 Non
sono stati sospesi i lavori nella base Usa di Santo Stefano. Il governo
americano due settimane fa ha sì comunicato alla ditta Pizzarotti la
decisione di mettere in stand-by (per tre mesi) le ruspe, ma la sospensione
non tocca tutti i lavori: solamente una parte è stata bloccata.
A dare notizia e dettagli sull’ennesimo colpo di scena dell’“affare La
Maddalena” è un rappresentante della società di Parma, il geometra Ferruccio
Brasili, che, tra i tanti cantieri, segue anche quello di “Santo Stefano
Waterfront Recapitalization”. «Subito una precisazione. Non si tratta di
interruzione di lavori, ma di pausa: un periodo necessario (legato
probabilmente ai tempi della smobilitazione Usa su cui continuano a non
esserci certezze ndr) per capire che cosa si dovrà fare. La sospensione,
comunque, riguarda soltanto una parte dei lavori: quelli per i quali, allo
stato attuale, non sono cominciate le attività. Che cosa vuol dire? Che per
le opere di urbanizzazione non ancora concluse (fognature, acqua,
illuminazione) si andrà avanti. Non solo. Il progetto prevede la costruzione
di due macro edifici - prosegue Brasili -. Per uno, per il quale non è stato
fatto ancora nulla, vale la sospensione. Per l’altro, invece, c’è un doppio
discorso da fare: da una parte dovrà essere completata la copertura (manca
il tetto, quindi le opere sono terminate al 98%); dall’altra si devono
portare a compimento le fondazioni. Questi sono interventi necessari per
garantire l’assoluta sicurezza della base».
Se a Santo Stefano, dunque, in questi giorni non si è visto più nessun
movimento, è soltanto perché ci sono le feste di mezzo. Questo potrebbe
voler dire che, passata l’Epifania, la Pizzarotti si rimetterà al lavoro per
concludere le opere (l’investimento è di 39 milioni di dollari). Le
reazioni, sicuramente, non si faranno attendere. Anche perché finora
sembrava che tutto, a Santo Stefano, fosse ormai fermo. Invece non è così.
Una reazione arriverà dalla Regione, probabilmente, visto che il presidente
Renato Soru, a distanza di qualche giorno dalla sua visita (con giunta al
seguito) alla Maddalena, aveva apertamente dichiarato alla “Nuova” che se i
lavori non fossero stati bloccati, avrebbe inviato a Santo Stefano i
forestali. Sarà una coincidenza, ma alla comunicazione del governatore aveva
fatto seguito la decisione degli americani, subito trasmessa all’impresa di
Parma, di congelare le opere di trasformazione della base. Quella di Soru,
comunque, non era rimasta una semplice minaccia. Ci sono stati anche gli
atti.
Il direttore generale della Regione ci aveva lavorato su, aveva cercato
precedenti (trovandoli) e aveva accertato che mancava la necessaria
autorizzazione dell’ufficio tutela del paesaggio. (s.p.)
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