comuni del Gennargentu. Se avessimo avuto una spina dorsale non avremmo dovuto farlo sbarcare" UN GESTO DI CORAGGIO "Credo che Soru abbia fatto un gesto di coraggio e responsabilità a venire qui" dice Vittori Roych di Palau, "mi sono battuta da sempre contro la presenza americana, che il suo arrivo dimostra che ha a cuore i problemi della popolazione". Con lei Gabriella Bossolo, santateresina: "Il problema della presenza americana riguarda tutta la Gallura non solo La Maddalena, dobbiamo lottare assieme per dare un futuro migliore alla gente". Dello stesso parere Pinp Piras, imprenditore: "Credo in Soru e nelle sue iniziative. Andrà avanti perché è un tosto che non si tira indietro davanti alle difficoltà". Preoccupata Gaetana Frassetto, imprenditrice: "e' un momento difficile per noi e bene ha fatto il presidente a venire qui. Ora ci dica come possiamo uscire dalla crisi, ci fornisca i mezzi per farlo", poi aggiunge: "Un idea c'è l'avrei: creiamo la zona franca" Francesco Nardini
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