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La Nuova Sardegna"

MARTEDÌ, 27 DICEMBRE 2005
 
«Radiazioni e tumori, come mai si ammalano solo i maddalenini?»
LA POLEMICA Parla Terrazzoni della Uil Tucs

 «Sono passati poche settimane dall’annuncio dell’imminente dismissione della Base Usa di Santo Stefano e la sensazione che si ha e che le istituzioni abbiano già dimenticato quello che sta per succedere». Lo scrive il responsabile della Uil Tucs, il sindacato dei lavoratori del commercio e del turismo, Marco Terrazzoni: «Chi invece non lo ha dimenticato sono coloro che con frequenza quasi quotidiana denunciano la percentuale elevatissima, rispetto alla media nazionale, di maddalenini affetti da tumore - aggiunge Terrazzoni -. A proposito di queste statistiche c’è un aspetto che mi colpisce particolarmente: come mai questi raffronti vengono fatti analizzando la percentuale dei casi della Maddalena e confrontandoli con centri lontani come Cagliari? Come mai nessuno parla della differenza fra i casi della Maddalena e quelli di Palau, Santa Teresa e Arzachena? Non è che per caso le strutture ricettive di questi centri hanno un “potere terapeutico” miracoloso, in grado di annientare le letali radiazioni abbondantemente rilasciate dai sommergibili Usa? Mi piacerebbe moltissimo - aggiunge il sindacalista - conoscere le percentuali di questi comuni, se non altro per capire se i radioattivi siamo solo noi o anche gli ospiti di Tom Barrack».
 Ad ogni modo, secondo Terrazzoni, all’orizzonte ci sono solo tante nuvole nere. «Qualche giorno fa, in occasione della sua visita a Cagliari - spiega - il ministro Pisanu ha dichiarato che l’Arsenale militare di Moneta non è un bene dismissibile del Ministero così come lo sono le strutture di Santo Stefano, e che sarà l’Agenzia Industrie Difesa a valutare il progetto migliore di riconversione. Un po’ come dire: maddalenini mettetevi comodi perchè il vostro futuro lo organizzeremo noi. Durante la visita estiva del governatore Soru alla Maddalena, in un incontro con la cittadinanza, l’allora consigliere comunale di maggioranza Diego Cannas chiese al Presidente come mai la Regione avesse bocciato il Puc ed egli rispose testualmente: “Così come lo avevate fatto non andava bene, ve lo rifaremo noi e sarà sicuramente migliore”. Sarebbe a dire: maddalenini mettetevi da parte perchè vi diremo noi dove potrete costruire e dove invece non potrete toccare niente - aggiunge Marco Terrazzoni -. La Marina militare italiana ormai non rappresenta più una fonte economica degna di rispetto se si considerano i vincoli che impone sul territorio, basti pensare al numero enorme di immobili militari, per lo più inutilizzati dei quali tuttavia Marisardegna custodisce gelosamente le chiavi. È chiaro che in una ipotesi di ricoversione in chiave turistica del nostro paese, questi immobili sarebbero di vitale importanza, ma al momento sembra che non ci sia assolutamente l’intenzione di liberarli». E poi ancora: «Laddove non insistono vincoli legati alle servitù militari ci pensa il Parco Nazionale, un’ente assolutamente inutile. La sensazione è che a qualcuno lo sviluppo economico della Maddalena non piaccia - conclude Terrazzoni - e che si voglia fare diventare l’isola la “piscina naturale ed esclusiva” della Costa Smeralda». A.N.

 

 

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