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Da "L'Unione Sarda"

 

Sabato 29 aprile 2006

Il Direttore Generale visita il Paolo merlo vero malto isolano

  La situazione dell'ospedale isolano è grave e va sottoposta ad una verifica urgente e seria. Non è soltanto l'opinione degli addetti ai lavori e dei sindacati,  ma anche del primo cittadino che, ieri mattina sollecitato, a fornire una risposta al blocco operativo della divisione di chirurgia e di ginecologia, . "esiste la necessita urgente - dice Comiti - di studiare tutte le le problematiche tecniche e amministrative che affliggono il Paolo Merlo. A ogni buon conto la situazione di sofferenza e nota e per questo ho sollecitato il direttore Generale Gianni Cherchi. all'inizio della prossima settimana avrò un un incontro con lui" Ma di che mali soffre l'ospedale? facile e difficile nello stesso tempo dare una risposta, ma certo è che non risponde più alle esigenze di una comunità che ha il 65 per cento della popolazione oltre i 60 anni, dove nascono pochi bambini, dove l'ambulatorialità e frenata a vantaggio della degenza, dove la chirurga esegue solo interventi di routine perché quelli dipeso si fanno altrove. Stando così le cose i reparti che rimangono aperti sono comunque sostenuti dai medici e paramedici in servizio e in reperibilità e la spesa, paragonata ala resa, diventa spaventosamente elevata. "E' necessaria una riorganizzazione ed una razionalizzazione delle funzioni  - afferma Lorenzo Porcheddu Cgil - perché una situazione di scompenso di questo genere non può andare avanti". Il sindacalista fa notare che le difficoltà ci sono fin dal 1998. "Da allora stiamo insistendo su una revisione dell'ospedale. Ci sono troppe distanze tra le funzioni diagnostiche e terapeutiche. Il blocco temporaneo delle due divisioni non ci sorprende:non chiusura ma sospensione in attesa del confronto con il direttore generale". Si tratta dunque di uno stop provvisorio destinato a fornire la fotografia di un momento contingente, certamente di sofferenza, da cui partire per programmare una nuova revisione dei compiti funzionali. Nell'incontro con Cherchi, sarà vagliato tutto con attenzione. "L'idea del direttore generale è come la nostra - ribadisce Porcheddu - che vuole apportare u dipartimento delle urgenze, funzionale, con lo stesso numero di letti e lo stesso numero di addetti, in modo da salvaguardare anche i posti di lavoro". Il che vuol dire più specializzazione e meno ospedalizzazione, più day Hospital e meno degenze. Se ciò potesse essere portato a compimento si avrebbe la possibilità di evitare anche il continuo esodo dei pazienti verso altri ospedali, si incrementerebbero le entrate le entrate, e si  creerebbe una filiera di di specializzazioni oggi assenti, da cui la comunità ha tutto da guadagnare.

Francesco Nardini

 

 

 

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