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Da "L'Unione Sarda"
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Lunedì 10 aprile 2006 Un albergo per vacanzieri di lusso al posto del villaggio americano
Sarà un albergo per vacanzieri e prenderà il posto del villaggio americano Trinita. Questo secondo il progetto che è stato presentato ieri negli uffici del Comune dalla società Seis: la proprietaria, oltre che del residence, anche dei 219 ettari in cui sorge il complesso per famiglie di militari americani. Villette familiari, giardino, cane e barbecue compresi, che la società potrebbe sostituire con un albergo grandioso, nel momento in cui gli americani smantelleranno la base di Santo Stefano e gli uffici a terra, situati a La Maddalena. MA NEL PROGETTO faraonico sono previsti anche una palestra e una scuola, viali alberati e strade già asfaltate: tutto pronto compresa la vista mare su uno dei golfi e delle spiagge più significative dell'Arcipelago, isole e Corsica comprese. I più c'è anche altro terreno disponibile che non è mai stato edificato. E' il 1972 quando l'isola di Santo Stefano si trasforma in punto di appoggio per sommergibili Usa a propulsione nucleare. Un anno dopo, la Seis firma un accordo con il Governo americano per la realizzazione del villaggio Trinita. Perché erano necessari almeno 340 appartamenti, all'epoca, per ospitare i militari americani che sarebbero arrivati nell'isola. Inoltre il mercato di case private, a La Maddalena, era quasi inesistente e sicuramente non in grado di soddisfare la domanda di alloggi proveniente dalla Marina statunitense. Con il comune, la società stipulò invece una convenzione che prevedeva che l'affitto che gli americani avrebbero erogato per l'uso della scuola e della palestra, passassero all'amministrazione comunale. Ci vollero tre anni per terminare il complesso di Trinita, nel quale si sono avvicendate famiglie di americani e dove, tra l'altro, lavora anche qualche dipendente civile maddalenino. Semmai dovesse andare in porto il progetto dell'albergo, come lo intende la stessa società Seis, i posti di lavoro disponibili sarebbero almeno una quarantina. E questo è solo uno dei piani di rinascita e di riconversione dell'isola, tra quelli presentati per sostituire la presenza americana, sul territorio, al momento della sua dipartita. Molte zone della Maddalena gli Usa le hanno prese in affitto, senza mai acquistarle. Perché fosse più semplice per loro, nel momento in cui fossero andati via, restituire terreni ed immobili. Così avverrà anche per gli uffici della Nsa, il Naval Support Activity di proprietà della famiglia Farina, che saranno sgomberati e diventeranno probabilmente un albergo cittadino di lusso. Dopo che la Marina Militare americana gli ha usati ed avuti in affitto per 34 anni. Alessandra Deleuchi |