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 Da "La Nuova Sardegna"

LUNEDÌ, 27 MARZO 200
 
Un bagno di folla per il segretario della Quercia: «Sosterremo la vertenza sulle entrate»
Fassino e Soru, coro per l’isola a una voce sola
Il presidente: «Gli americani possono lasciare La Maddalena anche domani»
Il leader diessino: «Il centrodestra ha solo promesso sogni che non ha realizzato, ora scommette sulla paura»

 

CAGLIARI. Fassino? No, Stakhanov, il compagno instancabile. Sette-otto comizi al giorno abbatterebbero pure un bisonte, figuriamoci lui, gracilino com’è. Quando, alle sette di sera, il segretario nazionale della Quercia si materializza alla Fiera di Cagliari non c’è nessuno del popolo di centrosinistra (duemila, o giù di lì?) che si sottrae all’ovazione convinta, per quest’uomo perbene che scarpina per l’Italia, lavora diciott’ore al giorno, e studia, studia, si documenta.
 «Oh, ciao presidente», fa, asciutto, il capo dei Ds a Renato Soru, che lo accoglie in abito etnico, sul marrone scuro, senza cravatta, camicia bianca abbottonatissima fino al collo oblungo.
 Piero & Renato, un coro a una sola voce. Salgono assieme sul palco, tengono il ritmo, sulle note di un “cielo” che - come ordina la voce limpida e gaia di Rino Gaetano - dev’essere “sempre più blu”.
 In sala non c’è posto neanche per uno spillo, persino qualche assessore regionale sta seduto per terra, all’indiana. Non si trova una seggiola neanche per un altro presidente, Giacomo Spissu.
 Stop alla musica, lo show può cominciare. Niente comizi, uff che noia, niente podio. Meglio un’intervista collettiva con la brava presentatrice che fa domande su tutto. Per non sentirsi soli, Fassino e Soru sono circondati da Antonello Cabras, Giulio Calvisi e da Amalia Schirru, compagna deputata prossima ventura. E’ un tripudio di bandiere, il popolo della Quercia sente il profumo di vittoria, e sorvola quando in sala si fa palpabile l’imbarazzo di qualche compagno (e di un assessore regionale) per un filmato, con un’overdose di interviste ai giovani sardi, in cui si insiste sul mancato decollo della continuità territoriale e sul costo eccessivo dei voli in partenza dalla Sardegna.
 Sui temi della campagna elettorale, non ci sono grosse novità, né Piero Fassino sceglie la strada del sensazionalismo. Piace molto un concetto, riferito alla paura del centrodestra di perdere le elezioni. «Nel 2001 - ricorda Fassino - la Cdl ha puntato sui sogni che poi non ha realizzato e ora scommette solo sulla paura perchè non ha altri argomenti». Ovvia, la replica all’accusa («terrorismo psicologico») di voler tassare Bot e Cct da parte dell’Unione. «Non abbiamo mai parlato di aumentare le tasse, ma di fare una seria previsione del sistema fiscale».
 Soru, ecco Soru. Il governatore sardo sfodera una velocità di eloquio mai notata prima d’ora. Niente pause. Sarà l’effetto Fassino. Il presidente si scalda, quando il discorso scivola sulla Maddalena e sulle servitù militari. «Gli americani hanno annunciato di voler andare via dalla Maddalena, e ora qualcuno vorrebbe che ci ripensassero, che la loro partenza fosse rinviata chissà a quando... Ebbene, per noi non è così: se ne possono andare anche domani».
 Oggi, già. Proprio oggi Piero Fassino e Renato Soru saranno nell’arcipelago per ribadire una linea sulla quale l’accordo tra i due è totale: riconversione dell’economia maddalenina, da militare a turistico-ricettiva. «Ci si preoccupa dei 180 lavoratori italiani impiegati nella base americana - tuona Renato Soru -, ma nessuno pensa ai duemila disoccupati che evidentemente l’economia militare non è stata in grado di assorbire».
 Non più tripudio di abandiere, ma tripudio e basta. Ci mette del suo anche Fassino quando ribadisce l’impegno di «risolvere la vertenza della Sardegna sulle entrate fiscali: sarà uno dei primi atti del nuovo governo dell’Unione».
 La convention va in crescendo, prima che la parola passi a Calvisi, Cabras e alla Schirru. Renato Soru apprezza l’impegno di un futuro governo di centrosinistra di aprire un tavolo di confronto sulle emergenze della Sardegna ma al presidente della Regione interessa sottolineare che «l’isola non può vivere di assistenza o di governi amici, ma può vivere diventando grande e forte. La Sardegna vuole essere di aiuto all’Italia. Io non so se in un anno e mezzo di governo di centrosinistra l’isola abbia cambiato pagina, ma è sicuro che la Sardegna ha una visione del futuro, un progetto a lunga scadenza che passa attraverso un’istruzione qualificata, lo sviluppo della ricerca e del turismo».
 S’è fatta notte, ora. Ma Rino Gaetano insiste: “Il cielo è sempre più blu”. E loro, Fassino-Stakhanov e Soru, battono le mani, tengono il tempo.
 

 

 

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