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 Da "La Nuova Sardegna"

DOMENICA, 23 APRILE 2006
 
di Andrea Nieddu
 
Sciopero Saremar, il sindaco guida la rivolta
I marittimi e la popolazione dicono no al taglio delle corse e all’aumento delle tariffe
Per tre ore è stata paralizzata l’attività nell’area del porto Oltre 500 manifestanti

 

 Alle nove in punto, ieri mattina, è cominciato lo sciopero dei marittimi della Saremar i quali, per tre ore, hanno sostato fuori dall’aria demaniale, regalamdo rose alla signore ma paralizzando l’intera attività portuale. La presenza del sindaco Angelo Comiti, il buonsenso dei sindacati e di tutti i partecipanti, circa cinquecento persone, alla serrata contro la compagnia armatoriale ha fatti sì che lo sciopero si svolgesse senza incidenti. «Siamo qui per garantire un futuro ai nostri figli, per tutelare i nostri posti di lavoro», spiegavano i marittimi.
  I manifestanti hanno sfogato la loro rabbia nei confronti del Tirrenia e della Saremar che vuole tagliare il numero delle corse da 28 a 21 e diminuire il personale dopo aver aumentato, venerdi scorso, le tariffe del 50%. Che per i residenti significa un rincaro sul prezzo del biglietto 60%, con un aumento del 16% per le auto al seguito. Prezzi alle stelle per i non residenti, che dovranno pagare il 117% in più mentre per l’auto il costo sale del 23%. Cifre esorbitanti, che la Saremar giustifica con l’aumento dela carburante. Aumenti che non sono stati accolti con gioia dai marittimi, i quali hanno gridato slogan contro i responsabili della compagnia armatrice, Anche i responsabili della Filt-Cisl Piras e Abis hanno criticato l’inaspettato e improvviso balzo in avanti delle tariffe, che influirà negativamente nelle tasche dei residenti e dei passeggeri. Antonello Addis, assessore della provincia Tempio Olbia, ha portato la solidarietà dell’intera Gallura, la cui amministrazione sarà vicina ai lavoratori maddalenini per risolvere una situazione che non riguarda solo gli isolani, ma l’intera Sardegna. La manifestazione è riuscita, con tanta comprensione da parte di passeggeri e automobilisti che, nel sopportare gli inevitabili ritardi, hanno solidarizzato con i manifestanti non tanto per le corse che verranno diminuite, quanto per l’aumento delle tariffe, arrivato in un momento poco propizio e proprio all’inizio della stagione estiva. La proverbiale galanteria dei marinai si è spinta sino a donare rose alle signore che, incredule e sorridenti, hanno accettato di buon grado il forzato stop sui moli. Viva soddisfazione è stata espressa dai sindacalisti della Uil Giulio Verrascina e della Cgil Giancarlo Moro, i quali hanno ringraziato per la solidarietà e partecipazione i lavoratori della base americana e italiana e i commercianti. Pier Franco Zanchetta, consigliere provinciale, ritiene necessario avviare un tavolo di confronto con la Saremar e la Tirrenia. «Non accetteremo che venga a mancare all’isola un servizio di qualità dei collegamenti e non permetteremo tagli ai posti di lavoro, il tutto ripagato con un repentino aumento della tariffe». Angelo Comiti è rimasto con i lavoratori per tutto il tempo della manifestazione, portando con la sua presenza la solidarietà della amministrazione e dando forte il segnale di netta contrarietà della comunità dall’aumento delle tariffe. «Non possiamo pagare oneri aggiunti soltanto perchè siamo nati sull’isola, dove tutto costa più caro. I trasporti sono vitali alla popolazione, e proporrò una serrata generale per garantire un futuro alla nostra economia» ha detto il sindaco.
 

 

 

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