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10 agosto 2007
CONSIGLI PER UNA
LUNGA PERMANENZA NELL'ARCIPELAGO
( a commento
delle esternazioni del Presidentissimo )
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Inviamo
l'ennesimo ringraziamento al Sig. Bonanno, Presidente del Parco
Nazionale, per le sue esternazioni che non fanno altro che rendere
più compatto il Consiglio Comunale e la popolazione contro il
"suo" parco ! Continui così Presidente Bonanno poichè con le
sue esternazioni non farà altro che far innalzare il tasso di odio
nei confronti dell'Ente che LEI, lottizzato
come i suoi predecessori,
anche se vuol far finta di dimenticarlo, dirige dopo essersi
convertito all'ideologia ambientalista facendo, anche in questo
caso, finta di dimenticare i suoi trascorsi di candidato nella mia
lista "Maddalena 2000" decisamente
ed apertamente antiparco !
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MI
PERMETTA QUALCHE COMMENTO EGREGIO PRESIDENTE :
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La smetta di predicare bene e razzolare male : lei è un
lottizzato come
gli altri suoi predecessori ! Lei infatti ha avuto la fortuna
di conoscere Pecoraro quando aveva vent'anni, dieci in meno
del ministro. Avete fatto amicizia, all'amicizia è subentrata
la stima. E, naturalmente, con la stima è giunta anche la
poltrona ! A La Maddalena, in molti, hanno
storto il muso e lei proprio non ha gradito: "Quale pupillo,
io sono stato nominato per meriti". Per meriti, sì,
come no !!! |
La smetta di andare alla radio e sui giornali ad insultare ,
seppur con nonchalance, i maddalenini ed i loro
legittimi rappresentanti elettivi : lei è stato nominato da un
suo amico casualmente ministro, i consiglieri comunali ed il
sindaco, buoni o cattivi, invece sono stati eletti dai
maddalenini e lei, esplicitamente, invece continua ad
insultarli usando parole pesanti come "contaballe" o
"schizofrenici" solo perchè chiedono, recependo le
legittime e sacrosante istanze della nostra comunità, di
cambiare una legge ingiusta che, le ricordo, il parlamento ha
fatto e che comunque può cambiare. Aldilà dei suoi auspici o
della sua saccenza... |
La smetta di usare la sua carica fiduciaria ( del ministro )
per minacciare ritorsioni del tipo "nulla può passare
senza il via libera del parco" . Le consiglio di
riflettere sulle parole che il Sindaco ha pronunciato ieri, 9
agosto alla radio, "intanto mi faccia pervenire
tutti gli atti da lei firmati poichè è mia intenzione di
impugnarli davanti al T.A.R. e nelle altre sedi più opportune"
. Come vede il Sindaco ed i maddaleni che sono, in questo
caso, tutti con lui NON si fanno e NON si
faranno intimidire dalle sue allusive minacce ! Lei ha
imboccato una strada pericolosa e, ricordi, che talvolta anche
gli amici rinunciano a difendere l'indifendibile con
conseguente rischio di ... perdita di poltrona. Ricordi che è
già successo....ehehehehe ;-) ! |
I maddalenini, quelli che s' incontrano in piazza
( non quei quattro gatti che l'hanno voluta e sostenuta che
lei incontra in qualche convivio più o meno carbonaro o
durante qualche aperitivo a Spargi ) che in massa
hanno firmato il referendum e dato con la loro firma
sostegno ed appoggio ai deliberati consiliari le chiedono, mi
creda, una sola cosa : di
tornarsene a Roma ! |
Lei trova sbagliato che il Sindaco sia anche Presidente del
Parco ? Bhè per una volta sono d'accordo con lei ma sa che
le dico ? Pur di vederla togliere il disturbo
, nulla di personale, se tornasse come turista l'accoglierei
a braccia aperte, io che sono sempre stato contrario a
questa tesi, accetterei, per il bene di questo paese, il
compromesso e tanti saluti a lei ed al suo amico
Pecoraro !!!
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LE
DICHIARAZIONI DI BONANNO ALLA STAMPA SU REFERENDUM E DELIBERE
CONSILIARI |
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Giovedi 9
agosto - La Nuova Sardegna - LUCA ROJCH |
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Il controllo
dei beni dismessi dietro la guerra Comune-Parco |
Due re per un solo
trono. Il conflitto ad alta tensione e bassa intensità tra il
sindaco, Angelo Comiti, e il presidente del parco, Giuseppe
Bonanno, riesplode. Una battaglia in cui i diplomatici sono
colombe di guerra, la pace si costruisce con mattoni di odio, il
dialogo è un esercizio di incomunicabilità. Sulla carta il
dissidio è sul ruolo del parco, con un dna manipolato in modo
eccessivo dai laboratori genetici dei Palazzi romani, in cui non
sono rimaste tracce di cromosomi made in Maddalena.
Ma il vessillo ha due facce. Davanti le nobili intenzioni della
battaglia per l’indipendenza, dietro la guerra sotterranea per il
controllo dei beni dismessi. Chi avrà le chiavi delle strutture
che i militari abbandonano controllerà il fiume di denaro in
arrivo da Stato e Regione. La riconversione delle stellette
militari in stelle di hotel è un affare che si conta in miliardi,
di euro. Una portaerei carica di denaro e investimenti. Sapere chi
sarà il pilota della nave diventa un dettaglio da non trascurare.
A mettere il turbo al motore della rinascita è il G8, che ha
creato una corsia preferenziale ai progetti di rilancio.
Il Comune ha votato in tre mesi due mozioni fotocopia in cui si
chiede l’eutanasia del Parco. Per rafforzare la posizione
dell’amministrazione anche il via libera a un referendum popolare.
Sono state raccolte oltre 2 mila firme in città per chiedere la
consultazione. Ma i vertici dell’ente contestano anche il quesito
presentato al popolo.
«Il testo mostrato ai cittadini chiede che le nomine del parco
non siano lottizzate - dice Bonanno -. Non contestano il parco e
fanno una domanda a cui io per primo rispondo in modo affermativo.
Io non alzo muri. Per litigare come per fare l’amore bisogna
essere in due, io resto aperto al dialogo». Ma il dardo di Cupido
non sembra aver colpito il vicepresidente del comitato per il
referendum, Marco Poggi, dei comunisti italiani. «Ai cittadini
abbiamo fatto leggere il testo votato da tutto il consiglio
comunale - dice Poggi -, che chiede l’abrogazione della legge che
ha istituito il parco. Troppi fallimenti. È importante fare
sentire il peso della comunità all’interno dell’ente ambientale,
noi non vogliamo più scelte imposte da Roma. Il nodo delle
dismissioni resta centrale, ma è solo un aspetto. Dobbiamo
difendere anche l’autonomia del nostro territorio». La doppia
verità viaggia su binari paralleli. Ma diventa quasi impossibile
muoversi in una palude fatta di leggi, mozioni, commissioni
paritetiche, veti incrociati. «Le proposte avanzate in questi mesi
rischiano di rimanere paralizzate dai mille cavilli della politica
locale - afferma Bonanno -. La proposta di modifica della legge
che ha istituito il parco è una panzana, qualcosa di non
attuabile. Resto fermo ai fatti concreti, come il workshop
internazionale che si terrà a settembre. Nell’isola arriveranno
oltre cento delegati da tutto il mondo. Continuo a non capire
l’atteggiamento ambiguo del Comune. Da una parte firma protocolli
di intesa con noi, dall’altra vota mozioni per abrogare il parco.
Non mi interessano le piccole liti del Palazzo, devo lavorare.
Ieri ho incontrato l’assessore regionale Cicito Morittu per
definire gli ultimi dettagli dello stanziamento da oltre un
milione di euro. Soldi che serviranno per ripulire i fondali e
creare un campo boe. Verrà istituito anche un corpo di ranger. Il
loro compito sarà di controllare tutto il territorio, per terra e
per mare. La Regione mi ha confermato che entro la fine del mese
nominerà il suo membro all’interno del consiglio di
amministrazione del parco. Solo il Comune resterà senza un suo
rappresentante del cda. Una scelta che conferma la scarsa volontà
di partecipare».
Bonanno scaglia anche un gancio teso al cuore
dell’amministrazione. «L’idea di nominare il sindaco come
presidente del parco è sbagliata - continua -. In questo modo si
crea una concentrazione di potere pericolosissima. Le due cariche
si sommerebbero nelle mani di una sola persona. La dismissione dei
beni demaniali richiede una separazione dei poteri. Capisco le
pressioni che arrivano dal Comune, ma le proprietà dello Stato
verranno cedute al parco come prevede la legge. Si gira intorno a
questioni di principio, ma il dissidio resta sulle dismissioni. La
porta del mio ufficio è sempre aperta e credo che di noi non si
possa fare a meno. Siamo pronti ad accogliere all’interno del
piano del parco il Piano Urbanistico Comunale della città.
L’amministrazione fa finta di poter fare a meno dell’ente
ambientale. Ma alle intese con la Regione per approvare i progetti
bloccati dal piano paesaggistico nulla può passare senza il via
libera del parco».
Bonanno sembra snobbare mozioni e referendum degli antiparco di
Palazzo, forte del parere del ministro dell’Ambiente, Pecoraro
Scanio, contrario a qualsiasi modifica della legge che regola gli
equilibri di nomina nel parco.
Fa scoppiare anche il caso sulla visita di Soru e dei delegati
del ministero per il G8. Il presidente non è stato invitato e non
fa nulla per nascondere l’incidente diplomatico. «Si sono
dimenticati di noi - afferma -. Non si sono ricordati che per
qualsiasi operazione sui beni demaniali è necessario sentire anche
il parco». Bonanno lancia poi una proposta per il summit dei capi
di Stato. «Facciamo un G8 dei parchi che possa servire a proporre
idee ai potenti del pianeta». |
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