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La Nuova Sardegna"

 

MARTEDÌ, 13 DICEMBRE 2005

 

 

Escalation di linfomi e leucemie

E adesso esiste anche un “caso La Maddalena”


 

CAGLIARI. I numeri confermano che un problema esiste. Ed è tanto concreto e rilevante da essere considerato un “caso”: alla Maddalena l’incidenza del linfoma non Hodgkin è superiore alla media regionale in un ordine di grandezza statistico molto significativo. Arriva addirittura a un “eccesso” del 178%. Dunque, dopo circa due anni, viene confermata quella tendenza segnalata dal Registro Tumori di Sassari, che aveva pubblicato un monitoraggio sull’incidenza delle neoplasie nel nord Sardegna, nel periodo 1993-97.
 Tra le neoplasie con un trend superiore alla media regionale, i tumori alla vescica e alla pleura e, appunto, i linfomi e le leucemie. I dati forniti ieri a Cagliari in qualche modo appannano i risultati rassicuranti forniti dall’Apat nella primavera di quest’anno. Prematuro, per adesso, parlare di rapporto causa-effetto. Cioé avanzare ipotesi su cosa provoca questa drammatica “anomalia maddalenina”. Per questo ci vorranno ulteriori approfondimenti con analisi mirate e verifiche ambientali. E’ comunque importante che si sia arrivati a un dato scientifico chiaro dal quale partire per poi cercare di capire.
 E che il cuore del problema sia proprio alla Maddalena, è provato da una verifica fatta sulla mortalità censita nelle popolazioni residenti in un cerchio di 84 chilometri centrato sulla Maddalena. Ebbene, l’analisi geografica mostra che gli eccessi di mortalità osservati tra gli uomini sono localizzati nell’isola e non «fanno parte di un andamento di larga scala». Tanto che nelle note dello studio presentato ieri a Cagliari si dice esplicitamente: «Usando i ricoveri o i dati di prevalenza il cluster di linfomi non Hodgkin nel sesso maschile appare confinato all’isola».
 Interessante anche l’analisi dell’andamento temporale nel ventennio 1981-2001. Gli eccessi di tumori del sistema linfoematopoietico e il linfoma non Hodgkin sono confermati per le donne, con punte nel periodo 1994-1998 rispettivamente del 150% e del 123%. Anche per gli uomini è confermata la tendenza. Colpisce il fatto che esiste un aumento progressivo delle patologie del sistema emolinfatico che da un +29% (sempre rispetto alla media regionale) dei primi anni Ottanta, passa a un significativo +105% negli ultimi anni considerati (1999-2001). Insomma, è come se, col tempo, sia diventato più aggressivo l’agente (o gli agenti) patogeno.
 Non possono essere poi sottavalutate le cifre che si riferiscono ai tumori della vescica e della pleura. Anche in questi casi, infatti, sono stati registrati eccessi statistici che devono far riflettere. Per quanto riguarda le forme neoplastiche alla vescica, infatti, siamo su un ordine statistico addirittura del +121%.
 La fotografia della situazione mostra dunque segnali che non possono non preoccupare. Tali da definire addirittura un “caso”. Ora comincia la fase più delicata e difficile: quella dell’identificazione delle cause. La ricerca non può non tenere conto dell’anomalia maddalenina: la forte presenza militare.
 Anzi, forse proprio questo sarà il filo conduttore del prossimo capitolo dell’indagine.
p.m.

 

 

 

 

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