
Alle nove in punto, ieri mattina, è cominciato lo sciopero dei
marittimi della Saremar i quali, per tre ore, hanno sostato fuori dall’aria
demaniale, regalamdo rose alla signore ma paralizzando l’intera attività
portuale. La presenza del sindaco Angelo Comiti, il buonsenso dei sindacati
e di tutti i partecipanti, circa cinquecento persone, alla serrata contro la
compagnia armatoriale ha fatti sì che lo sciopero si svolgesse senza
incidenti. «Siamo qui per garantire un futuro ai nostri figli, per tutelare
i nostri posti di lavoro», spiegavano i marittimi.
I manifestanti hanno sfogato la loro rabbia nei confronti del Tirrenia
e della Saremar che vuole tagliare il numero delle corse da 28 a 21 e
diminuire il personale dopo aver aumentato, venerdi scorso, le tariffe del
50%. Che per i residenti significa un rincaro sul prezzo del biglietto 60%,
con un aumento del 16% per le auto al seguito. Prezzi alle stelle per i non
residenti, che dovranno pagare il 117% in più mentre per l’auto il costo
sale del 23%. Cifre esorbitanti, che la Saremar giustifica con l’aumento
dela carburante. Aumenti che non sono stati accolti con gioia dai marittimi,
i quali hanno gridato slogan contro i responsabili della compagnia
armatrice, Anche i responsabili della Filt-Cisl Piras e Abis hanno criticato
l’inaspettato e improvviso balzo in avanti delle tariffe, che influirà
negativamente nelle tasche dei residenti e dei passeggeri. Antonello Addis,
assessore della provincia Tempio Olbia, ha portato la solidarietà
dell’intera Gallura, la cui amministrazione sarà vicina ai lavoratori
maddalenini per risolvere una situazione che non riguarda solo gli isolani,
ma l’intera Sardegna. La manifestazione è riuscita, con tanta comprensione
da parte di passeggeri e automobilisti che, nel sopportare gli inevitabili
ritardi, hanno solidarizzato con i manifestanti non tanto per le corse che
verranno diminuite, quanto per l’aumento delle tariffe, arrivato in un
momento poco propizio e proprio all’inizio della stagione estiva. La
proverbiale galanteria dei marinai si è spinta sino a donare rose alle
signore che, incredule e sorridenti, hanno accettato di buon grado il
forzato stop sui moli. Viva soddisfazione è stata espressa dai sindacalisti
della Uil Giulio Verrascina e della Cgil Giancarlo Moro, i quali hanno
ringraziato per la solidarietà e partecipazione i lavoratori della base
americana e italiana e i commercianti. Pier Franco Zanchetta, consigliere
provinciale, ritiene necessario avviare un tavolo di confronto con la
Saremar e la Tirrenia. «Non accetteremo che venga a mancare all’isola un
servizio di qualità dei collegamenti e non permetteremo tagli ai posti di
lavoro, il tutto ripagato con un repentino aumento della tariffe». Angelo
Comiti è rimasto con i lavoratori per tutto il tempo della manifestazione,
portando con la sua presenza la solidarietà della amministrazione e dando
forte il segnale di netta contrarietà della comunità dall’aumento delle
tariffe. «Non possiamo pagare oneri aggiunti soltanto perchè siamo nati
sull’isola, dove tutto costa più caro. I trasporti sono vitali alla
popolazione, e proporrò una serrata generale per garantire un futuro alla
nostra economia» ha detto il sindaco.
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