 Nuotare
con gli squali. A qualcuno basterebbe l’idea per farsi venire un colpo. Per
altri è un sogno che si può realizzare, magari a due passi da casa.
L’eccezionale avvistamento fatto alcuni giorni fa nelle acque
dell’Arcipelago della Maddalena, dove ha fatto la sua comparsa un esemplare
di squalo elefante, ha permesso a due ricercatrici di fotografare, filmare e
marcare l’esemplare che in tutta tranquillità solcava il mare cristallino di
Caprera. Un’operazione non certo rischiosa, ma di sicuro non semplice.
Il contatto tra lo squalo, che misura circa sei metri di lunghezza, e
due ricercatrici inviate alla Maddalena dal Cts, è avvenuto nella tarda
mattinata di lunedì, dopo circa 24 ore di appostamenti.
Simona Clò, Responsabile del settore Conservazione natura del Cts, nonché
rappresentante dell’Iucn “Shark Specialist Group”, ed Eleonora De Sabata,
coordinatrice del progetto MedSharks, hanno avvistato lo squalo elefante
intorno alle 13 nelle acque dell’isola di Caprera. Dopo recenti avvistamenti
di questi squali, ad opera di pescatori e dipartisti, nell’area della
Maddalena, il Cts Ambiente ha voluto inviare tempestivamente le due “ragazze
che nuotano con gli squali” per monitorare le acque dell’Arcipelago
maddalenino, dando il via al progetto Squalo Elefante. E i risultati, a
quanto pare, sono arrivati in fretta.
«Siamo riuscite ad applicare all’animale un Tag (una targhetta con un
numero identificativo) - dichiara Simona Clò - che ci consentirà di poter
riconoscere lo squalo in successivi avvistamenti, così da poter comprendere
i suoi spostamenti. Nei prossimi giorni speriamo di poter rincontrarlo,
magari in compagnia di altri esemplari, così da poter continuare lo studio
delle loro abitudini».
Le due ricercatrici, da questo anno sono affiancate dal Cts Ambiente (che
oltretutto ha nell’isola della Maddalena un centro di ricerca permanente),
per portare avanti il progetto di ricerca e tutela degli squali elefante,
iniziato diversi anni fa, e che ha già portato ad ottimi risultati.
Lo squalo elefante con i suoi 10 metri di lunghezza, è lo squalo più grande
del Mediterraneo ed è una delle specie a maggiore rischi di estinzione. La
sua presenza era sempre stata considerata occasionale e sporadica, fino
all’anno scorso, quando si è registrata una frequente presenza di questi
animali all’Asinara.
Il Cts Ambiente lancia insieme a MedSharks, (unico progetto ad oggi di
ricerca in Mediterraneo per lo studio degli squali in mare aperto), e con il
sostegno dell’Ente Parco de la Maddalena, l’operazione “Squalo Elefante”.
«Siamo lieti di aver ottenuto già i primi risultati incoraggianti -
dichiara Stefano di Marco, vice presidente del Cts - con l’operazione Squalo
Elefante, lanciata in collaborazione con l’Ente parco della Maddalena».
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